India – Effetto Modi: si diffondono i centri Rss

In by Simone

Narendra Modi ancora non ha vinto le elezioni in India, ma le conseguenze della sua campagna elettorale hanno già portato a un risultato significativo: in tre mesi sono sorti circa duemila centri del Rashtrya Swayamsevak Sangh (Rss), Organizzazione Nazionale Volontaria, espressione di un parafascismo indiano con caratteristiche hindu.
L’Rss è un’organizzazione culturale e para-militare basata sull’ideologia dell’Hindutva. Con questo termine si indica un’ideologia che esalta l’India, la sua cultura e i suoi abitanti in quanto Hindu, e non supporta la presenza delle minoranze se non si assoggettano al volere della maggioranza. L’obiettivo dell’Hindutva è dunque creare uno stato Hindu e l’Rss è il mezzo tramite cui realizzarlo.

Il Times of India riporta le parole di Ravi Tiwari, un giovane ventiduenne di Lucknow da poco entrato nel Rss: “Io credo nell’Hindutva, il Paese ha bisogno di riforme. Chi se non Narendra Modi può realizzarle? I giovani non aspettano altro, Hanno bisogno di assumersi maggiori responsabilità e la shakha (il centro dove si riuniscono i giovani del Rss, NdA) è il miglior posto per imparare a farlo”.

Come Ravi, migliaia di altri ragazzi hanno deciso di iscriversi all’Rss non appena il BJP ha candidato Modi come possibile Primo ministro. Infatti, Modi stesso è frutto della Rss, che ha frequentato sin da bambino, e per molti è diventato un esempio di successo da seguire. Così l’organizzazione, che negli ultimi tempi non godeva di un particolare base sociale, ha registrato un’incredibile crescita con l’apertura di migliaia di nuovi centri in meno di tre mesi.

Ma perché le shakha della Rss attraggono? Atul Singh, responsabile di un nuovo centro a Lucknow, intervistato dal Times of India dice: “I centri formano il carattere, danno ideali in cui credere, disciplina e ovviamente Hindutva”. Tuttavia, vista dall’Italia, l’Rss fa venire subito alla mente l’Opera Nazionale Balilla del periodo fascista.

Infatti, indossata la divisa (camicia bianca e pantaloncini cachi in questo caso) la giornata dei volontari inizia presto, con un allenamento nelle akhara, “palestre” usate dagli asceti guerrieri hindu. Nelle akhara si insegna ai ragazzi l’uso del lathi (tipico bastone di legno), della spada e di tutte quelle armi che possono essere utili negli scontri urbani, poiché secondo l’organizzazione tutti devono sapersi difendere e attaccare.

I centri sono gestiti da pracharak – predicatori – che non lavorano e rimangono generalmente celibi per dedicare la loro vita alla missione di rigenerare la comunità hindu. I predicatori istruiscono alla cultura hindu, basata sui testi tradizionali e sui libri scritti dagli appartenenti alla Rss, incentrati sull’orgoglio della nazione, sulla slealtà dei non-hindu e sulla futilità dei metodi gandhiani.

Bisogna ricordare che fu proprio un membro dell’Rss, Nathuram Godse, ad uccidere il Mahatma Gandhi il 30 gennaio del 1948. La morte di Gandhi non è che un esempio delle violenze orchestrate dall’Rss. Nel 1984 l’organizzazione si è dotata di un ulteriore braccio armato chiamato Bajrang Dal, a “protezione” degli hindu. Tale protezione però si è rivelata molto spesso una scusa per agire liberamente – e con il sostegno della polizia – contro le minoranze musulmane, soprattutto durante momenti politici caldi.

Anche il Bjp nasce dal sostrato della Rss: i suoi principali esponenti, come Lal Krishna Advani, hanno vissuto l’adolescenza nei centri della Rss. Inoltre, la ribalta del Bjp è avvenuta alla fine degli anni ’80, in concomitanza con il movimento religioso/politico del Ramjanmabhumi (campagna per liberare il luogo di nascita del dio Ram – ad Ayodhya, Uttar Pradesh – dalla moschea Babri costruita durante l’epoca Moghul), il cui epilogo ha visto l’aumento dirompente degli scontri comunitari.

Viene proprio da domandarsi quale possa essere la conseguenza di un governo del Bjp, che ha già determinato l’aumento delle shakha. Se questo fosse l’incipit di un nuovo governo, è comprensibile la preoccupazione che in futuro l’India possa vedere l’avanzata di un “fascismo” hindu.

[Foto credit: samvada.org]

*Daniela Bevilacqua nasce a Roma nel 1983. Durante gli studi universitari in Lingue e Civiltà Orientali sviluppa un rapporto odi et amo con l’India. Dapprima interessata a studi storici sulla religione, decide poi di focalizzarsi sul nazionalismo di estrema destra hindu e i movimenti politici ad esso connesso. Al momento lavora ad una ricerca storico/antropologica sul ruolo del guru tradizionale nell’India contemporanea.