Nobel Pace 2014 – Premiati Malala Yousafzai e Kailash Satyarthi

In by Gabriele Battaglia

Lotta a favore dei diritti dell’infanzia e dell’istruzione: questo il leit-motiv del Nobel per la Pace 2014, assegnato alla 17enne pakistana Malala Yousafzai e all’attivista indiano Kailash Satyarthi. Un premio che ha un forte significato simbolico, dato il conflitto pluridecennale tra India e Pakistan Il premio Nobel per la Pace va alla lotta a favore dell’istruzione e ai diritti dell’infanzia. Quest’anno il riconoscimento è infatti stato assegnato alla diciasettenne pakistana Malala Yousafzai e all’attivista indiano Kailash Satyarthi.

Già di per sé la scelta di premiare due candidati provenienti da due Paesi i cui rapporti sono conflittuali da decenni ha un forte significato simbolico.

Malala è oggi l’icona più rappresentativa degli sforzi per garantire il diritto all’istruzione. Nell’autunno del 2012, quando era ancora quindicenne, fu vittima di un attentato talebano.

Un gruppo armato ha bloccato lo scuolabus su cui viaggiava assieme ad altre compagne e ha sparato contro la ragazza, colpevole agli occhi dei miliziani di aver raccontato su un blog della Bbc la vita sotto il potere talebano nella valle di Swat tra il 2007 e il 2009.

I due anni di governo degli studenti in turbante finirono con l’offensiva dell’esercito nella regione in cui i talebani imposero la sharia e impedirono alle ragazze di andare a scuola. Proprio nelle scorse settimane le autorità pakistane avevano annunciato di aver arrestato il gruppo ritenuto responsabile dell’assalto.

Sopravvissuta all’attentato e trasferitasi assieme alla famiglia in Gran Bretagna, Malala è stata insignita tra gli altri riconoscimenti, del premio Sakarov conferito dal Parlamento europeo e nominata ambasciatore di coscienza da Amnesty International.

A luglio dello scorso anno, nel giorno del suo 16esimo compleanno Malala Yousafzai ha tenuto un discorso alle Nazioni Unite a sostegno della campagna per garantire l’istruzione ai 57 milioni di bambini e bambine di tutto il mondo che sono a oggi privati di questo diritto. 

Satyarthi, da parte sua, combatte da oltre trent’anni contro lo sfruttamento dei bambini in India, dove il lavoro minorile produce oltre 15 miliardi di euro di profitti in nero. In un’intervista al Wall Street Journal del 2011, ripresa oggi da Firstpost, Satyarthi aveva fornito i numeri del problema: sono oltre 50 milioni i lavoratori bambini, un quinto dei quali si troverebbe in condizione di schiavitù.

“In generale, non si avverte la volontà politica necessaria alla più grande democrazia del mondo per combattere questo genere di minaccia e crimine a livello sociale”, aveva spiegato il premio Nobel per la Pace 2014 al quotidiano statunitense. “Bisogna costruire un’organizzazione di persone che la pensino allo stesso modo e sensibilizzare gli altri perché vi si uniscano”.

A questo scopo nel 1980, Satyarthi ha fondato Bachpan Bachao Andolan (BBA, Movimento per la Salvezza della Gioventù). In oltre trent’anni di attività è riuscito a sottrarre al lavoro minorile 80mila bambini e fornirgli educazione e riabilitazione.

La BBA ha organizzato numerose campagne di sensibilizzazione soprattutto nelle aree rurali del paese per convincere i genitori a iscrivere i loro bambini a scuola. Al contempo, avviando cause legali contro aziende che impiegavano minorenni, BBA ha cercato di fare pressione sulle istituzioni perché ci fosse un’applicazione più severa delle leggi contro il lavoro minorile.

Un impegno arduo, che negli anni è costato la vita a due attivisti del BBA.

[Foto credit: newsweekpakistan.com/]