Lo scorso 19 aprile, Sun Lijun 孙力军, mishu[1] di Meng Jianzhu 孟建柱 – Segretario di Partito della Central Political and Legal Affairs Commission dal 2012 al 2017 e appartenente alla Shanghai Gang上海帮 – è stato messo sotto inchiesta. Con Sun fuori gioco, gli strascichi dell’opprimente influenza di Zhou Yongkang 周永康, ex membro del PCC, nonché stretto contatto dello stesso Sun, all’interno del sistema di pubblica sicurezza 公安系统 sono ormai del tutto scomparsi.

Estirpare la corruzione alle radici

Come da consuetudine per i quadri del Partito che ricoprono cariche nella pubblica sicurezza e di stato, nonché nei Bureau per la difesa nazionale, le informazioni pubbliche su Sun Lijun sono alquanto limitate. Laureatosi in Australia, Sun si è specializzato in sanità pubblica e gestione urbana, una scelta molto interessante, soprattutto considerata la pandemia in corso. Inizialmente molto attivo a Shanghai, ha ricoperto diverse cariche di prestigio nel corso della sua carriera:

  • Direttore dell’Hong Kong Affairs Office per il Ministero di Pubblica Sicurezza 公安部港澳台事务办公室 dal 2016 fino alla data del suo arresto;
  • Vice-direttore della famigerata unità “6.10” 中央610办公室 per lo State Council; [2]
  • Direttore dell’Ufficio governativo N.26 二十六局 – il cosiddetto “Anti-Cult” Bureau;
  • Direttore del Bureau N.1 一局 – conosciuto anche come l’ufficio di sicurezza interna 国内安全保卫局 – dal 2013 fino ad aprile 2020.

Nel 2012, infatti, Ling Gu 令谷 – figlio di Ling Jihua 令计划[4] – morì in un controverso incidente stradale, ribattezzato dalla cronaca come “Ferrari crash”, nel distretto di Haidian a Pechino. A seguito dell’accaduto, numerosi sottoposti di Fu Zhenghua 傅政华 – l’allora capo della pubblica sicurezza di Pechino – vennero fatti scomparire dalla Central Commission for Discipline Inspection, al tempo guidata da Wang Qishan 王岐山. Non sorprende che questo incidente, avvenuto ad un mese dalla richiesta di asilo presentata da Wang Lijun 王立军 – Capo della pubblica sicurezza di Chongqing – all’Ambasciata americana di Chengdu[5], abbia provocato un’onda d’urto di una portata tale da causare una spaccatura insanabile all’interno dei delicati equilibri di potere in seno al PCC. Questa frattura ha segnato la caduta e il disfacimento delle reti di potere capeggiate da Ling Jihua, Zhou Yongkang e Bo Xilai 薄熙来.

Nel 2016, una volta divenuto direttore del Ministero della Pubblica Sicurezza di Hong Kong, Sun è rimasto vicino all’amico di lunga data Li Jiangzhou, ora direttore del dipartimento di polizia del Ministero per la Pubblica Sicurezza distaccato ad Hong Kong Central 公安部驻香港中联办警务联络部. Ovviamente, entrambi hanno fornito supporto strategico e logistico alla polizia, impegnata nel contrastare le proteste antigovernative scoppiate nel 2019 nell’ex colonia britannica.

Nel 2017, dopo la caduta dell’ex vice-ministro per la pubblica sicurezza Yang Huanning 杨焕宁 – collaboratore di Meng Hongwei – Meng Jianzhu, sostenitore di Sun, si è trovato con le spalle al muro. Come colpo di coda, Meng ha fatto eleggere Sun vice-ministro per la pubblica sicurezza, nel 2018, contro il volere di Zhao Kezhi 赵克志 – attuale ministro e segretario del comitato di partito del Ministero della Pubblica Sicurezza.

Tuttavia, con l’arrivo di Zhao Kezhi a capo del Ministero della Pubblica Sicurezza, il vento aveva già cambiato direzione. Zhao, funzionario esemplare vicino sia a Hu Jintao che a Xi Jinping, venne incaricato di ripulire sia il Ministero che la Commissione per gli Affari Politici e Legali, ora nelle mani di Guo Shengkun 郭声琨 – alleato di Zeng Qinghong曾庆红.[6]

La strategia di Xi

La caduta di Sun Lijun arriva due anni dopo l’arresto di Li Yihuang 李贻煌, socio di Meng Jianzhu ai tempi del suo mandato nel Jiangxi tra il 2001 e il 2007. Li, all’epoca direttore generale del Jiangxi Copper Group 江西铜业集团, è stato arrestato nel 2017 a seguito dell'”incidente 11.24″ 11·24丰城电厂施工平台倒塌事故 – che ha causato il crollo di una piattaforma di costruzione nella centrale elettrica di Fengcheng. Li è stato quindi rimosso dall’incarico dopo essere stato dichiarato colpevole di non aver implementato le corrette politiche di sicurezza.

