I lavoratori nel piazzale dell’impianto raccolgono ognuno una maglietta dalla cassetta di cartone. Una T-shirt semplice e bianca. L’unico ornamento è un carattere rosso sul davanti. Alcune hanno la scritta ren, essere umano. Altre rencai, persona di talento.

Ren è l’uomo comune, ognuno di noi. Rencai contiene invece in sé il potenziale che, nell’elaborazione filosofica di Mencio, primo erede spirituale di Confucio, ogni uomo ha ricevuto dal Cielo. Un potenziale che se coltivato può portare l’uomo a elevarsi. Nell’epoca contemporanea della Cina post-denghista aperta al capitalismo, o al socialismo di mercato che dir si voglia, il concetto di rencai è anche l’uomo che si è fatto da sé, capace di farsi riconoscere e diventare qualcuno. L’esempio più calzante è nei personaggi di Li Testapelata e Song Gang, protagonisti della saga Brothers dello scrittore Yu Hua. Il primo capace di diventare ultramiliardario, partendo dalla sua condizione di straccivendolo, il secondo buono e idealista che cerca in qualche modo di seguire le orme del fratello.

«I ragazzi e le ragazze che lavorano nella fabbrica sceglieranno molto probabilmente quella con la scritta rencai, per dimostrare di poter emergere», aveva previsto Alessandro Rolandi, artista pavese in Cina dal 2003.

Il biglietto da visita di Rolandi dice molto di più. Lo presenta infatti come manager per le ricerche sulla sensibilità sociale alla Bernard Controls, società francese specializzata nella produzione attuatori per valvole, utilizzati nel settore nucleare, idrico e dell’energia.

«L’arte influenza la sensibilità delle persone. Come definiamo la sensibilità? È la capacità di rispondere in maniere molto veloce e precisa agli stimoli esterni. È un modo per sintonizzare l’interiorità con il mondo esterno», raccontava nel corso di un Ted Talk nella capitale cinese.

All’interno del dipartimento aziendale guidato da Rolandi si mescolano assieme arte, relazioni personali (considerate un materiale per la forma artistica), realtà e sensibilità.

Più nel concreto: Rolandi è stipendiato e assunto dalla Bernard Controls con l’intento di portare in fabbrica artisti contemporanei, sia cinesi e sia internazionali, per interagire con operai, impiegati e manager.; «Si tratta di un’interazione molto informale, è lo staff aziendale a decidere come dev’essere impostata».

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