L’Associazione Italia-Asean nasce nel 2015. La sua missione è quella di rafforzare il legame e rendere più evidenti le reciproche opportunità, sia per le imprese che per le istituzioni. Qui pubblichiamo la newsletter Italia-Asean del 23 ottobre.

Pur trattandosi di un Paese di dimensioni ridotte, il Brunei è ricco di potenziale ed è noto per le sue riserve di petrolio e gas che hanno alimentato l’economia della nazione per oltre 85 anni. Nel 2019, il PIL pro capite del sultanato ha raggiunto i 13.469 miliardi di dollari, rendendolo il secondo Paese più ricco dell’ASEAN, dopo Singapore. Inoltre, il Brunei Darussalam è noto per i suoi eccellenti standard sulla la qualità della vita, con un Indice dello Sviluppo Umano pari allo 0.845 – come l’Ungheria – al 43º posto a livello mondiale.

Il sultanato del Brunei intende realizzare il suo ambizioso piano di sviluppo a lungo termine, il Wawasan 2035, con l’obiettivo di mostrare il Paese come una nazione dinamica e sostenibile, sia a livello regionale che globale, con una società altamente istruita. Il piano nazionale è anche in linea con l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Sostenibile, che il Paese appoggia pienamente. Il Brunei ha, infatti, presentato la sua prima Rassegna Nazionale Volontaria – un documento vincolante richiesto a tutte le nazioni come parte del loro impegno nell’attuazione dell’Agenda.

Tuttavia, il Paese sta affrontando delle dirompenti sfide interne negli ultimi dieci anni, come l’aumento della disoccupazione giovanile. Sulla base di un rapporto del Fondo Monetario Internazionale, infatti, l’ultimo dato per il 2019 ammonta al 29.8%, rendendolo il più alto tra i Paesi ASEAN. Secondo gli esperti, questo fenomeno è dovuto al maggiore interesse dei potenziali lavoratori nei confronti del settore pubblico rispetto a quello privato. Ricevendo maggiori finanziamenti, il settore pubblico offre salari più elevati e benefici più attraenti per coloro che cercano un impiego. Lavorare nel settore privato, invece, è considerato più complesso, generando così un aumento della domanda di posti di lavoro per il settore pubblico, che però non può assumere tutti.

A questo proposito, Sua Maestà Sultan Haji Hassanal Bolkiah ha istituito il Manpower Planning and the Employment Council (MPEC) con l’obiettivo di affrontare la questione sia sul piano della domanda che su quello dell’offerta. Attraverso programmi di aggiornamento e riqualificazione, il governo spera di incidere positivamente sull’etica e la mentalità della forza lavoro nel Paese. Sono state istituite inoltre, maggiori forme di cooperazione tra i ministeri e il settore privato, con l’obiettivo di aumentare il numero di posti di lavoro qualificati nel Paese. Il governo sta anche promuovendo la creazione di programmi mirati, come il progetto “District Connect e Institution Outreach”, al fine di abbinare le competenze e le qualifiche della forza lavoro con gli standard richiesti dai vari settori.

Un ulteriore questione critica riguarda la risorsa numero uno del Brunei: il petrolio. Secondo il “BP World Energy Outlook”, le riserve di petrolio del Paese dovrebbero esaurirsi entro il 2035. Questa previsione preoccupa il governo, in quanto le esportazioni di petrolio rappresentano quasi il 50% delle attività commerciali totali. Per rispondere a questa evenienza, il governo intende ridurre la dipendenza del Paese dall’industria degli idrocarburi e diversificare l’economia concentrandosi su altri settori, come il turismo, la tecnologia, o la produzione di cibo halal.

Lo sforzo di diversificazione si riflette sulla strategia di politica estera del Brunei Darussalam che, negli ultimi due anni, sta aumentando il suo coinvolgimento in varie organizzazioni multilaterali – in particolare l’ASEAN Free Trade Area, l’Asia Pacific Economic Forum, e la Brunei-Indonesia-Malaysia-Philippines East ASEAN Growth Area (BIMP-EAGA). Inoltre, il Paese ha rafforzato i suoi legami economici con la Cina, il suo maggiore investitore. Nella riunione inaugurale del comitato direttivo congiunto tra Cina e Brunei tenutasi all’inizio di quest’anno, i due Paesi hanno concordato di approfondire ulteriormente la loro cooperazione per quanto concerne il corridoio economico Brunei-Guangxi (BGEC). Questa iniziativa ha finora generato oltre 500 milioni di dollari di investimento al fine di sviluppare diverse strategie industriali, in particolare nel campo della bio-innovazione, dell’agricoltura e dell’acquacoltura.

