In Cina e Asia – Terremoto Xinjiang, almeno 4 morti

In by Gabriele Battaglia

 Un terremoto di magnitudo 6,4 ha colpito la regione autonoma dello Xinjiang, nella Cina occidentale. Inizia la fase due della lotta alla corruzione. Il mercato preoccupa il partito comunista cinese. Un volo di linea ritarda per far salire due ministri: Delhi chiede scusa. Un fondo Asean per affrontare l’emergenza migranti in Sudest asiatico. CINA – Terremoto in Xinjiang, almeno quattro morti
Un terremoto di magnitudo 6,4 ha colpito la regione autonoma dello Xinjiang, nella Cina occidentale. Secondo quanto riferisce Reuters, al momento il bilancio delle vittime è di tre morti e almeno 20 feriti. La scossa è avvenuta questa mattina intorno alle 9 locali, con epicentro nella contea di Pishan, 160 chilometri a nordovest dalla città di Hotan, un’area dove risiedono oltre 200mila persone. Oltre 3 mila edifici sarebbero rimasti daneggiati in seguito alla prima scossa e a successive scosse di assestamento.

CINA – Anticorruzione, fase due
Il presidente cinese Xi Jinping ha detto che gli sforzi per eliminare “gli stili di lavoro indesiderabili e la corruzione” devono basarsi su leggi e regolamenti migliori, attuati in modo rigoroso.
Si tratta ora di costruire istituzioni, leggi e regolamenti che inquadrino la campagna nello Stato di diritto. Insomma, si entra nella fase due e si va avanti, nonostante i primi mugugni all’interno del Paese.
Secondo Xi, anche se la Cina ha ottenuto grandi risultati nella campagna anti-corruzione, la situazione generale resta grave e quindi di fermarsi non se ne parla. Xi ha anche sottolineato che il Partito non permetterà che si verifichi il cosiddetto effetto “finestra rotta”. Si tratta della teoria secondo cui sarebbe meglio conservare l’esistente – evitando shock – piuttosto che attuare misure repressive (“finestre rotte”, appunto).

CINA – Mercato destabilizzante

Per gli analisti internazionali è semplice e necessaria volatilità dei mercati, ma per il Partito comunista cinese è molto peggio di mille proteste contadine.
Una serie di misure varate a Pechino non è riuscita a fermare il calo del mercato azionario, con il Shanghai Composite che chiude sotto i 4.000 punti per la prima volta in quasi tre mesi.
Gli analisti avvertono la leadership che potrebbe pagare a caro prezzo l’incapacità di stabilizzare il mercato e impedire che milioni di piccoli investitori perdano i propri risparmi. Ma a questo punto, oltre ai risparmi dei piccoli azionisti, è possibile che comincino a bruciarsi anche investimenti più consistenti. Il governo userà tutte le risorse a sua disposizione per rialzare il mercato e impedire un calo che mette la sua legittimità a rischio.

CINA – Incidenti per inceneritore
Le autorità della provincia settentrionale cinese dell’Hebei (quella che circonda Pechino) hanno arrestato almeno 10 persone dopo che la polizia ha creato un cordone di sicurezza intorno a un inceneritore a seguito di scontri con i residenti locali.
Circa 2.000 residenti della cittadina di Luofa, vicino a Langfang, sono scesi in piazza martedì per bloccare l’accesso all’impianto di smaltimento dei rifiuti vicino alle loro case, dicendo che non sono stati consultati prima che fosse costruito tre anni fa.
Recentemente, erano trapelate notizie secondo cui le autorità locali avrebbero dato l’ordine di avviare le attività dell’impianto.

INDIA – Volo in ritardo e persone a terra per far salire due ministri, governo costretto alle scuse
Secondo la stampa indiana, lo scorso 24 giugno Air India avrebbe deliberatamente fatto partire in ritardo un volo da Leh a New Delhi per accomodare due ministri del governo federale di New Delhi e un loro collaboratore, fatti salire sul velivolo al posto di una famiglia di tre persone, lasciata invece a terra. La notizia ha rilanciato le polemiche sulla cosiddetta "Vip culture" in India, le agevolazioni e i trattamenti di favore in spregio alla legge di cui godrebbero persone importanti nel paese (politici, attori, sportivi). A stretto giro dalla diffusione della notizia, l’ufficio del primo ministro Modi ha chiesto un rapporto dettagliato al ministro dell’aviazione civile che, in un comunicato, ha esteso le scuse ufficiali del governo alla famiglia rimasta a terra.

ASEAN – Un fondo per i migranti rohingya e bangladesi

Foto credit: themalaysiainsider.com

I ministri degli interni dei paesi membri dell’Associazione delle nazioni del sudest asiatico (Asean) hanno trovato un accordo per l’istituzione di un fondo a sostegno di migranti e rifugiati, in gran parte di etnia rohingya e bangladesi. Saranno raccolte donazioni dai paesi membri e dal resto della comunità internazionale. Al centro del summit di ieri a Kuala Lumpur, in Malaysia, la situazione della minoranza etnica dei rohingya, non riconosciuta ufficialmente dal governo birmano, e il contrasto al traffico di esseri umani. Durante il meeting i rappresentanti dei membri dell’Asean non hanno discusso dell’emergenza umanitaria della comunità rohingya in territorio birmano. 

[Foto credit: cri.cn]