L’Associazione Italia-Asean nasce nel 2015. La sua missione è quella di rafforzare il legame e rendere più evidenti le reciproche opportunità, sia per le imprese che per le istituzioni. Qui pubblichiamo la newsletter Italia-Asean del 25 giugno.

Una nuova ondata di contagi da Covid-19 ha travolto nelle scorse settimane la regione dell’Indo-Pacifico. Mentre dall’altra parte dell’emisfero la pur contrastata diffusione dei vaccini consente di ritornare progressivamente alla normalità, il virus fa breccia in diversi Paesi asiatici. Tra questi anche vari stati ASEAN come Singapore, Vietnam e Malesia. E dire che i primi due nel 2020 erano state considerate tra le roccaforti mondiali della lotta al Covid-19. Le autorità erano state a tal punto virtuose nel contenere l’epidemia, che si era parlato di un vero e proprio modello asiatico di prevenzione della crisi sanitaria. Un modello che appunto, oltre ai casi più noti di Cina, Corea del Sud e Taiwan, includeva anche diversi Paesi ASEAN. Allora gli osservatori internazionali si erano interrogati a lungo sulle ragioni politiche e culturali di questo successo. Stavolta invece la causa principale della nuova emergenza è chiara: mancano i vaccini.

Secondo l’istituto di ricerca Our World Data, meno del 20% della popolazione è stata vaccinata in otto dei Paesi ASEAN – eccetto Singapore, che ne ha vaccinata la metà, e il Myanmar, i cui dati sono parziali e arrivano solo al 15 maggio scorso. Rispetto alle stime di Paesi più avanzati lo svantaggio è netto: è vaccinata il 52.71% della popolazione statunitense, il 46.6% di quella dell’Unione Europea e il 43.21% di quella cinese. L’approvvigionamento iniziale è stato una sfida in tutto il mondo, ma sono stati i Paesi più ricchi e colpiti maggiormente dalla pandemia a dotarsi più rapidamente dei brevetti vaccinali. Quelli del Sud-Est asiatico, con tassi di infezione più bassi, non hanno cavalcato questo vantaggio comparato o sono rimasti esitanti di fronte al traslare della competizione sino-statunitense dal piano commerciale a quello della diplomazia dei vaccini.

“Per porre fine alla pandemia, sono necessarie strategie sia difensive che offensive. La strategia offensiva sono i vaccini”, ha suggerito Jason Wang, docente presso la Stanford University School of Medicine. Secondo il Prof. Wang, quando la minaccia percepita dalla popolazione si è abbassata, i governi si sono limitati a rispondere a quella minaccia in modo reattivo. Ecco che quindi la strategia più diffusa in area ASEAN è stata la chiusura dei confini nazionali, una misura difensiva funzionale volta anche a placare alcune derive xenofobe che stavano conquistando spazio nel discorso pubblico sulla crisi sanitaria. Inoltre, come ha dichiarato Peter Collignon, medico e professore di microbiologia presso l’Australian National University, “la realtà è che coloro che producono i vaccini li tengono per sé”. Nel cercare risposte politicamente accettabili a questa realtà, i rappresentanti dei governi nazionali in Asia orientale hanno pensato che in fondo non c’era alcun motivo di affrettarsi. Mentre in Europa e negli Stati Uniti la corsa al vaccino è stata anche motivo di orgoglio nazionale, il Ministro della Sanità sudcoreano ha per esempio dichiarato a fine 2020: “Ce la siamo cavata abbastanza bene con il Covid-19, quindi non abbiamo fretta di partire con le vaccinazioni quando i rischi [dei vaccini] non sono stati ancora verificati”.

Attualmente il Vietnam, che aveva ricevuto l’encomio della comunità internazionale per l’efficienza con cui aveva prevenuto il diffondersi delle infezioni, sta subendo l’ondata più grave dall’inizio della pandemia. Dall’inizio della nuova ondata, cominciata la fine di aprile, è passato da pochissimi casi giornalieri ad averne quasi 500 ogni 24 ore, con un incremento esponenziale delle infezioni totali in soli due mesi (da 3.000 a 13.000 casi circa). Anche  Thailandia, Cambogia e Malesia sono alle prese con nuove restrizioni, specialmente Kuala Lumpur, che ha previsto un’estensione del lockdown nazionale almeno fino al 28 giugno.

