In Cina e Asia – Pechino nomina il suo primo inviato speciale per l’Europa

In Notizie Brevi by Sharon De Cet

Pechino ha nominato il suo primo inviato speciale per l’Europa in previsione dell’imminente rimpasto al vertice della Commissione europea. L’incarico stato assegnato a Wu Hongbo, ambasciatore in Germania dal 2009 al 2012 nonché ex sottosegrtario generale per gli affari economici e sociali presso le Nazioni Unite. Come spiegato dal portavoce del ministero degli Esteri cinese, la nuova nomina contribuirà a favorire il dialogo e a cementare il consenso tra Cina ed Europa “nel sostenere il multilateralismo, il libero scambio e la costruzione di un’economia mondiale aperta e inclusiva”. Nei piani di Pechino il Vecchio Continente costituisce una sponda fondamentale nel braccio di ferro con gli Stati Uniti, ma l’arrivo della iron lady  Ursula von der Leyen alla guida dell’esecutivo europeo potrebbe complicare la strategia diplomatica cinese. La scorsa primavera, la Commissione per la prima volta ha definito la Cina un “competitor economico” e un “rivale sistemico” [fonte: SCMP]

USA: l’app Tik Tok al centro di un’indagine per minaccia alla sicurezza nazionale

Il governo americano ha avviato un’indagine sull’acquisizione dell’app Musical.ly da parte di ByteDance, la società cinese che ha lanciato il popolare servizio di videoclip TikTok. Secondo fonti vicine al governo, la Commissione per gli investimenti esteri negli Stati Uniti (CFIUS) starebbe cercando un compromesso con l’azienda per salvare l’operazione finanziaria avvenuta nel 2017 senza previa autorizzazione del panel federale. L’inchiesta giunge dopo numerose sollecitazioni da parte di un gruppo di senatori rappresentato da Marco Rubio e anche di alcuni capigruppo democratici, che hanno espresso preoccupazione per il fatto che la normativa cinese in materia d’intelligence e sicurezza informatica potrebbe costringere TikTok a trasferire i dati degli utenti al governo di Pechino. Secondo gli esperti, i rischi includerebbero una possibile manipolazione cinese dei contenuti dell’app al fine di influenzare le prossime elezioni presidenziali americane, nonché il trasferimento non autorizzato dei dati personali dei minorenni americani, che attualmente rappresentano circa il 60% degli utenti mensili dell’applicazione. Al momento, i dirigenti di TikTok hanno negato ogni accusa ed affermano che i dati della app non sono soggetti alla legge cinese in quanto il data center aziendale è localizzato fuori dalla Cina. [fonte: DW]

Una nuova direttiva obbliga le università cinesi a combattere le molestie sessuali

Il ministero della Pubblica Istruzione cinese ha adottato una nuova direttiva che esorta le università a migliorare il modo in cui gestiscono le accuse di molestie sessuali. E’ quanto riposta il China Youth Daily, secondo il quale le nuove disposizioni prevedono l’interdizione delle relazioni tra alunni ed insegnanti nonché la creazione di commissioni scolastiche di prevenzione alla violenza sessuale. La nuova linea di condotta nasce in seguito alle dure critiche contro il governo e le università cinesi espresse dalle attiviste del movimento #MeToo, che nell’ultimo anno ha goduto di un grande seguito anche in Cina. Sebbene il provvedimento rappresenti un passo in avanti rispetto al passato, alcune femministe sottolineano che le dure conseguenze precedentemente affrontate dalle studentesse per aver organizzato manifestazioni #MeToo, così come il rifiuto del ministero dell’Istruzione di riconoscere la legittimità del movimento, abbiano danneggiato la fiducia della comunità studentesca nei confronti dell’iniziativa. Al contrario, altre femministe cinesi come Li Maizi – nota attivista arrestata per aver protestato contro le molestie sessuali nelle università nel 2015 – si sono espresse a favore della direttiva, vista come un possibile punto di sviluppo delle finora insufficienti politiche di tutela dei diritti delle donne. [fonte: SCMP]

Cina: i genitori contro la scuola che monitora le onde celebrali degli alunni

Un gruppo di genitori ha protestato contro una scuola primaria di Jinhua, nella provincia cinese dello Zhejiang, che utilizzava un apparecchio per monitorare le onde celebrali dei loro figli durante le lezioni. Secondo il quotidiano Beijing News, il dispositivo a forma di U, applicato sulla fronte degli alunni, veniva indossato dagli studenti due volte a settimana per 30 minuti al fine di monitorare le loro onde celebrali ed incrementare la loro concentrazione in classe. Sebbene non sia stato denunciato nessun disturbo legato all’uso di tale tecnologia, i genitori hanno richiesto alla scuola di fermare l’esperimento, preoccupati per la salute e per i dati personali dei loro figli. Infatti, le infromazioni relativi alle onde celebrali venivano inviate ai professori e solo in parte condivise con i genitori, alimentando speculazioni che la BrainCo., l’azienda americana produttrice del dispositivo, li conservasse per fini di lucro. Ciò costituirebbe un reato secondo la legge cinese, che prevede che tutti i dati dei minorenni debbano essere crittografati e trasferiti o utilizzati solo previo consenso scritto dei genitori. La BrainCo. ed il suo partner locale Zhejiang BrainCo Technology Co Ltd hanno negato le accuse, affermando che i dati sono custoditi esclusivamente nel database scolastico. [fonte: TheGuardian]

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