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In Cina e Asia – Anche Berlino e Praga negano il transito a Lai Ching-te

In Notizie Brevi by Redazione

I titoli di oggi: Anche Berlino e Praga negano il transito a Lai Ching-te Cina-Onu, Wang Yi accoglie Baerbock India, compagnie aeree in crisi per mancanza carburante Cina, rimossi due funzionari di alto livello Corea del Nord, le esecuzioni raddoppiate durante il Covid Cina, rilancio dell’industria mineraria in vista del vertice Trump-Xi Corea del Sud, la corte d’appello aumenta la …

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Africa rossa – “Rimetti a noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori”

In Africa Rossa, Cina, Relazioni Internazionali by Alessandra Colarizi

Africa rossa è la nuova rubrica a cura di Alessandra Colarizi, dedicata ai rapporti tra la Cina e il continente. In questo primo numero parleremo, tra le altre cose, di “trappola del debito”, “nuova spartizione africana”, disinformazione sino-russa, e di quanto sta accadendo nelle miniere cinesi tra Ghana e Repubblica democratica del Congo. 

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Sustanalytics – Il mistero dell’oro cinese

In Cina, Sociale e Ambiente, Sustanalytics by Nicoletta Ferro

Quello dell’oro cinese è uno dei misteri meglio custoditi della terra di mezzo. Dai dati sulle riserve nazionali fino a quelli sulla produzione domestica, tutto è ammantato da un alone di vaghezza che il governo non pare molto intenzionato a dissipare. Di certo ad oggi ci sono solo i record. Partita da una produzione quasi inesistente sotto lo stretto controllo statale, la Cina è dal 2008 il maggiore produttore del metallo prezioso al mondo, avendo superato Sud Africa e Australia. Non arrivando a coprire il proprio fabbisogno, la terra di mezzo è anche il maggiore importatore di oro al mondo.

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La Cina e le gemme insanguinate dei taliban

In Asia Meridionale, Cina, Economia, Politica e Società by Alessandra Colarizi

Una ricerca condotta dall’Ong Global Witness nell’arco di due anni dimostra come l’industria afgana delle pietre preziose sia sfuggita dalle mani del governo di Kabul finendo per finanziare i vari gruppi armati locali, i talebani, forse persino l’Isis. E la fetta più ampia di questo export insanguinato arriva in Cina, passando per il Pakistan.