Biden

In Cina e Asia – Scambio a distanza tra Xi e Biden

In Notizie Brevi by Francesco Mattogno

I titoli di oggi:

  • Scambio a distanza tra Xi e Biden
  • I Paesi Bassi avviano indagini sulle stazioni di polizia cinesi
  • La cinese Cosco ottiene quota ridotta del porto di Amburgo
  • Giappone e Lituania avviano rapporti sulla sicurezza
  • Pechino e Pyongyang celebrano 72° anniversario della Guerra di Corea-
  • Indonesia: 10 anni di visto per chi ha 130.000 dollari sul conto bancario

La Cina è pronta a collaborare con gli Stati uniti per difendere la stabilità del mondo. Lo ha dichiarato Xi Jinping in una lettera indirizzata National Committee on U.S.-China Relations, che ieri ha tenuto un evento a New York. Il presidente cinese – che ci si attende incontrerà Biden durante il prossimo G20 – ha sottolineato l’esigenza di migliorare la comunicazione bilaterale. Segni distensivi anche da parte americana. Ai microfoni di Bloomberg, il segretario di Stato, Antony Blinken, ha mostrato preoccupazione per l’impazienza di Pechino nei confronti dello status quo nello Stretto  di Taiwan. Ma anche aggiunto che l’amministrazione statunitense si “concentrerà sulla gestione responsabile della concorrenza tra i nostri due paesi”. “Non cerchiamo un conflitto” con la Cina, ha chiarito ieri Biden incontrando i funzionari del Dipartimento della Difesa.

I Paesi Bassi avviano indagini sulle stazioni di polizia cinesi

Sarebbero 54 le stazioni di polizia cinesi all’estero nascoste in bella vista. Mascherate da uffici amministrativi per il rinnovo patenti o per il supporto burocratico dei cinesi oltre confine – normali attività che comunque spetterebbero ad ambasciate e consolati -, queste stazioni di polizia avrebbero in realtà il compito di perseguitare i dissidenti del partito e convincerli a tornare in patria. Un’opera di persuasione che va dalle intimidazioni ai familiari rimasti in Cina fino alle minacce di morte. Come quelle subite da Wang Jinyu, scappato dalla Repubblica Popolare dopo aver mostrato il proprio sostegno alle manifestazioni di Hong Kong del 2019. Wang è stato intervistato dal portale olandese RTL Nieuws che, insieme a Follow The Money, ha condotto un’inchiesta sulle attività della polizia cinese nei Paesi Bassi. Le autorità olandesi hanno aperto un’indagine per appurare la veridicità delle indiscrezioni.

Le presunte stazioni di polizia nel paese sarebbero 2 (ad Amsterdam e Rotterdam) e in tal caso sarebbero “illegali”, ha dichiarato il portavoce del Ministero degli Esteri olandese Maxime Hovenkamp. L’ambasciata cinese nei Paesi Bassi ha negato tutte le accuse ma, stando al rapporto dell’ONG spagnola Safeguard Defenders, quella olandese potrebbe essere solo la punta dell’iceberg. Si parla infatti di stazioni di polizia cinesi in 21 paesi (4 in Italia) e 5 continenti.

La cinese Cosco ottiene quota ridotta del porto di Amburgo

Alla fine ha vinto la linea di Olaf Scholz. Da settimane il cancelliere tedesco e una grossa fetta del suo governo si trovavano in disaccordo sulla cessione di parte del porto di Amburgo all’azienda cinese Cosco, che voleva investire fino a controllare una quota pari al 35% di uno dei terminal di container della società di logistica HHLA. Si è raggiunto un compromesso. L’acquisizione è andata a buon fine ma si è fermata al 24,9%, impedendo a Cosco di avere voce in capitolo sulle questioni strategiche. Il Ministero degli Esteri tedesco, contrario all’accordo, ha dichiarato in una nota riportata da Reuters che l’investimento “espande in modo sproporzionato l’influenza strategica della Cina sulle infrastrutture di trasporto tedesche ed europee, nonché la dipendenza della Germania da Pechino”. Durante una tale crisi economica Scholz non voleva indispettire un partner come la Cina, dove si recherà il 3-4 novembre. Sarà il primo leader del G7 a visitare la Repubblica Popolare dall’inizio della pandemia da covid.

