Migranti senza scuola

In by Simone

Tornati a Pechino dalle vacanze per il capodanno cinese, almeno seimila alunni non troveranno più le scuole dove sono sempre andati.

Nel ricco quartiere delle ambasciate, i venti asili che accettano i figli dei lavoratori migranti verranno demoliti perché non rispettano gli standard di sicurezza e non garantiscono un livello di istruzione adeguato. La loro ricostruzione non è prevista; il consiglio delle autorità è quello di mandare i bambini a studiare nelle scuole dei villaggi di provenienza.

Gli studenti figli di lavoratori migranti sono più 420 mila nella sola Pechino; il 67 per cento di essi è stato accolto nelle scuole pubbliche (dati Xinhua). Sarebbero quindi 140 mila i ragazzi che studiano nelle cosiddette scuole “illegali”.

Il fenomeno della demolizione delle scuole “illegali” è cominciato prima delle Olimpiadi del 2008: centinaia di scuole sono state chiuse – e mai più riaperte – per garantire una città “più pulita e vivibile”. La stessa politica è stata adottata in tutte le grandi città.

Per il professore Hu del Politecnico di Pechino e il difensore civico Li, questo significa considerare i lavoratori che provengono dalle zone rurali “residenti atipici e cittadini di seconda classe”. Così hanno presentato al governo della municipalità di Pechino una mozione che chiede pari diritti per i figli dei lavoratori migranti. Ancora non hanno ricevuto risposte.

I lavoratori migranti dell’intera Cina sono circa 210 milioni, spesso protagonisti di proteste. Nel 2005 il governo ha registrato 87 mila “incidenti di massa”. Da allora non sono più state pubblicate statistiche.

[Pubblicato su Left, 12 febbraio]

 *http://aqjingshen.blogspot.com/