Alcuni Paesi dell’area speravano di risollevare il turismo, attraverso la graduale riapertura dei confini. In Cambogia, Filippine e Thailandia, infatti, il contributo del settore all’economia nazionale è vicino al 20-30%: per questo una rapida ripresa dei viaggi internazionali avrebbe potuto contribuire fortemente alla ripresa economica regionale. Al contrario, il traffico passeggeri internazionale nel Sud-Est asiatico è fermo da diversi mesi a circa il 3% dei livelli pre-pandemia, secondo Channel News Asia. La situazione non può che peggiorare, dal momento che il successo delle campagne vaccinali in altre aree del mondo consentirà al settore turistico di riprendere fiato, lasciando indietro diversi Paesi asiatici.

La Thailandia è determinata ad attuare le misure necessarie perché l’economia del settore possa risollevarsi. Mercoledì 16 giugno i rappresentanti del governo si sono detti pronti a riaprire i confini entro 120 giorni per i viaggiatori che esibiscano un certificato di vaccinazione valido. Phuket è la meta individuata per il programma pilota che prevede l’accoglienza di turisti provenienti da Paesi a basso e medio rischio, a condizione che questi non lascino l’isola per almeno 14 giorni. Si tratta del “Phuket Sandbox plan”, che è stato approvato a fine maggio dalla task force economica del governo thailandese, e arriva a pochi giorni dall’inizio di una campagna di vaccinazioni di massa. La speranza è che questo possa aiutare chi vive di attività legate al turismo e ha subito gravemente l’assenza dei 40 milioni di turisti l’anno che visitavano il Paese prima della pandemia.

Gli sforzi di Bangkok potrebbero risultare insufficienti se i Paesi continueranno a reagire in modo disomogeneo alla nuova ondata da Covid-19. Una ripresa economica coordinata non può fare a meno della sicurezza sanitaria legata ai vaccini. Il contraccolpo subito dai Paesi ASEAN, e più in generale da buona parte dell’Asia orientale e meridionale, rischia di rallentare la ripresa economica post Covid della regione e di rendere vana la straordinaria tempestività con cui diversi governi asiatici avevano arginato i contagi nel 2020.

A cura di Agnese Ranaldi

 

La continua ascesa del colosso tecnologico Sea Group

Da Singapore al Sud-Est asiatico, dal Sud-Est asiatico al mondo. Il colosso Sea Group continua la sua spettacolare ascesa. Nei giorni scorsi le azioni del più grande gruppo tecnologico ASEAN hanno raggiunto i massimi storici. La capitalizzazione di mercato ha raggiunto i 148 miliardi di dollari, superando anche quella del big giapponese SoftBank, fermo a 122 miliardi. Tutto dopo che la piattaforma di e-commerce Shopee, di proprietà di Sea, si sta espandendo rapidamente in America Latina. Sea Group è nata nel 2009 come azienda di gaming, e ha progressivamente diversificato i suoi servizi aggiungendo anche il settore dei social network e quello dei pagamenti digitali e della vendita online alla lista delle sue prestazioni. La pandemia da Covid-19 ha accelerato i processi di digitalizzazione in tutto il mondo, favorendo ampiamente la crescita di realtà di e-commerce del Sud-Est asiatico come Shopee, che ora aspira a conquistare i mercati emergenti esteri. Già lo scorso anno, il CEO della società singaporiana, Forrest Li, aveva dichiarato che la sua azienda pianificava di espandersi in America Latina, dove si era fatta conoscere per via del gioco online Free Fire. A gennaio Channel News Asia osservava come gli ottimi successi registrati dal programma pilota lanciato nel 2019 in Brasile lasciassero presagire la volontà di continuare l’espansione nella regione. Dopo aver lanciato i suoi siti web anche in Messico, all’inizio di giugno Shopee è approdata in Colombia e Cile. Come ha dichiarato un responsabile di Sea a Tech in Asia: “È ancora un lavoro preliminare per noi, continueremo a osservare il mercato e a lasciare che sia il team ad occuparsene per vedere come progredisce nel tempo”. Il colosso tecnologico, simbolo del successo dell’e-commerce asiatico degli ultimi anni, continua perciò la sua scalata alla conquista di mercati stranieri, e allarga il proprio mercato da 650 milioni a circa 1 miliardo di consumatori, tra Sud-Est asiatico e America Latina.

