Da un incontro ufficiale tenutosi a Parigi tra il Presidente francese Emmanuel Macron e la sua controparte cinese Xi Jinping, a cui hanno partecipato anche la Cancelliera tedesca Angela Merkel e il Presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker, è emersa la volontà da parte dell’Europa di non seguire la politica di protezionismo voluta da Trump e di abbracciare, con le dovute precauzioni, il progetto della Belt and Road. Il progetto, definito da Washington come una pericolosa trappola del debito, sta via via ricevendo un certo livello di approvazioni in seno al Vecchio Continente. “Noi, come cittadini europei, vogliamo partecipare attivamente per promuovere un maggior livello di reciprocità,” ha affermato la Merkel a margine dell’incontro, aggiungendo che “ai nostri occhi, il progetto si presenta come un ottimo sunto di interazione, interrelazione e interdipendenza”. Xi ha affermato che l’obiettivo di Pechino “è di continuare nel processo di apertura al fine di rendere l’economia globale più aperta che mai”. I quattro leader hanno discusso apertamente delle relazioni di amicizia e di rivalità che esistono tra Pechino e Bruxelles, concordando infine nella comune ricerca di “rapporti di cooperazione che si basino sulla fiducia reciproca”. Secondo il sottosegretario allo Sviluppo economico Michele Geraci altri due paesi del G7 non precisati sono interessati a partecipare alla Belt and Road. Sul suo account Twitter, il caporedattore del Global Times, Hu Xijin, ha ipotizzato possa trattarsi proprio di Francia e Germania. [fonte: Scmp, Scmp]

La raccolta dati sensibili potrebbe favorire le aziende hi-tech cinesi

L’ossessione per la sorveglianza governativa e per la raccolta dati potrebbe involontariamente favorire l’ascesa di alcune aziende hi-tech cinesi leader nazionali nei settori dell’intelligenza artificiale e della robotica. Secondo un analista di Credit Suisse, “la Cina, grazie alla raccolta dati voluta dal governo, ha un vantaggio competitivo enorme rispetto ad altri paesi leader nel settore tecnologico”. Ad oggi, quasi la metà di tutti gli unicorni cinesi, ovvero le startup valutate da 1 miliardo di dollari in su, si focalizzano sul settore dei beni di consumo e fanno uso di tecnologie esistenti. Tuttavia, sempre più startup cinesi si stanno lanciando nel mondo dell’IA e della robotica, dando un nuovo volto alla complessità del settore. “Un numero crescente di compagnie di IA in Cina si stanno specializzando nel business della sorveglianza pubblica e cooperano costantemente con il governo centrale”, ha aggiunto l’analista. In Cina esiste un sistema di sorveglianza, chiamato “Sharp Eyes”, che mette in diretto contatto i sistemi di videosorveglianza statale e privato, creando una condivisione dati unica nel suo genere. Questi sistemi di videosorveglianza – dotati di tecnologie per il riconoscimento facciale, analisi video e IA – sono in grado di tracciare criminali e rendere più sicuro le transazioni economiche, garantendo un maggior benessere della società in generale [fonte: CNBC]

Il cross-dressing spopola su Tik Tok

La piattaforma Douyin, meglio nota come Tik Tok, sfida il perbenismo imposto dai censori del web con un genere popolare quanto controverso: il cross-dressing. Con 28 milioni di fan e una sgargiante parrucca arancione, Sorella Maomao è l’alter ego di Yu Zhaohe, un giovane ragazzo del Guizhou interessato ad analizzare il mondo femminile. Le sue performance, sebbene piuttosto stereotipate, permettono a molte donne di riconoscersi nelle piccole gioie e difficoltà quotidiane (dai patimenti d’amore allo shopping compulsivo), dando loro conforto attraverso la proiezione della dimensione individuale in un’esperienza comunemente condivisa. Ma, secondo gli esperti, il fenomeno del cross-dressing – rilanciato da altri account come Dalian Laoshi Wang Bowen, Front Desk Liu Yiping e Mao Guangguang – rischia di mercificare i sentimenti, causando nuovi stigmi sociali e sessisti [fonte: Sixth Tone]

Misterioso gruppo rivendica il raid all’ambasciata nordcoreana

Cheollima Civil Defence, un misterioso gruppo di dissidenti anti-regime impegnato a istituire un governo nordcoreano autonomo, ha rivendicato il raid contro l’ambasciata nordcoreana in Spagna dello scorso 22 febbraio, a pochissimi giorni dal secondo meeting tra Trump e Kim Jong-un. Il comunicato, pubblicato sul sito web dell’organizzazione spiega che “il summit di Hanoi non ha relazione con questa operazione. Riconosciamo e ci scusiamo per gli eventuali disagi causati alle autorità spagnole, che sono state coinvolte in una situazione difficile “. Nonostante le smentite, l’operazione sembra aver parzialmente coinvolto l’FBI. Secondo la ricostruzione dell’ Audiencia Nacional, il leader – un cittadino messicano conosciuto come Adrián Hong Chang – avrebbe di sua spontanea volontà “condiviso alcune informazioni di enorme valore potenziale” con l’ente investigativo americano “in base a termini di riservatezza concordati”. Il caso per la prima volta fa luce sull’oscuro movimento, balzato agli onori della cronaca per aver preso sotto la propria protezione il figlio di Kim Jong-nam, il fratellastro del leader nordcoreano ucciso con il gas nervino in Malesia. Gli autori dell’incursione sarebbero fuggiti negli Stati Uniti [fonte: Financial Times]

China Files propone alle aziende italiane presenti sul mercato cinese e a tutte quelle realtà interessate a conoscere il paese, servizi di comunicazione quali: newsletter, aggiornamenti su specifici settori e gestione dei contenuti web sui social network locali, oltre a progetti formativi e di approfondimento ad hoc. Contattaci per un preventivo a info@china-files.com