L’Associazione Italia-Asean nasce nel 2015. La sua missione è quella di rafforzare il legame e rendere più evidenti le reciproche opportunità, sia per le imprese che per le istituzioni. Qui pubblichiamo la newsletter Italia-Asean del 12 marzo.

Il cambiamento climatico è ormai una forza inarrestabile. Indonesia, Thailandia, Vietnam, Myanmar e Filippine sono tra i Paesi ASEAN più colpiti dagli effetti di questo fenomeno, e anche se nessuna area del globo è immune alla sua inclemenza, la regione del Sud-Est asiatico è particolarmente vulnerabile. A questo proposito, la cooperazione inter-regionale tra Unione Europea e ASEAN può rappresentare davvero un’opportunità per promuovere buone pratiche di produzione e consumo sostenibili.

Le responsabilità legate al deterioramento ambientale e al mutamento climatico sono difficili da individuare: i Paesi in via di sviluppo biasimano quelli più sviluppati per aver fatto profitti depredando risorse ambientali preziose; viceversa, i secondi vantano oggi un mercato dei consumatori molto più informato e sensibile a tematiche ecologiste, perciò accusano i Paesi con normative ambientali più blande di inquinare irrimediabilmente il pianeta – evitando di menzionare il fatto che gli imperativi di crescita economica nel mondo globalizzato passano anche attraverso regolamentazioni nazionali finalizzate ad attrarre investimenti stranieri. Dunque, distinguere retoriche interessate da evidenze storiche e scientifiche è un lavoro complesso, che rischia di bistrattare un dato terribilmente urgente: il cambiamento climatico è già qui.

Due certezze guidano perciò il dibattito contemporaneo in proposito. Innanzitutto, la frequenza inedita di nubifragi, siccità, e fenomeni meteorologici e ambientali straordinari sono tra gli effetti direttamente conseguenti l’attività umana. A questo proposito, il premio Nobel per la chimica Paul Crutzen è noto per aver introdotto il termine antropocene per indicare l’era geologica attuale, un’era in cui l’essere umano ha compromesso la sopravvivenza del pianeta attraverso attività inquinanti, determinate spesso da ritmi produttivi insostenibili. La seconda certezza è che le popolazioni povere dei Paesi in via di sviluppo sono le più vulnerabili, e quelle meno resilienti alla dirompenza dei disastri ambientali. Risorse economiche insufficienti e istituzioni pubbliche instabili, fanno sì che inondazioni, cicloni e siccità si trasformino da disastri ambientali a disastri sociali, compromettendo così a lungo termine la tenuta del tessuto socio-economico e la sopravvivenza stessa delle popolazioni locali.

Questi temi, insieme a quello della food security, sono particolarmente sentiti tra i Paesi del Sud-Est asiatico, per due principali ordini di ragioni. Innanzitutto, la gran parte della popolazione che abita la regione è concentrata nelle aree costiere. Ad esempio, Giacarta è un caso emblematico della varietà di rischi legati al cambiamento climatico. Si stima che i residenti urbani dell’Indonesia rappresenteranno nel 2025 il 65% della sua popolazione totale. Per quella data la capitale indonesiana sarà probabilmente sommersa per il 95% dal Mar di Giava. Il Paese più popoloso del Sud-Est asiatico non è nuovo a questo tipo di fenomeni ambientali, che dagli anni Sessanta si sono fatti però sempre più ricorrenti e aggressivi. Anche la Thailandia è avvezza a inondazioni e nubifragi, che un tempo però la colpivano con meno frequenza e causando danni più contenuti: Bangkok, sprofonda di 1-2 centimetri circa ogni anno, e di questo passo nel 2030 si troverà sotto il livello del mare. Allo stesso modo lo sviluppo della città di Da Nang in Vietnam, che grazie alla centralità della sua posizione geografica è considerata uno snodo importante per i settori dei trasporti e dei servizi vietnamiti, è rallentato da continui allagamenti. Infine, secondo il Global Climate Risk Index, Myanmar e Filippine sono regolarmente esposte a gravi cicloni tropicali e difficilmente riescono a riprendersi in tempo dai disastri degli anni precedenti, con il risultato che i danni si sommano tra loro pesando sulla popolazione locale.

