Una statua di cera per il “Vecchio Cui”

In by Simone

Il padre del rock’n’roll cinese verrà scoperto a maggio prossimo al museo delle cere di Pechino. Lo staff del celebre museo di Madame Tussauds ha supervisionato la copia per oltre tre ore, garantendone l’aderenza alla sua figura. Per loro Cui Jian ha posato a giugno dello scorso anno e la sua statua sarà uno dei pezzi forti del Madame Tussauds di Pechino. Sarà proprio a sud di piazza Tiananmen, a Qianmen, e aprirà la prossima estate.
Affettuosamente chiamato “Vecchio Cui" (lao Cui), Cui Jian è considerato come il pioniere del genere rock cinese e uno dei primi artisti a scrivere canzoni rock: proprio per questa ragione è definito molto spesso come “padre del rock cinese”. Durante la sua crescita musicale venne fortemente influenzato da artisti e gruppi occidentali, come Bob Dylan, i Beatles e i Rolling Stones.

E’ nato nel 1961 a Pechino, da una famiglia della minoranza coreana. Figlio d’arte, si avvicinato sin da subito alla musica: il padre era trombettista e la madre, nordcoreana, era ballerina in un gruppo di danza tradizionale. Comincia a studiare musica già nella prima adolescenza, e ad appena vent’anni entra nella Filarmonica di Pechino. Ma evidentemente non era la musica classica ad attirarlo.

Narra la leggenda che abbia comprato la sua prima chitarra per venti yuan (circa tre euro), nel 1980. Nel 1984 già aveva messo su un gruppo pop con sei amici, nello stesso anno esce il suo primo album. È questo il periodo in cui le sonorità occidentali conquistano la Cina. Il 5 maggio 1986 su un palco in piazza Tiananmen suona per la giornata mondiale della pace: è il suo primo grande concerto.

Intona, tra le altre, la storica Yiwusuoyou, “Non posseggo nulla”, letteralmente "uno senza il tutto". E’ la prima volta che una canzone cinese moderna privilegia l’individuo alla massa. E diventa subito la colonna sonora di una generazione.

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Tutti, a partire dallo stesso rocker, concordano nel far coincidere con questo momento la nascita del rock cinese. Da quel momento Cui Jian è la rock star cinese per antonomasia, per i ventenni di allora come per quelli di oggi. Nel 1988 si esibisce a Seul durante i giochi olimpici. Nel 1989 suona per gli studenti di piazza Tian’anmen e poi partecipa agli Asian Music Awards di Londra. Ma la sua partecipazione alle proteste soffocate nel sangue non passa inosservata al governo.

Nel 1990 il suo tour “Rock’n Roll sulla via della nuova Lunga marcia” viene improvvisamente interrotto. Da allora è una figura controversa: osteggiato dal governo, ma amato dal popolo. E, soprattutto, dai giovani. Partecipa a Beijing bastards, primo lungometraggio indipendente cinese del regista di culto Zhang Yuan, e comincia a suonare anche all’estero.

Nel 2013 ha lavorato al suo primo lungometraggio. Blue Sky Bones. E’ un film sui generis in cui, ovviamente, la musica fa da protagonista. Racconta differenti epoche attraverso gli occhi del protagonista Zhong Hua, compositore e hacker, e dei suoi genitori. La madre, che in piena Rivoluzione Culturale osò scrivere una canzone invisa al regime (“La stagione perduta”), e il padre – ora malato – che si allontanò da lei portando con sé il figlio ancora piccolo quando la donna scopre che era una spia. Menzione speciale al festival di Roma 2013, non è mai uscito nelle sale cinesi.

E ancora a febbraio di quest’anno, invitato al Gran Galà di Capodanno, il programma in assoluto più guardato del palinsesto annuale della televisione di stato Cctv, si è dovuto ritirare. Il rocker infatti si è rifiutato di cambiare i testi delle proprie canzoni. Né avrebbe rinunciato a cantare la celeberrima Yiwusuoyou, colonna sonora delle proteste di Tiananmen.

Nonostante i suoi problemi con il governo, rimane il musicista più conosciuto dell’ex Impero di mezzo. Donne, vecchi e bambini conoscono a memoria tutte le sue canzoni. Lo testimoniano i dieci milioni di dischi venduti e i suoi concerti sempre sold out.

Per questo Madame Tussauds Beijing ha scelto di esporre la sua statua nel suo museo di prossima apertura nella capitale cinese. Sarà il sedicesimo museo delle cere che apre nel mondo e il quarto in Cina. Hong Kong, Shanghai e Wuhan si sono già dotate delle loro star di cera.

A Shanghai il rocker pechinese avrebbe fatto compagnia a Teresa Teng, Michael Jackson, Kylie Minogue e il padre del rock mondiale Elvis Presley. Invece chissà a quali musicisti si accompagnerà nel Madame Tussauds di prossima apertura nella capitale.

[Scritto per Lettera43; foto credit: abc.net.au]