Alla fine, neanche il Covid-19 è riuscito a ostacolare la lunga marcia cinese verso lo spazio. Il LongMarch 5B è decollato ieri mattina dalla contea di Wenchang raggiungendo un’altitudine di 8mila km per poi rientrare e paracadutarsi nel Mar cinese meridionale. Sulla cima del razzo ha viaggiato -senza equipaggio- un nuovo prototipo sperimentale di navicella simile alla sonda Orion della Nasa, concepita “per viaggiare sulla luna e oltre”. Il lancio in orbita rappresentava una prova critica per il governo di Pechino, sia in relazione alle proprie ambizioni di conquista dello spazio profondo e sia per via dei fallimenti sperimentati nei test di Marzo e di Aprile. In estate è previsto il lancio della missione Tianwen-1, destinata a mandare i primi rover e lander cinesi su Marte insieme ad una aerostazione che orbiterà intorno al pianeta rosso. [fonte: AFP]

Degenerato e bugiardo: la Cina risponde a Mike Pompeo

Le “menzogne” di un “degenerato”. I media di stato cinesi non usano mezzi termini per rispondere a Mike Pompeo in merito alle sue ultime dichiarazioni. Il Segretario di Stato americano sostiene di avere “prove inconfutabili” a proposito della creazione del Covid-19 in un laboratorio di Wuhan e accusa la Cina di avere precedenti sia per quanto riguarda l’aver infettato il mondo in passato e sia per quanto riguarda l’aver gestito impianti segreti. Per il Global Times -organo d’informazione del Partito- Pompeo vuole solo “prendere due piccioni con una fava” con “assurde teorie” volte a “far rieleggere Trump a Novembre” e a “bloccare la crescita della Cina”.  Oltre alle smentite politiche anche la scienza ha confermato l’origine naturale del Covid19 e l’Oms parla di “speculazioni”.  Secondo il New York Times non sarebbe la prima volta che il governo americano si espone ad accuse non supportate da evidenze. All’indomani dell’11 settembre, il principale pretesto per l’invasione dell’Iraq fornito da Bush fu infatti l’accusa di armi di distruzione di massa mai esistite. La crescita delle tensioni politiche e economiche tra Cina e Usa sta esacerbando una spaccatura geopolitica che andrà a influenzare la ripresa dalla crisi per numerosi paesi, forzandoli a prendere posizioni maggiormente nette nei confronti della contesa con Pechino. Per Chen Zhiwu, direttore dell’Istituto per gli Affari Internazionali di Hong Kong, le relazioni sino-americane sono ai minimi storici da 40 anni a questa parte. [fonte SCMP BBC]

Hong Kong: zero casi locali nella fase 2 ma preoccupa l’impatto psicologico dopo proteste e pandemia

Nell’ultimo anno Hong Kong ha vissuto mesi di proteste seguite da due ondate di Coronavirus. Dal 20 aprile, fortunatamente, l’isola del sud cinese ha registrato solo 25 positivi, tutti con una storia di viaggio recente. Tuttavia, oltre il sospiro di sollievo nel vedere zero nuovi casi locali, la gran parte dei cittadini sta già sperimentando le gravi conseguenze psicologiche delle proteste e della pandemia. Uno studio pubblicato il 2 gennaio, prima del lockdown, ha riscontrato lo sviluppo di Sindrome da Stress Post-Traumatico in 2 milioni di persone su 7,4 milioni di abitanti, di cui circa 600 mila affetti da possibile depressione. Nonostante le specificità del caso, l’isola del sud cinese rappresenta un monito per il mondo circa gli effetti psicologici causati dall’isolamento forzato, dalla perdita di cari, di lavoro o di reddito. [fonte CNN]

L’app cinese TikTok raddoppia durante il lockdown

Tra gennaio e marzo, l’app TikTok è stata scaricata 315 milioni di volte. Secondo gli analisti si tratta di un record storico per le app di questo tipo in un solo trimestre. Rispetto a 15 mesi fa, l’ormai celebre piattaforma di condivisione video cinese ha registrato il doppio degli utenti, superando i 2 miliardi. Durante la quarantena TIkTok ha puntato su campagne promozionali per far divertire e far passare il tempo in casa, attraverso hashtag come #happyathome e numerose challenge e attività intereattive. Una scelta che ha ripagato, soprattutto in occidente. In Cina invece, il livestreaming si distingue in numerose funzionalità, tra cui la possibilità della remunerazione diretta tra utenti. Tra le più celebri app c’è senza dubbio Douyin (la versione locale di Tik Tok), ma nell’ultimo anno portali simili, come ByteDance, sono cresciuti del 423%. In Europa, tuttavia, non c’è l’abitudine di “dare la mancia” ai creatori di contenuti. Da una parte ci si chiede se TikTok sarà mai in grado di monetizzare come le app sorelle, dall’altra se queste ultime saranno mai in grado di imitare il suo successo in in casa nostra. [fonte: CNN]

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