In Cina e Asia – La crisi greca colpisce anche l’Asia

In by Gabriele Battaglia

Giù le borse asiatiche in conseguenza della situazione greca che fa temere agli investitori una riedizione della crisi del 2008. I numeri della tossicodipendenza in Cina. Scontri tra polizia e persone di etnia Hui nella regione del Ningxia. In Giappone alcuni politici del partito al governo chiedono di chiudere i quotidiani di Okinawa. Giustizia per due indacalisti cambogiani uccisi da sicari otto e undici anni fa. ASIA – Giù le borse
Giù le borse asiatiche a causa degli accadimenti greci, si dice, perché gli investitori temono una riedizione della crisi che arrivò da Occidente nel 2008 e quindi assumono un atteggiamento conservatore, puntando su beni rifugio.
Da Tokyo e Sidney, passando per Singapore e Taipei, perdono tutte tra l’1,30 e il 2,90, ma chi va peggio è Shanghai, cioè la Cina, che già aveva registrato perdite nelle ultime due settimane. Meno 3.34 dopo il meno 7 di venerdì scorso, nonostante un taglio a sorpresa dei tassi di interesse nel weekend. Dal picco del 12 giugno, Shanghai ha perso il 19 per cento, anche se nell’ultimo anno ha pur sempre guadagnato un 25 per cento.
Il punto è che in questo caso il problema greco si innesta su un malessere preesistente. La Cina ha già tagliato i tassi quattro volte negli ultimi mesi, riducendo anche la riserva obbligatoria delle banche, nella speranza di dare più liquidità a un sistema produttivo che sta rallentando. Ma la manovra è stata probabilmente presa male dagli investitori, che all’80 per cento sono piccoli risparmiatori sempre pronti a dirigersi verso beni rifugio come il mattone e l’oro in caso di allarme. Questa volatilità tende sottrarre risorse ai settori più innovativi dell’economia, come le tecnologie, dove invece le autorità sperano che si indirizzino. Ecco ora che su questo problema strutturale si innesta ora il caso greco.

CINA – I numeri della tossicodipendenza
Il ministero della Pubblica Sicurezza cinese ha pubblicato il suo primo rapporto sul consumo, il traffico e la produzione di droga nel Paese. In Cina, ci sarebbero oltre 14 milioni di consumatori e più della metà sarebbe più giovane di 35 anni. Secondo il rapporto, l’abuso di droga causa perdite economiche di 500 miliardi di yuan ogni anno e, nel 2014, 49mila persone sarebbero morte per consumo di stupefacenti.
Il rapporto è stato pubblicato alla vigilia della Giornata internazionale delle Nazioni Unite contro l’abuso e il traffico illecito, il 26 giugno, ricorrenza introdotta dall’Onu per la prima volta nel 1987, proprio per celebrare gli sforzi di Lin Zexu, il funzionario Qing che nel 1839 cercò di interrompere il commercio dell’oppio gestito dalla Gran Bretagna nel Guangdong.

CINA – Polizia contro minoranza etnica musulmana

Foto credit: rfa.org

Gli Hui sono un’etnia cinese molto simile agli han, ma musulmana (da non confondersi con gli uiguri e altre minoranze non etnicamente cinesi). Nella provincia del Ningxia, dove sono concentrati, sono scoppiati nei giorni scorsi degli scontri tra membri di una comunità locale e la polizia. All’origine non sembra ci sia una questione religiosa, bensì lo smantellamento di un cimitero ancestrale per fare posto a un aeroporto, con conseguente trasferimento delle tombe in altro loco. Gli hui protesterebbero perché i compensi del governo sarebbero inadeguati.

GIAPPONE – Chiudete i quotidiani di Okinawa!
Gaffe che ha del clamoroso per alcuni parlamentari del partito liberaldemocratico attualmente al governo. Durante una seduta di "studio per i giovani parlamentari", come si chiamano le riunioni di dibattito interno al partito sulle politiche di stato, qualcuno avrebbe definito i media di Okinawa – dove è in corso una mobilitazione costante contro le basi militari americane – "preda della sinistra estrema". A questo il noto scrittore di destra Naoki Hyakuta avrebbe aggiunto che i due quotidiani principali – Ryukyu shimpo e Okinawa Times – "vanno chiusi". Uno scivolone che, scrivono i quotidiani, potrebbe pregiudicare il passaggio parlamentare della nuova legge sulla cooperazione difensiva con gli Usa. Il Giappone è negli ultimi anni scivolato al 61esimo posto nella classifica della libertà di stampa di Reporters sans frontieres e sotto il governo Abe la stretta sui media si è ulteriormente accentuata.

INDIA – Folla lincia preside di istituto privato
Il ritrovamento dei corpi di due studenti in un canale di un villaggio del distratto di Nalanda (in Bihar) ha spinto una folla di locali all’assassinio del preside dell’istituto privato dove i due studiavano. Devendra Prasad Sinha, secondo quanto riporta la stampa nazionale, è stato prelevato dalla sua abitazione e malmenato per strada, preso a calci e bastonate da un gruppo di uomini che lo ha ritenuto responsabile diretto di un presunto "raptus" che avrebbe colto alcuni insegnanti del suo istituto, sospettati di essere i responsabili della morte dei due studenti.
Sinha è morto in ospedale nella serata di domenica a seguito delle ferite riportate.
La polizia, che stava indagando sulla morte dei due studenti e fino a quel momento non aveva riscontrato alcun indizio a carico degli insegnanti, dal momento del linciaggio non ha ancora effettuato nessun arresto.

CAMBOGIA – Giustizia per i sindacalisti

Foto credit: bernardosalce.com

Sono trascorsi rispettivamente undici e otto anni dalla morte dei sindacalisti cambogiani Chea Vichea, Ros Sovannareth e Hy Vuthy. I tre aderenti alla Free trade Union furono uccisi da sicari in episodi nei quali ci sono ancora punti oscuri. Il governo guidato dall’autocrate Hun Sen ha deciso di riaprire il caso, istituendo un’apposita commissione d’inchiesta. Il governo ha così ceduto alle pressioni internazionali per fare chiarezza e giustizia nei tre casi, mente Hun Sen, al potere dal 1985, cerca di accreditarsi nel ruolo di statista a livello regionale. 

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