Venerdì scorso la Cina ha confermato di aver ordinato ai laboratori non autorizzati di distruggere campioni del nuovo coronavirus durante la fase iniziale dell’epidemia, per ragioni di sicurezza biologica. La risposta cinese arriva dopo che il segretario di Stato americano Mike Pompeo ha ripetutamente accusato Pechino di aver rifiutato di fornire i primi campioni di virus prelevati da pazienti, nonché di aver poi distrutto i primi campioni. Chiarificando la posizione cinese, Liu Dengfeng, funzionario della National Health Commission, ha sottolineato che all’inizio della pandemia l’agente patogeno di quello che ora si conosce come Covid-19 era stato classificato come Classe II – altamente patogeno – e che di conseguenza le autorità avevano deciso di imporre misure di sicurezza che prevedevano, tra altre precauzioni, anche la distruzione dei campioni prelevati dai laboratori non autorizzati. Liu ha aggiunto che le operazioni di distruzione sono sempre state in regola con la pratica cinese standard per la gestione di campioni altamente patogeni, che prevede che solo alcuni laboratori con particolari requisiti possano maneggiarli. [fonte: SCMP]

La Cina introduce nuovi controlli sui fornitori di tecnologie informatiche

A partire dal mese prossimo la Cina renderà obbligatorio per tutti gli operatori di infrastrutture pubbliche di sottoporre i propri fornitori ad uno scrutinio governativo prima dell’acquisto di apparecchiature relative alla tecnologia dell’informazione, di modo da escludere un potenziale rischio alla sicurezza nazionale.La nuova legge entrerà in vigore il 1 ° giugno come parte della National Cybersecurity Law –  in vigore dal 2017 – e si applicherà ai settori delle telecomunicazioni, trasporti e finanza, così come a tutte le imprese ed organi statali facenti uso di apparecchiature informatiche.La notizia è stata accolta con preoccupazione dai giganti del tech stranieri che operano in Cina, tra cui HP e Dell Technologies, che potrebbero trovarsi ben presto esclusi dall’elenco dei fornitori idonei per le società ed infrastrutture cinesi. Infatti, secondo alcune fonti vicine al Ministero dell’Industria e dell’Information Technology, le autorità avrebbero già da circa due anni cominciato a stilare un elenco di aziende e prodotti raccomandati per gli appalti pubblici: l’assenza di un’azienda da questa lista – la cui esistenza non è stata ancora confermata –  ne causerebbe necessariamente l’esclusione dalla lista di fornitori autorizzati a rifornire le imprese statali cinesi con tecnologie informatiche, inclusi server, personal computer e stampanti.Secondo quanto affermato dal governo cinese, il requisito mira a prevenire possibili interruzioni nell’approvvigionamento di strutture informatiche a seguito di sviluppi politici o diplomatici; tuttavia molti esperti concordano sul fatto che la nuova riforma faccia parte del piano dell’amministrazione di Xi per rafforzare la supply chain nazionale centralizzando il controllo sulle tecnologie informatiche ed i dati personali, con lo scopo di limitarne la condivisione con imprese straniere. [fonte: NIKKEI]

Coronavirus: è il settore privato cinese quello che dona di più

Sono mesi ormai che le ambasciate e le delegazioni cinesi di tutto il mondo occupano le prime pagine dei giornali per via delle loro copiose donazioni di mascherine chirurgiche ed altro materiale protettivo ai paesi più colpiti da Covid-19, ma sarebbe invece il settore privato cinese quello che dona di più. Ad affermarlo è la società di consulenza RWR Advisory, con sede a Washington DC, che ha pubblicato una serie di affascinanti grafici che rivelano nel dettaglio le donazioni della Cina durante la pandemia di COVID-19, dimostrando come circa la metà degli aiuti verso paesi esteri sono stati effettuati dal settore privato cinese, anziché da enti pubblici.Secondo lo studio, le aziende cinesi che avrebbero donato più materiale sanitario sono state principalmente quelle operative nel settore delle costruzioni, del turismo, dell’energia e della tecnologia, con la China Railway Construction Corp in testa alla classifica. Per quanto riguarda i paesi destinatari delle donazioni cinesi, i paesi dell’Africa sub-sahariana ed europei sono stati i maggiori beneficiari, seguiti dai paesi eurasiatici e dal Nord America. [fonte: ChinaAfrica]

Hong Kong: le misure antivirus adombrano l’anniversario di Tian’anmen

Starry Lee Wai-king del partito pro-Pechino DAB è stata riconfermata presidente dell’ House Committee, la commissione parlamentare incaricata di gestire l’agenda del Consiglio legislativo di Hong Kong. L’annuncio giunge dopo mesi di braccio di ferro e nuovi tafferugli tra deputati democratici e fazione pro-governo, entrambi intenzionati a influenzare l’importante nomina. Nelle passate settimane,  il democratico Dennis Kwok – che aveva presieduto le precedenti sessioni – era stato accusato di strumentalizzare la propria posizione per ostacolare l’elezione del nuovo presidente, così da ritardare l’approvazione di nuovi provvedimenti particolarmente controversi, a partire dalla legge contro vilipendio dell’inno cinese. Dopo mesi di relativa quiete, il lento ritorno alla normalità e l’allentamento delle misure antivirus hanno coinciso con la ripresa delle proteste contro il governo di Carrie Lam. Complice la crescente ingerenza delle autorità cinesi negli affari interni dell’ex colonia britannica. E’ in questo contesto che stamattina l’amministrazione locale ha annunciato che il divieto di assembramenti verrà prolungato fino al 4 giugno, data in cui tradizionalmente viene organizzata la veglia in ricordo del massacro di piazza Tian’anmen.  [fonte: NYT, RTHK]

China Files propone alle aziende italiane interessate alla Cina servizi di comunicazione quali: newsletter, aggiornamenti su specifici settori, oltre a progetti formativi e approfondimenti ad hoc. Contattaci a info@china-files.com