In secondo luogo, l’agricoltura è uno degli ambiti su cui il cambiamento climatico impatta con più severità. Principale fonte di sussistenza delle popolazioni residenti e maggior settore di esportazioni, quello agricolo è anche il settore di punta di gran parte dei Paesi ASEAN. In particolare, i raccolti di grano, riso e mais sono estremamente suscettibili a condizioni meteorologiche avverse. Oltre ad essere compromesse dall’imprevedibilità di questi fenomeni climatici, le attività agricole causano anche la più ampia quota di emissioni di cui sono tacciate le economie del Sud-Est asiatico, colpevoli dell’intenso consumo di energia e di combustibili fossili.

Lo scenario appena descritto rende tanto più necessaria la promozione della cooperazione internazionale. Oltre ad essere parte dell’Accordo di Parigi, nel 2009 l’ASEAN ha fondato un proprio gruppo di lavoro, l’ASEAN Working Group on Climate Change. Si tratta di una piattaforma consultiva atta a promuovere anche la cooperazione regionale e la climate action con partner internazionali, oltre che con le comunità locali. Anche L’ASEAN Senior Officials on the Environment realizza un’azione coordinata tra i Paesi membri e i vari partner di dialogo e di sviluppo; inoltre, l’ASEAN Climate Resilience Network è dedicato alla condivisione di informazioni esperienze e competenze relative alla climate smart agriculture.

L’ASEAN mette quindi le proprie piattaforme istituzionali a servizio della lotta al cambiamento climatico. A questo proposito, la cooperazione con l’Unione Europea è particolarmente rilevante. Oltre al contributo delle istituzioni multilaterali, nel novembre scorso l’ASEAN ha tenuto un ampio dialogo sul tema dei cambiamenti climatici e delle responsabilità internazionali, in cui si sono stati ribaditi i rispettivi impegni assunti. Nel solco del Green Deal Europeo, il Sud-Est asiatico può attingere alla longeva esperienza dell’Unione sul tema delle normative contro l’abuso della plastica, e per la promozione della biodiversità e dell’economia circolare. La cooperazione tra le due realtà regionali è supportata anche dall’Enhanced Regional EU-ASEAN Dialogue Instrument, nell’ambito del quale viene promosso il dialogo tra i Paesi in diverse aree d’interesse, tra cui sostenibilità, ambiente e cambiamento climatico. Come sostiene Vandana Shiva, esperta di ecologia sociale e attivista ambientalista, per poter immaginare un futuro sostenibile per il nostro pianeta è fondamentale un cambio di paradigma, fondato non più sulla predazione di risorse ambientali o sulla competizione sregolata, bensì sulla condivisione di informazioni, pratiche e responsabilità. La cooperazione inter-regionale ASEAN-UE rappresenta in questo senso una vera opportunità per riuscire ad immaginare modelli alternativi di sviluppo socio-economico, all’insegna del rispetto ambientale.

A cura di Agnese Ranaldi

Indonesia e investimenti esteri

Lo scorso 5 ottobre l’Indonesia ha approvato la discussa “Legge Omnibus”, storica riforma del mercato del lavoro, fortemente osteggiata da una parte della popolazione per le mancate o inadeguate tutele sociali e ambientali che contiene. Alla base della riforma, la forte volontà del Presidente Joko Widodo che, nell’ottica di far diventare il Paese una delle cinque economie più importanti al mondo entro il 2045, vuole snellire e semplificare il diritto del lavoro indonesiano e attirare così nuovi investitori stranieri, accelerando la ripresa dopo un 2020 faticoso per gli investimenti esteri. Tra i 49 “decreti attuativi” della legge firmati finora dal Presidente Widodo è possibile ritrovare quello sui lavoratori stranieri e le assunzioni locali, l’implementazione delle zone economiche speciali e un nuovo quadro che specifichi quali settori commerciali siano totalmente o limitatamente aperti agli investitori stranieri. Va ricordato, infatti, che molti ed importanti settori quali quello dei trasporti, dell’energia e delle telecomunicazioni, una volta preclusi ad investitori stranieri, hanno visto recentemente cadere queste barriere e assistito ad una vera e propria liberalizzazione del mercato. A seconda della tipologia, dell’ambito di intervento e della mole degli investimenti, gli operatori stranieri avranno, inoltre, diritto a importanti sgravi fiscali, come la riduzione dell’imposta sul reddito delle società, ma anche a stimoli economici di altro tipo. Fornitura di energia e materie prime, procedure di licenza più semplici e infrastrutture messe a disposizione direttamente dalle autorità indonesiane per le aziende estere. In questo scenario, lo scorso martedì, a seguito di una riunione di ratifica virtuale tra il Ministro del Commercio e dell’Industria singaporiano Chan Chun Sing e dal Ministro degli Affari Esteri indonesiano Retno Marsudi, è entrato in vigore il Trattato bilaterale Singapore-Indonesia per gli investimenti. L’Accordo stabilisce regole chiare sul trattamento degli investitori e degli investimenti di entrambi i Paesi, estendendo le tutele giuridiche.

