Pensa globale, investi locale

In by Gabriele Battaglia

E’ uno degli artefici del miracolo economico cinese dell’ultimo decennio, durante il quale è rimasto alla guida della Banca centrale di Cina. Zhou Xiaochuan è sicuramente uno degli uomini più influenti della Cina contemporanea. Contro il debito pubblico locale ha una ricetta: il coinvolgimento dei cittadini. Il governatore della Banca centrale cinese ha recentemente suggerito che l’emissione titoli di locali deve avere come obiettivo gli investitori locali in modo da ridurre i rischi di default.

Zhou Xiaochuan, governatore della Banca popolare cinese, ha scritto un saggio, pubblicato sulla rivista di proprietà della Banca, China Finance, in cui afferma che la Cina dovrebbe istituire un sistema locale di debito pubblico in cui i governi locali vendano le loro obbligazioni principalmente ai residenti nelle regioni che amministrano. Tale soluzione, a suo avviso, riuscirebbe a proteggere meglio i governi locali dal rischio di default.

Zhou, 64 anni e ai massimi vertici della Banca centrale da un decennio – ovvero da quando l’attuale leadership guidata da Hu e Wen ha preso il potere – è al trentesimo posto della classifica annuale di Bloomberg delle persone più influenti sui mercati.

Non solo. Nel 2010 Foreign Policy gli aveva già assegnato il quarto posto nella lista dei “100 Global Thinkers” e nel 2011 Euromoney lo aveva dichiarato il miglior governatore di Banca centrale dell’anno.

É lui che a metà del 2010 ha proposto al Fondo monetario internazionale di sostituire il dollaro come moneta di riserva globale. E sicuramente ha acquistato ulteriore notorietà a giugno di quest’anno quando, mentre l’attenzione degli investitori di tutto il mondo era concentrata sul rallentamento della crescita cinese, ha tagliato i tassi di interesse. Non succedeva da tre anni.

Nonostante forse non abbia né il sostegno politico né l’età necessari a entrare nel Comitato permanente del Politburo quest’autunno, sono in molti a sperare che possa guidare la Cina nel prossimo decennio attraverso le riforme finanziarie. D’altronde, è la sua conoscenza sulle politiche monetarie che ha guidato la Cina – seconda economia mondiale – nell’ultimo decennio.

Allo stato attuale, le obbligazioni emesse dai governi provinciali e comunali sono state destinate agli investitori di tutto il paese, lasciando libertà ai governi locali di manipolare i prezzi e aumentare la possibilità i rischi” ha scritto Zhou sul China Finance. E ha aggiunto: “i residenti locali, invece, possono basare sui loro acquisti il controllo diretto dei governi locali”.

Dal 2008, quando è scoppiata la crisi finanziaria locale, l’emissione di bond da parte dei governi locali è stata fatta forse con troppa leggerezza. D’altronde lo sforzo era quello di finanziare grandi progetti infrastrutturali. Secondo i dati della Corte dei Conti alla fine del 2010, il debito dei governi locali aveva superato i 10mila miliardi di yuan, ovvero circa un quarto del Prodotto interno lordo nazionale dell’epoca.

Nel suo articolo Zhou ha anche affrontato la crisi internazionale del debito sovrano suggerendo di istituire "un meccanismo per limitare l’emissione del debito pubblico ai confini nazionali". Questo meccanismo è stato già praticato e, nel caso in cui i governi dovessero avere bisogno di finanziamenti dai mercati internazionali, potrebbero ricorrere a organizzazioni predisposte come la Banca mondiale o il Fondo monetario internazionale.

Questo meccanismo – sempre secondo il governatore della Banca centrale – dovrebbe ridurre i rischi per gli investitori internazionali e rafforzare i vincoli sulle emissioni dei titoli di Stato. Aiuterebbe anche la formazione del consenso popolare interno perché i cittadini, in quanto titolari di obbligazioni, sarebbero più disposti a informarsi e a capire la situazione del proprio paese.

[Scritto per Lettera43; foto credits: businessweek.com]