Bollywood – l’industria cinematografica in lingua hindi di Mumbai con un giro d’affari da 20 miliardi di dollari tra sale, televisione, streaming e una media di 200-300 film prodotti ogni anno – è oggi la seconda produzione più potente al mondo dopo Hollywood. Date anche le proporzioni mastodontiche di questa filiera, il cinema può diventare un potente strumento di propaganda. Più il pubblico è vasto, più chi controlla le storie raccontate esercita potere simbolico su un intero paese.
Bollywood al servizio dell’estremismo indù
In India il cinema è da sempre sotto il controllo dei partiti al governo, ma negli ultimi dieci anni il BJP del premier Narendra Modi ha rafforzato di molto la presa della politica su Bollywood
Sinosfere – I Rapporti tra Cina e India nel Cinema Hindi
I rapporti tra India e Cina, e in modo specifico lo sguardo indiano su tali rapporti, sono spesso stati interpretati e veicolati attraverso il cinema. L’industria cinematografica indiana, in particolare quella di Bollywood, ha rappresentato fin dal suo nascere una sorta di termometro del dibattito pubblico per temi riguardanti l’identità nazionale e le questioni politiche. L’analisi di Sinosfere
Il nazionalismo culturale di Modi minaccia Bollywood
Veicolo di ribellione sociale, finestra sulla cultura globalizzata e peso internazionale: le sue caratteristiche ed espansione fanno finire l’industria cinematografica indiana nel mirino del governo nazionalista di Modi. Aprendo diverse incognite sul futuro
