È solo questione di tempo prima che una nuova crisi colpisca il sistema finanziario globale: questo è il presentimento ricorrente tra quasi tutti gli esperti del settore. Uno dei segnali principali sta nell’aumentato del debito combinato di tutti i paesi nell’ultimo decennio dalla Grande Recessione (2007-2008), tanto da aver superato, all’inizio del 2019, l’incredibile soglia del 300% del PIL raggiungendo quasi 250 trilioni di dollari; queste cifre sono ancora più impressionanti se confrontate con i livelli del 2007, quando il rapporto debito / PIL globale era di circa il 270%, pari a 142 trilioni trilioni. Questo elaborato analizza in maniera specifica  il ruolo della Cina, considerata da molti l’epicentro della prossima crisi globale. A sostegno di questa affermazione vengono presi in considerazione diversi aspetti problematici dell’economia cinese in grado di innescare un effetto domino in tutto il mondo: il primo è sicuramente l’enorme dimensione del cosiddetto “sistema bancario ombra” e la sua rilevanza nel sistema finanziario cinese. In secondo luogo, si analizzerà il debito complessivo della Cina (sia pubblico che privato) in relazione al rallentamento della crescita del PIL, per poi concludere con un’indagine delle implicazioni che un’esplosione della “bolla del credito” potrebbe causare nel sistema cinese.

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*Luca Spinosa, laureato in Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali presso l’Università degli Studi di Pavia. Frequenta il master Europe and Asia in Global Affairs, dopo il primo anno presso Sciences Po a Parigi sta ora concludendo gli studi presso la Fudan University di Shanghai.