 

Myanmar, le nuove sanzioni UE e i rapporti internazionali birmani 

Il 21 giugno è arrivato il terzo ciclo di sanzioni dell’UE in relazione al colpo di Stato militare in Myanmar. Nel mirino 8 persone, tra cui ministri, viceministri e la procuratrice generale, 3 entità economiche di proprietà dello Stato o controllate dal Tatmadaw, e l’Organizzazione dei veterani di guerra. Le nuove misure si concentrano sui settori delle pietre preziose e del legname, al fine di limitare la capacità della giunta di trarre profitto dalle risorse naturali del Paese. Al contrario, il Giappone non intende imporre sanzioni al Myanmar, minando la strategia degli Stati Uniti per fare pressione sulla giunta. Uno dei principali fattori è la preoccupazione di aumentare l’influenza regionale della Cina. La timidezza del Giappone a esercitare pressioni finanziarie sui militari mostra le difficoltà che Biden deve affrontare nel convincere gli alleati asiatici a dare seguito agli appelli in difesa della democrazia, un tema chiave espresso anche al G7 della scorsa settimana. Intanto, la giunta consolida i rapporti con la Russia. Il generale Min Aung Hlaing si è recato a Mosca per partecipare alla Conferenza sulla Sicurezza Internazionale. Durante il suo secondo viaggio all’estero da quando ha preso il potere, il capo della giunta ha incontrato il segretario del Consiglio di Sicurezza russo, con cui ha discusso la collaborazione tra i due Paesi in materia di sicurezza e gli attuali sviluppi in Myanmar. Nell’incontro con il ministro della Difesa Sergej Shoigu, Min Aung Hlaing ha inoltre ringraziato la Russia per il rifornimento d’armi, che ha reso l’esercito birmano “uno dei più forti” della regione. In risposta, Shoigu ha ribadito l’importanza della partnership militare con il Myanmar e l’impegno a rafforzare i rapporti bilaterali. Un’eventuale cooperazione tecnica è stata considerata insieme al direttore dell’agenzia statale russa per le esportazioni di prodotti per la difesa.

 

Geopolitica

Relazioni Egitto-Malesia

Scambiare visioni sui modi per migliorare le relazioni di cooperazione tra l’Egitto e la Malesia. Questo il tema principale discusso tra il Presidente Abdel Fattah al Sisi e il Primo Ministro malese Muhyiddin Yassin in una videoconferenza lo scorso venerdì.

Agenzia Nova: https://www.agenzianova.com/a/60cc4fc39bf3c3.55324678/3495063/2021-06-18/egitto-malesia-presidente-al-sisi-sente-il-premier-yassin-per-rafforzare-cooperazione

 

Agricoltura

Tecnologie israeliane per l’agricoltura 

Molte aziende israeliane specializzate nel settore dell’agritech tecnologica stanno cercando di cogliere le opportunità che diversi mercati della regione come Vietnam, Thailandia, Filippine hanno da offrire.

Nikkei Asian Review: https://asia.nikkei.com/Business/Agriculture/Southeast-Asia-looks-to-Israeli-tech-to-improve-farming-techniques 

Finanza

Mercato azionario ASEAN

Il mercato delle Offerte Pubbliche Iniziali della regione, in particolare della Thailandia, rimane attraente sotto molti punti di vista, nonostante un anno di dura crisi economica e una corsa disperata ai vaccini.