Giappone e Lituania avviano rapporti sulla sicurezza

Lo scorso anno la Lituania ha consentito a Taiwan di aprire un’ambasciata de facto a Vilnius usando il proprio nome e non “Taipei”. Una decisione che ha irritato la Cina e provocato il declassamento delle relazioni diplomatiche e commerciali tra la Repubblica Popolare e lo stato baltico. Il Giappone, al contrario, ha appena deciso di rafforzare i legami con un paese che ritiene affine sul piano dei diritti e dei principi democratici. In questi giorni la premier lituana Ingrida Simonyte è in visita nel paese del Sol Levante, occasione buona per stabilire con il proprio omologo Fumio Kishida un rapporto più solido sul piano commerciale e non solo. “Giappone e Lituania sono partner importanti che condividono valori fondamentali come la libertà, i diritti umani e lo stato di diritto”, ha dichiarato Kishida a margine del vertice in un intervento riportato da Reuters. Il primo ministro giapponese si è anche detto lieto di aver approfondito il “legame strategico bilaterale” e ha aggiunto di aver iniziato con il governo lituano “un dialogo sulla sicurezza”. Tokyo e Pechino, anche viste da Vilnius, non potrebbero essere più lontane.

Pechino e Pyongyang celebrano 72° anniversario della Guerra di Corea

Sono passati 72 anni dall’ingresso della Cina nella Guerra di Corea (1950-1953) al fianco del Nord. Un conflitto che in occidente si tende a dimenticare ma che scalda ancora gli animi di cinesi e coreani, che vivano a nord o a sud del 38° parallelo. Come riportato dal South China Morning Post, mercoledì rappresentanti dell’ambasciata cinese a Pyongyang e funzionari del regime di Kim Jong-un hanno celebrato questo anniversario nella capitale nordcoreana, tra corone di fiori, file di soldati e rispettivi inni nazionali suonati dalla banda militare. “I martiri volontari del popolo cinese saranno ricordati per sempre”, recitava un nastro posto su una delle ghirlande poi poggiate ai piedi della Torre dell’Amicizia, monumento costruito nel 1959 a memoria dei soldati cinesi e coreani impegnati nel conflitto.

E l’amicizia tra i due paesi, oggi, va oltre i legami militari. Per il SCMP nell’ultimo trimestre (luglio-settembre) la Cina ha esportato alcol alla Corea del Nord per un valore di 3 milioni di dollari. Dal 2006 il Consiglio di Sicurezza dell’ONU ha vietato le esportazioni di beni di lusso verso Pyongyang, categoria nella quale dovrebbero rientrare anche gli alcolici. Controverso è anche il fatto che si tratterebbe di una “riesportazione” di vino e liquori che la Cina acquista a sua volta da paesi che, per via delle sanzioni, non hanno rapporti commerciali con il regime di Kim.

Proprio alla presunta connivenza di Pechino si sono concentrati, Stati Uniti, Giappone e Corea del Sud, durante un vertice trilaterale tenutosi mercoledì tra i rispettivi viceministri degli Esteri. Oltre ad aver minacciato una risposta “senza precedenti” in caso di un settimo test nucleare nordcoreano, Wendy Sherman ha condannato velatamente l’opposizione sino-russa all’introduzione di nuove sanzioni in sede Onu.

Indonesia: 10 anni di visto per chi ha 130.000 dollari sul conto bancario

L’Indonesia promette fino a 10 anni di visto per coloro che vorranno trasferirsi a Bali. L’unica condizione, non da poco, è lo status economico dei potenziali beneficiari. Potrà richiedere il visto solo chi ha almeno 2 miliardi di rupie (130.000 dollari) nel conto in banca. Il paese del Sud-Est asiatico vuole quindi attirare una serie di persone benestanti – pensionati, lavoratori specializzati, “nomadi digitali” – per dare sostegno alla propria economia, che gode comunque di buona salute. Come riportato da Bloomberg, la nuova norma entrerà in vigore da Natale 2022.

A cura di Francesco Mattogno; ha collaborato Alessandra Colarizi