Johor punta all’energia rinnovabile

A Johor in Malesia sarà costruita la più grande centrale solare del Sud-Est asiatico. Il Sultano di Johor, Ibrahim Iskandar, la scorsa settimana ha annunciato il grandioso progetto che renderà Johor uno dei maggiori produttori di energia rinnovabile della regione. Lo Stato di Johor, situato nell’estremità meridionale della penisola malese, registra un elevato numero di ore di luce. Questa preziosa risorsa è infatti alla base della strategia di green economy, che mira a potenziare la capacità di produzione energetica di Johor orientandola verso l’energia rinnovabile. Lo Stato riveste, inoltre, una posizione strategica per il collegamento diretto con Singapore tramite la nota Johor-Singapore Causeway. L’impianto fotovoltaico di Pengerang, nel distretto di Kota Tinggi, sarà pienamente operativo entro il 2023. Il progetto rappresenta il primo piano di investimento privato di Johor del 2021 e si colloca inoltre tra gli obiettivi principali del 2030 Johor Sustainable Development Plan, un piano decennale lanciato nel dicembre 2020 con ambiziosi intenti di sviluppo sostenibile e tutela ambientale, a supporto della crescita economica. Il Sultan Ibrahim Solar Park, da 350 milioni di dollari (1,4 miliardi di ringgit malaysiani), avrà una capacità produttiva totale di 450 megawatt, diventando così la più grande centrale elettrica fotovoltaica dell’Asia Sud-Orientale. Nel suo comunicato stampa, il Sultano ha affermato che, grazie a questo progetto, Johor farà un salto di qualità nel mondo dell’energia pulita e sostenibile, stimolando anche un prezioso spillover effect sull’economia, con la creazione di nuovi posti di lavoro a vari livelli. I notevoli vantaggi economici coinvolgeranno non solo la comunità locale, ma tutta la Malesia e per Johor sarà la prima grande iniziativa volta ad incoraggiare il settore dell’energia sostenibile su larga scala. Tuttavia, il Sultano ha appena comunicato l’annullamento della cerimonia ufficiale di inaugurazione prevista per il 23 marzo, poiché il Governo federale non ha ancora fornito alcuna risposta in merito al progetto proposto.

Economia

Ripercussioni economiche delle proteste in Thailandia

I continui disordini politici e le manifestazioni di protesta che da mesi imperversano nelle principali città thailandesi porrebbero, a lungo andare, spaventare le multinazionali, impattando negativamente sugli investimenti esteri.

The Diplomat: https://thediplomat.com/2021/03/how-are-thailands-youth-protests-impacting-foreign-investment/

Geopolitica

Il Sud-Est asiatico nella disputa USA-Cina

Storicamente le nazioni dell’area tra Oceano Indiano e Pacifico hanno sempre avuto un dialogo costante con le superpotenze, senza schierarsi mai apertamente da una parte o dall’altra. Con Biden la diplomazia statunitense tornerà a contare nella regione.

Linkiesta: https://www.linkiesta.it/2021/03/sudest-asiatico-cina-stati-uniti/

Business

Borse asiatiche

La Borsa dell’Indonesia è diventata la terza borsa asiatica, dopo Hong Kong e Singapore, ad esplorare la possibilità di permettere l’ingresso di un particolare tipo di società, le SPAC (Special Purpose Acquisition Companies).