CNBC: https://www.cnbc.com/2021/06/16/southeast-asias-ipo-market-is-still-hot-thailand-is-leading-the-way.html 

Business

Lo sviluppo di Grab
La quotazione SPAC al Nasdaq, prevista entro la fine del 2021, della celeberrima super app del Sud-Est asiatico, dovrebbe rafforzare la posizione dell’Amministratore Delegato Anthony Tan che entra in una nuova fase della sua leadership.

Nikkei Asian Review:

https://asia.nikkei.com/Business/Business-Spotlight/Grab-s-40bn-SPAC-plan-puts-CEO-Anthony-Tan-in-driver-s-seat 

Ambiente

Climate Impact X a Singapore

Il 20 maggio scorso la città-Stato ha annunciato l’apertura entro la fine dell’anno del Climate Impact X, una joint venture tra Development Bank of Singapore, il Singapore Exchange, la Standard Chartered Bank e Temasek per combattere le emissioni di diossido carbonio.

Il Fatto Quotidiano: https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/06/20/a-singapore-apre-il-climate-impact-x-lo-scopo-migliorare-lecosistema-della-finanza-climatica/6235167/ 

Politica

Scenari della politica indonesiana 

Ad oggi in testa in quasi tutti i sondaggi, l’attuale Ministro indonesiano della Difesa Prabowo Subianto prepara le strategie migliori per vincere le elezioni presidenziali del 2024.

Asia Times: https://asiatimes.com/2021/06/prabowo-riding-high-with-an-eye-on-the-presidency/ 

Business

Il futuro delle Start-up indonesiane

Secondo una ricerca condotta dalla società di consulenza Aon, le aziende tecnologiche dell’Indonesia avrebbero più capacità attrattiva per i giovani talenti dell’ASEAN rispetto a molte altre start-up della regione puntando su importanti bonus e salari più alti.

Nikkei Asian Review: https://asia.nikkei.com/Business/Startups/Indonesia-startups-stand-out-in-ASEAN-by-leaning-on-bonus-pay

Geopolitica

Londra nell’Indo-Pacifico

Nell’ottica di costruire una Gran Bretagna “globale”, Londra spinge da molti mesi per migliorare i rapporti con l’ASEAN, cercando di convincere anche i più scettici all’interno dei dieci con mosse politiche mirate.

East Asia Forum: https://www.eastasiaforum.org/2021/06/18/the-united-kingdoms-tilt-toward-the-indo-pacific/ 

Economia

Rilancio dell’economia thai

Il governo di Bangkok ha approvato l’ultimo pacchetto di stimoli per sostenere l’economia e rilanciare la fiducia dei consumatori, mentre la pandemia non accenna a rallentare.

ASEAN Briefing: https://www.aseanbriefing.com/news/thailand-approves-latest-stimulus-package-to-sustain-consumer-confidence/ 

COVID-19

Campagna vaccinale nelle Filippine

Hanno fatto il giro del mondo le parole pronunciate dal Presidente filippino Rodrigo Duterte che, durante una conferenza stampa, avrebbe parlato di carcere per chi rifiutasse il vaccino anti covid-19, salvo poi rettificare.

The Guardian: https://www.theguardian.com/world/2021/jun/22/philippines-president-duterte-you-choose-covid-vaccine-or-i-will-have-you-jailed 

Business

Telecomunicazioni in Malesia

La società malese delle telecomunicazioni Axiata e la norvegese Telenor hanno annunciato una fusione che gli permetterà di creare un’entità  da 12 miliardi di dollari e di lavorare congiuntamente nel Paese.

Financial Times: https://www.ft.com/content/b360c652-d483-431f-ae68-272ee4fdd38c  

Economia

ASEAN quarta economia globale?

“Il Covid-19 non ha cambiato la prospettiva dell’ASEAN di diventare la quarta potenza economica mondiale entro il 2030, ma saranno necessarie misure concrete”. Ne parla il Segretario Generale dell’Associazione Italia-ASEAN.

ISPI: https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/asean-un-futuro-da-quarta-economia-globale-30788 

 

I CANALI DI ASSOCIAZIONE ITALIA ASEAN

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