Sulla base di questi dati, risulta chiaro che l’innovazione sarà essenziale per la stabilità del sultanato nel lungo periodo. Fortunatamente però, sembra che il governo del Brunei possieda sia risorse che capacità sufficienti per mettere in atto le priorità strategiche del Paese. In tal senso, sono state adottate misure estese per affrontare le cause di entrambe i principali problemi del Paese, la disoccupazione e l’esaurimento delle riserve petrolifere. Nonostante le sfide dunque a cui è sottoposto, se il Paese continuerà a tenere il passo con l’innovazione sarà in grado di realizzare il suo ambizioso piano strategico entro il 2035.

A cura di Rizka Diandra

(AP Photo/Eugene Hoshiko, Pool)

Il Giappone guarda con crescente interesse al Sud-Est asiatico

Il Primo ministro giapponese Yoshihide Suga sceglie il Sud-Est asiatico, più precisamente Vietnam e Indonesia, come meta del suo primo viaggio ufficiale da Premier. Secondo molti osservatori, la scelta di due Paesi ASEAN è volta a rilanciare l’economia e gli investimenti giapponesi dopo i difficili mesi della pandemia e puntellare i suoi interessi nella regione, che da sempre vede il Giappone come un modello da imitare in materia di sicurezza alimentare, infrastrutture e tecnologia. A Giacarta, Suga, nel corso dei suoi colloqui con il Presidente Joko Widodo, ha offerto supporto finanziario e sanitario, consapevole che l’Indonesia sia purtroppo uno dei Paesi più colpiti dall’epidemia in tutta l’Asia. E’ certo che tra gli obiettivi chiave del tour diplomatico vi sia sicuramente quello di limitare le ambizioni politiche ed economiche della Cina nel Sud-Est asiatico facendo leva, ad esempio, sulle tensioni che diversi Stati membri dell’ASEAN hanno avuto con Pechino nel Mar Cinese Meridionale. In quest’ottica Giappone e Vietnam hanno concordato di accrescere la cooperazione sulle tematiche riguardanti la sicurezza regionale, con Tokyo che esporterà aerei di pattuglia, radar, attrezzature e tecnologie di difesa nel Paese. Suga e Nguyễn Xuân Phúc hanno raggiunto un accordo sull’avvio di voli “business track” dopo la sospensione dei viaggi tra le due nazioni decisa a marzo, visto l’aumento costante del numero di contagi da coronavirus. Questo permetterebbe a dirigenti e lavoratori qualificati di viaggiare senza il periodo di quarantena di 14 giorni, a condizione che seguano certe precauzioni anti Covid-19 concordate con la autorità sanitarie. Il Primo ministro giapponese si è inoltre impegnato ad appoggiare le aziende nipponiche che intendono sostenere le proprie catene di approvvigionamento nel Sud-Est asiatico, sostenendo la necessità di una più stretta cooperazione economica con i Paesi che diffidano della crescente influenza cinese e si offrono come una sua valida alternativa per il futuro.

Preservare l’ambiente e puntare sulla sostenibilità in Asia

Nonostante il continente viva da anni una poderosa crescita demografica, sociale ed economica, molte persone rischiano di dover affrontare situazioni di povertà causate da repentini cambiamenti climatici e calamità naturali in continua evoluzione. Secondo molti studi scientifici, importanti Paesi quali Cina, Vietnam e India assisteranno ad inondazioni causate dai cambiamenti climatici e, entro il 2050, il 75% del capitale azionario globale in Asia potrebbe essere a rischio inondazioni. Sebbene quindi una svolta verde e sostenibile sia onerosa per governi e aziende asiatiche, secondo l’Asian Development Bank, il costo dell’inazione sarebbe maggiore e ben più devastante. È da sottolineare, però, che a differenza di molti investimenti che hanno risentito delle difficili condizioni economiche generate dalla pandemia, gli investimenti obbligazionari sostenibili sembrano andare controcorrente in Asia e nel Sud-Est asiatico. L’emissione regionale di “green bonds” è cresciuta in modo significativo negli ultimi cinque anni, addirittura raddoppiando tra il 2018 e il 2019 fino a superare gli 8 miliardi di dollari in ASEAN. JPMorgan Asset Management ha deciso di aumentare le sue offerte in finanza sostenibile, vista la crescente domanda in tutta la regione dell’Asia-Pacifico. Sean Cunningham, manager di JPMorgan di stanza ad Hong Kong, si dice “piacevolmente sorpreso per la risposta degli investitori nella regione, che per circa il 70% si aspettano una forte crescita degli Environmental, Social and Governance e Exchange Traded Funds nei prossimi anni, a fronte di una media globale che si ferma invece al 59%”. Proprio in quest’ottica, nel 2019 a Singapore un consorzio di 13 società ha dato vita a GRI ASEAN Hub, un gruppo che fornisce supporto alle organizzazioni che intendono migliorare le prestazioni in sostenibilità nella regione, che negli ultimi anni ha già realizzato notevoli progressi nel settore energetico. Per raggiungere tali obiettivi e una ripresa agile e sostenibile nella fase post pandemica, oltre che concrete politiche a sostegno da parte dei governi asiatici, sarà necessario anche un contributo deciso del settore privato.

