India – Spezzatino di Uttar Pradesh?

In by Simone

In previsione delle elezioni che si terranno a primavera 2012, il primo ministro dell’Uttar Pradesh Mayawati, lancia sul tavolo della campagna elettorale la proposta di dividere il più popoloso Stato indiano in quattro stati più piccoli. L’obiettivo è quello di distrarre l’opinione pubblica dagli scarsi risultati del suo mandato.
Secondo quanto proposto ieri dalla controversa leader, l’enorme e popolosissimo territorio dello stato settentrionale andrebbe suddiviso in quattro stati più piccoli: Purvanchal, Pashchim Pradesh, Bundelkhand e Awadh Pradesh.

Mentre la temperatura della campagna elettorale comincia a scaldarsi, in previsione delle elezioni politiche che si terranno in Uttar Pradesh nella primavera 2012, Mayawati non avrebbe potuto sparigliare le carte con più efficacia, costringendo i partiti qui all’opposizione, ma di maggioranza al governo centrale indiano, a una difficile presa di posizione sulla questione, oltre a distrarre parecchio l’opinione pubblica dalle accuse di corruzione, malversazione e dilagante insicurezza nello stato che le vengono rivolte.

Non è un caso il fatto che la sua proposta sia stata resa pubblica il giorno seguente all’ufficiale inaugurazione della campagna elettorale condotta nello stato dal segretario generale del Congress Party, Rahul Gandhi: appena la sua proposta-spezzatino verrà approvata dal parlamento locale, la palla rimbalzerà infatti direttamente nel mezzo di quello centrale, guidato dalla maggioranza targata Congress.

Il governo centrale guidato da Manmohan Singh non potrà certamente dare una risposta celere alla questione, occupato com’è a dirimere quella della nascita del Telangana dall’Andhra Pradesh e mentre gli alleati del Trinamool Congress hanno appena fatto pace coi secessionisti per il Gorkhaland in Bengala Occidentale.

Nel frattempo, Mayawati potrà recuperare consensi accusando il Congress party di scarsa attenzione alle problematiche dell’Uttar Pradesh, scippando anche dall’agenda del BJP, principale partito d’opposizione a livello nazionale, le tradizionali tematiche relative ai piccoli stati.

Si tratta però con ogni probabilità di una mossa puramente propagandistica, perché è difficile credere che Mayawati, con le ambizioni a livello nazionale che la caratterizzano, sia davvero disposta ad accontentarsi di governare poi, in caso di vittoria, uno stato dei quattro che verrebbero a formarsi, composto magari solo da una quindicina di distretti – contro i 75 che formano attualmente l’Uttar Pradesh – con il peso di seggi ed influenza sul governo centrale che ne deriva.

Ma soprattutto va considerato che la questione non è certo tra le principali preoccupazioni della popolazione locale, se si esclude un certo sostegno da parte di quella della regione del Bundelkhand. Tuttavia, sebbene l’ipotesi della suddivisione dello Stato fosse stata già considerata tempo addietro, mai è stata vissuta come una priorità dai cittadini e certamente non con l’intensità né la determinazione dimostrata dai sostenitori della nascita del Telangana, ritagliato dall’attuale Andhra Pradesh.

I problemi, grandi, dell’Uttar Pradesh sono da imputarsi soprattutto alla mancanza di lungimiranza e statura dei leader che l’hanno governato fino ad ora, più che alle sue dimensioni, come d’altronde dimostrano gli esperimenti analoghi di frazionamento che già hanno dato vita agli Stati del Jharkhand, del Chattisgarh e dell’Uttarakhand, e che certamente non hanno prodotto i risultati sperati.

[Anche su GuidaIndia] [Foto credit: indiadownunder.com.au]

*Alessandra Loffredo è fondatrice e redattrice di GuidaIndia