La civiltà cinese con le sue radici millenarie si è sviluppata autonomamente, del tutto separata da quella occidentale; l’impero celeste con i suoi quattromila anni di civiltà e dinastie, per taluni versi si è dimostrato addirittura superiore all’impero romano, (crollato nel 476), in quanto è riuscito a perdurare più a lungo: dalla fondazione del primo Impero Qin (221 a.C. – 216 a.C.), a opera del Primo Augusto Imperatore Qin Shi Huang nel 221 a.C., sino alla Dinastia Mancese Qing (1644 – 1911), la cui fine si colloca in tempi relativamente recenti.

Tuttavia, proprio questa netta distinzione, da un lato ha permesso all’Impero Celeste di protrarsi sino all’inizio del XX secolo, dall’altro ha fatto sì che gli avvenimenti più eclatanti della cultura occidentale non abbiano avuto risonanza nel “Regno di Mezzo”. Ne sono un esempio le scoperte in ambito astronomico, che tra il XVI e il XVII secolo, scaturirono nella cosiddetta rivoluzione scientifica – avviata da Copernico e Newton e portata avanti da Galilei, Keplero, Bruno – e le due Rivoluzioni Industriali, verificatesi intorno alla fine del XVIII e l’inizio del XIX secolo.

Le moderne Potenze Occidentali – in particolare la Gran Bretagna – in cerca di espandere le proprie ricchezze, hanno scosso la stabilità dell’Impero Celeste inducendolo ad aprirsi al mondo esterno e a riconsiderare tanto la storia (sino ad allora vista dal punto di vista sinocentrico), quanto la geografia (la Cina ora non era più al centro del mondo). Da questo momento, l’Impero Celeste, si vide costretto a dover modificare la propria struttura e rafforzarsi per impedire di essere schiacciato sotto il peso delle Potenze Occidentali. In tale contesto lo Zongli Yamen (总理衙门, Ufficio d’Amministrazione Generale degli Affari Esteri), inviò in Occidente i primi diplomatici cinesi (a partire dal 1866), per comprendere quali fossero i punti di forza dei “barbari” europei.

L’obiettivo del mio lavoro di tesi è stato quello di fornire una documentazione sulla missione in Occidente di uno degli ultimi diplomatici cinesi inviati in Europa, nella seconda metà del XIX secolo, dal 1890 al 1894: Xue Fucheng (薛福成, 1838 – 1894), presentando le sue proposte di modernizzazione dell’impero tardo Qing, attraverso l’adozione di una metodologia di tipo compilativo.

Nel primo capitolo vengono ricostruite brevemente le premesse storiche, a partire dalla presentazione della tradizione confuciana, sino al XIX secolo, in cui si verificò in Cina l’aggressione occidentale, nell’intento di contestualizzare il personaggio.

Nel secondo capitolo viene tracciato il profilo di Xue Fucheng (薛福成, 1838 – 1894), con particolare riferimento alla missione diplomatica in Occidente.

Nel terzo capitolo viene presentato il suo “Diario della missione in Inghilterra, Francia, Italia e Belgio” (出使四国日记, Chu shi Ying Fa Yi Bi si guo riji). Di questo importante diplomatico ho trovato scarso materiale nelle lingue europee, in quanto la maggior parte degli studiosi si sono concentrati prevalentemente sulle prime missioni diplomatiche in Occidente: avvenute nel decennio tra il 1866 e il 1876, pertanto ho utilizzato in particolar modo fonti in lingua cinese di studiosi contemporanei.

La scelta di trattare le missioni diplomatiche in Occidente, è dettata dal fatto che spesso nello studio della storia cinese del XIX secolo, non si tiene particolarmente conto delle impressioni dei cinesi rispetto a una cultura così distante dalla propria. La scelta in particolare, di approfondire il punto di vista di Xue Fucheng, poiché non si limitò a notare le differenze in ambito culturale tra le due civiltà, ma propose di accogliere con rispetto le idee occidentali in merito allo sviluppo ideologico e politico, ponendosi in una posizione di sfida rispetto ai membri conservatori della burocrazia, all’epoca era un’azione assai coraggiosa. In molti compresero l’importanza di reagire alla sfida occidentale, come i pensatori Kang Youwei (康有为 1858 – 1927) e Liang Qichao (梁启超 1873-1929), o il funzionario Li Hongzhang (李鸿章, 1823 – 1901), il quale suggerì di emulare le tecniche militari; ma in pochi osarono mettere in discussione la propria tradizione, ciò dimostra il suo spiccato acume.

 

* Andreaceleste Brilli laureata in Lingue e Civiltà Orientali alla Sapienza a dicembre 2014 dopo un semestre presso la BFSU di Pechino. Durante l’estate del 2015 ha partecipato ad un progetto di volontariato a Taiwan, in cui si è occupata della cura dei social network di un Tempio Buddista e dell’aiuto nelle altre attività locali. Nel 2016 ha seguito un corso sul Social Media Marketing  e dal 2018 collabora con l’Associazione culturale “La mia Cina”. Dal 2012 gestisce il blog cinaperpassione@wordpress.com.

 ** “Le idee di modernizzazione di Xue Fucheng”, Università La Sapienza, Facoltà di Lettere e Filosofia
, Dipartimento Istituto Italiano Studi Orientali – ISO Corso di laurea in Lingue e civiltà orientali A.A. 2013/2014.  Relatore Federico Masini A.A. 2013/2014