Financial Times: https://www.ft.com/content/52d27e05-6a36-4800-8863-b687a702d635

Sanità

Campagna vaccinale in Asia

Il Presidente filippino Rodrigo Duterte offre infermieri in cambio di dosi. Quasi tutti i Paesi hanno avuto in dono il prodotto cinese, per fronteggiare un’epidemia tutto sommato contenuta ma pagata a caro prezzo.

la Repubblica: https://www.repubblica.it/salute/2021/03/06/news/covid_asia-290285583/

Tecnologia

Transizione digitale CP Group

Il conglomerato thailandese ha deciso di puntare su esperti di tecnologia per la sua area telecomunicazioni, destando stupore tra gli investitori. Pagamenti digitali e app di consegna i nuovi business.

Nikkei Asian Review: https://asia.nikkei.com/Business/Technology/Trio-of-40-somethings-lead-Thai-CP-Group-s-digital-evolution

Geopolitica

Relazioni Filippine-Unione Europea

Dopo anni di relazioni tumultuose tra Manila e Bruxelles, il Presidente filippino Rodrigo Duterte sembra intenzionato a migliorare i rapporti con l’Unione Europea e dare finalmente corso all’accordo di partenariato e cooperazione siglato nel 2018.

Deutsche Welle: https://www.dw.com/en/philippines-and-eu-repair-relations-despite-human-rights-concerns/a-56818996

Politica

Rilancio economico del Laos

Il Laos rimane da anni uno dei Paesi con il maggiore tasso di crescita del Sud-Est asiatico, con esportazioni in espansione, nonostante sia l’unico Stato a non poter contare su sbocchi marittimi in tutta la regione ASEAN.

East Asia Forum: https://www.eastasiaforum.org/2021/03/05/how-laos-is-overcoming-landlockedness-and-bolstering-growth/

Economia

Accordo Indonesia-Svizzera

I cittadini svizzeri approvano con uno scarto relativamente limitato di voti l’accordo di libero scambio e partenariato economico con l’Indonesia. Drastica riduzione delle tariffe doganali ma anche standard ambientali e di sostenibilità al centro dell’accordo.

Swissinfo: https://www.swissinfo.ch/ita/votazioni-federali-7-marzo-2021_verso-il-sì-all-accordo-commerciale-con-l-indonesia/46427234

Business

Desk milanese per la CCI di Singapore

La Camera di Commercio italiana di Singapore ha aperto il suo primo desk italiano a Milano, per poter ricevere gli imprenditori singaporiani in trasferta in Italia e/o organizzare incontri con le PMI italiane del territorio.

AZIENDABANCA: https://www.aziendabanca.it/notizie/banche/camera-commercio-italiana-singapore-milano

Energia

La sfida di Singapore contro la CO2

Non avendo la possibilità di puntare su altre forme di energia pulita come l’eolico, la città-Stato ha deciso di optare per l’energia solare ma sono ancora tanti gli sforzi da compiere per raggiungere risultati concreti.

il Sole 24 Ore: https://stream24.ilsole24ore.com/video/economia/pannelli-solari-acqua-sfida-singapore-contro-co2/ADZp9gOB

Business

Opportunità per l’industria tessile del Vietnam

Il Vietnam è uno dei maggiori produttori di tessuti e esportatori di abbigliamento al mondo ed è emerso negli ultimi anni come valida alternativa alla Cina. Nonostante la pandemia, si configurano prospettive ottimistiche per una ripresa agile del settore.

ASEAN Briefing: https://www.aseanbriefing.com/news/seizing-investment-opportunities-in-vietnams-garment-and-textile-industry/

Economia

In crisi il settore ittico cambogiano

Secondo gli esperti, i progetti idroelettrici, la deforestazione, la conversione delle zone umide e il cambiamento climatico hanno drasticamente ridotto il livello dell’acqua nei fiumi della regione, mettendo in serie difficoltà il settore ittico e l’approvvigionamento di cibo.

The Straits Times: https://www.straitstimes.com/asia/se-asia/cambodias-dwindling-fish-stocks-put-spotlight-on-changing-rivers

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