Ai nostri occhi, la strategia messa in campo da Xi Jinping è cristallina: risolvere, una volta per tutte, l’intricata questione legata a Meng Jianzhu prima del 20° Congresso del Partito. La rimozione del mishu di figure politiche in carica indica, di solito, un riaccendersi delle lotte intestine tra fazioni. In questo caso, i due schieramenti contrapposti sono da un lato il vecchio sistema zhengfa 政法系 e dall’altro la fazione capeggiata da Xi Jinping. La rimozione di Sun avvicina Xi all’epurazione e al conseguente ripristino dei sistemi di pubblica sicurezza/zhengfa.

Oltretutto, se analizziamo con attenzione il curriculum di Sun, ci accorgiamo di un’omissione non da poco, soprattutto in relazione alla pandemia da poco cessata. Sun, come rappresentante del Ministero della Pubblica Sicurezza, era membro del gruppo direttivo creato nel febbraio 2020 per la gestione della pandemia scoppiata nello Hubei 中央赴湖北指导组. Come tale, il capo della “sicurezza interna” – incaricato di “gestire le situazioni critiche” – venne mandato a Wuhan per “portare a termine il suo lavoro”. Ad oggi, aleggia un velo di mistero attorno all’operato di Sun per contenere la crisi.

Giustizia a tutti i costi

Dal punto di vista strategico, la caduta di Sun Lijun ha perfettamente senso, soprattutto se l’obiettivo è quello di prendere due piccioni con una fava:

  1. Rimozione di uno degli uomini più fidati di Meng Jianzhu all’interno di un processo di “pulizia” dell’apparato di pubblica sicurezza;
  2. Rimozione di uno degli elementi di destabilizzazione all’interno dell’intricato sistema politico di Hong Kong. Di fatto, Sun è stato direttamente coinvolto nel fallimento della gestione delle proteste nell’ex-colonia britannica.

 

Questa situazione, da un lato inasprirà le politiche di anticorruzione in corso e, dall’altro, il destino che verrà riservato a Sun servirà per disincentivare simili comportamenti. Il giorno dopo l’arresto di Sun, Fu Zhenghua si è dimesso dalla posizione di vice-segretario del Partito presso il Ministero di Giustizia, lasciando così l’incarico ad interim nelle mani di Yuan Shuhong 袁曙宏.

Questo evento inatteso potrebbe indicare un cambio importante in seno al Partito. Fu, ormai sessantacinquenne, non ha alcuna speranza di carriera nell’amministrazione di Xi. Per questo motivo, Pechino ha ritenuto strategico “mandarlo in pensione” a poche settimane dalle “due sessioni” (Lianghui). Come già previsto dall’incontro tenutosi il 21 aprile, Tang Yijun 唐一军 – Governatore del Liaoning – ha preso il posto di Fu a partire dal 29 aprile.

Se queste sono le premesse, attendiamo di scoprire quali novità ci riserveranno le sessioni del Partito previste per il 20 e 21 maggio e che impatto avranno sul futuro politico di Pechino.

NOTE

[1] 秘书mì shū: tradotto comunemente con “segretaria/aiutante”, all’interno del testo assume la valenza di “assistente personale” con alcune sfaccettature tipiche della figura del “braccio destro” o “scagnozzo.”

[2] Il Bureau “6.10”, noto anche come Central Leading Group on Preventing and Dealing with Heretical Religions中央防范和处理邪教问题领导小组办公室, fu istituito da Jiang Zemin nel 1999 al fine di “gestire” il problema del Falungong法轮功. Questo ufficio era famoso per la suo efficace “modalità di gestione” delle questioni religiose.

[3] Jia Chunwang – Ministro per la sicurezza dal 1985 al 1998 e Ministro per la Pubblica Sicurezza dal 1998 al 2002 – fu stretto collaboratore di Meng Hongwei e vicino al regime instaurato da Jiang Zemin.

[4] Ling fu abile nell’inserirsi all’interno di un ricco e potente cerchio di amicizie.

[5] Wang Lijun lavorò principalmente come braccio destro di Bo Xilai a Chongqing, ma fu anche molto vicino a Zhou Yongkang, Fu Zhenghua e Meng Jianzhu.

[6] Zeng, il “Principe di Shanghai”, fu braccio destro di Jiang Zemin.

 

Di Cercius Group*

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