Geopolitica

Cambogia tra Cina e Stati Uniti

Il governo di Phnom Penh si trova ormai al centro delle dispute economiche e geopolitiche tra Pechino e Washington, secondo molti siamo alle soglie di una “nuova guerra fredda” nel Sud-Est asiatico.

Asia Times

Economia

Essere pronti alle sfide della quarta rivoluzione industriale

L’Indonesia dovrà mettere in campo riforme strutturali per dotare la sua popolazione delle competenze e delle conoscenze necessarie a rimanere competitiva nei prossimi anni.

The ASEAN Post

Politica

Preoccupazioni per il diritto di voto in Myanmar

Secondo i dati della Commissione elettorale birmana, più di un milione di elettori nello Stato occidentale del Rakhine non potrà esercitare il proprio diritto di voto visti gli scarsi livelli di sicurezza di alcune zone.

The ASEAN Post

Geopolitica e Istruzione

Migliorare la cooperazione Cina-ASEAN sull’educazione

La fiera sull’istruzione Cina-ASEAN, tenutasi a Nanning, nel Sud della Cina, ha visto un aumento della partecipazione di aziende innovative con nuovi prodotti per l’intelligenza artificiale e dotazioni didattiche intelligenti.

China.org

Geopolitica

Le mosse vincenti di Pechino in ASEAN

I numerosi viaggi nella regione delle ultime settimane da parte di importanti rappresentanti del governo cinese hanno contribuito a migliorare le relazioni con i Paesi del Sud-Est asiatico, forse a scapito degli Stati Uniti.

Voanews

Economia

Indipendenza della Banca Centrale indonesiana

Pare che il Parlamento indonesiano voglia ridurre l’indipendenza della Bank Indonesia in materia di politica monetaria. Tutto ciò rischia però di provocare un impatto negativo riguardo la reputazione dell’Indonesia sui mercati globali.

East Asia Forum

Business

Vietnam valida alternativa per le imprese americane in Asia?

Il Paese è emerso come destinazione produttiva alternativa ideale alla Cina per le imprese statunitensi, soprattutto a causa della guerra commerciale USA-Cina e dell’interruzione delle catene di approvvigionamento dovuta alla pandemia del coronavirus.

ASEAN Briefing

Business

Singapore e Vietnam nuovi avamposti per le banche nipponiche

Due delle più grandi banche regionali giapponesi, Gunma Bank and Bank of Yokohama, hanno scelto il Sud-Est asiatico per accrescere il proprio giro d’affari, con nuovi uffici e spostando le risorse da Hong Kong e Londra.

Nikkei Asian Review

Geopolitica

Pechino e la “diplomazia dei vaccini”

Le nazioni del Sud-Est asiatico sembrano destinate a diventare i primi beneficiari del vaccino anti Covid-19 che la Cina sta ultimando e inizierà presto a distribuire ai suoi vicini.

Asia Times

Politica

Timide critiche al governo del Laos

Ispirati dal movimento di protesta filo democratico della vicina Thailandia, molti cittadini del Laos sui social si dicono critici con la politica che da decenni governa il Paese.

Financial Times

Economia e Tecnologia

Le donne del Sud-Est asiatico guidano la classifica del setore tech

Secondo uno studio del Boston Consulting Group e dell’Infocomm Media Development Authority di Singapore, il numero e la qualità del lavoro femminile nel settore tecnologico della regione sarebbe più alto che nel resto del mondo.

The Business Time

Commercio internazionale

EVFTA: dettagli import e export

Il Vietnam ha emanato il Decreto 111, che delinea le tariffe preferenziali di esportazioni e importazioni del Vietnam per attuare l’Accordo di libero scambio con l’Unione Europea.

Vietnam Briefing

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