La Cina ha approvato una legge che limita le esportazioni di alcuni beni controllati, consentendo al governo di agire contro i paesi che abusano dei controlli sulle esportazioni con lo scopo di danneggiare gli interessi della Cina.  Le nuove norme, che entreranno in vigore dal 1°dicembre, riguarderanno prodotti militari e nucleari, nonché tecnologie e servizi che includono il trasferimento di dati personali. Oltre ad autorizzare la Cina a rispondere ai paesi che abusano delle misure di controllo delle esportazioni, la legge chiarisce che anche la documentazione tecnica sarà soggetta a clausole di controllo delle esportazioni, dando potenzialmente alla Cina un certo controllo sulle trattative – ancora in sospeso – per l’acquisizione delle operazioni statunitensi di TikTok. Sebbene le fonti ufficiali non abbiano nominato alcun paese in particolare, le nuove misure sembrerebbero mirate agli USA, che il mese scorso hanno imposto alcuni limiti sulle forniture della Semiconductor Manufacturing International Corp (SMIC) – il più grande produttore di chip della Cina -introducendo inoltre varie restrizioni contro Huawei Technologies Co ed altre società. Secondo alcuni analisti intervistati dal Global Times, la nuova legge potrebbe aprire la strada a più ampi divieti di esportazione sanzionati dallo stato cinese riguardo alle terre rare, in una tattica che è stata denominata “no chips, no rare earths”: se il blocco delle esportazioni degli Stati Uniti contro SMIC e Huawei dovesse continuare, i metalli rari potrebbero essere utilizzati come armi di contrattacco. La Cina infatti contribuisce per circa il 70% alla produzione mondiale di terre rare, mentre gli Stati Uniti attualmente producono solo il 5% del totale dei circuiti integrati mondiali e dipendono fortemente dalle importazioni dai paesi asiatici, tra cui la Cina. [fonte Reuters;GT]

L’economia cinese cresce del 4,9%

L’economia cinese si conferma in fase espansiva. Dopo la storica contrazione del primo trimestre, le attività produttive hanno ripreso a crescere del 4,9%, più del 3,2% del secondo trimestre ma meno del 5,5% pronosticato dagli analisti di Bloomberg. Batte invece le previsioni la produzione industriale, indicatore dei settori manifatturiero, minerario e dei servizi di pubblica utilità, cresciuto del 6,9% a settembre rispetto all’anno precedente, dopo l’incremento del 5,6% di agosto. In salita anche le vendite retail, che riportano un +3,3% rispetto al lieve rialzo dello 0,5% di settembre, così come gli investimenti negli asset fissi (comprese le infrastrutture), tornati a crescere per la prima volta dall’inizio dell’ano. In lieve calo la disoccupazione, che i dati ufficiali – seppur non esaustivi – stimano sia scesa al 5,4%, ben sotto la soglia del 6% stabilita per l’anno.[fonte SCMP]

Covid: il contagio potrebbe arrivare dai surgelati

L’autorità cinese di controllo delle malattie (CDC) ha dichiarato sabato scorso che il contatto con imballaggi di alimenti congelati contaminati dal virus vivente di Covid-19 potrebbe causare infezioni. L’annuncio è stato dato in seguito alla rilevazione ed all’isolamento di un campione di coronavirus vivente sull’imballaggio esterno di un merluzzo congelato, in seguito ad un’indagine svolta per rintracciare l’origine di un piccolo focolaio segnalato nella città di Qingdao. Due lavoratori portuali a Qingdao, che erano stati inizialmente diagnosticati come asintomatici, avrebbero portato il virus in un ospedale contagiando altri 12 pazienti. Tuttavia, l’ultima dichiarazione del CDC non mostra prove concrete riguardo al fatto che i due lavoratori di Qingdao abbiano contratto il virus direttamente dalla confezione, lasciando dunque aperta l’ipotesi che i due uomini avrebbero contratto il virus da qualche altra parte e solo successivamente contaminato l’imballaggio alimentare. Tuttavia, qualora l’ipotesi del contagio per mezzo dell’imballaggio venisse confermata, si tratterebbe della prima prova scientifica del fatto che il virus possa sopravvivere – ed essere trasmesso – da surgelati: fino ad oggi infatti tracce genetiche del virus sono state trovate in alcuni campioni prelevati da alimenti congelati o imballaggi alimentari, ma la quantità di virus è sempre stata irrisoria e nessun campione vivente era stato isolato. [fonte Reuters]

Imprenditore cinese nominato dalla FAO “Eroe del Cibo”

L’agricoltore ed imprenditore cinese Li Zhifang è stato incoronato “Eroe del cibo” dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO) in occasione della Giornata mondiale dell’alimentazione, celebrata lo scorso 16 ottobre. Li, marketing manager della cooperativa di produzione di verdure Qiangxin, con sede a Wuhan, è stato premiato per aver lavorato duramente per stabilizzare l’offerta ed i prezzi di verdure a Wuhan durante il lockdown. Durante la chiusura della città, Li ed il suo team hanno consegnato ogni giorno fino a 1300 pacchi di verdure, ciascuno dal peso di circa 8 chili, anche nelle zone adiacenti allo Huanan Seafood Market – uno tra i principali focolai di Covid-19 e per questo zona in cui gli approvvigionamenti di beni di prima necessità arrivavano con grande difficoltà. Li Zhifang ha inoltre persuaso – con successo – gli agricoltori a vendere verdure a prezzi normali, nonostante i gravi rincari causati dalla pandemia di Covid-19, non solo a livello locale ma anche nazionale, coinvolgendo catene quali Hema e Freshippo, di proprietà di Alibaba. L’elogio di Li da parte della FAO è stato subito un argomento di grande impatto sui social media cinesi, dove gli utenti hanno ringraziato Li per il suo contributo e sottolineato come l’attenzione della FAO verso mostri come le Nazioni Unite approvino le politiche anti-pandemiche della Cina. [fonte Caixin]

L’esercito cinese rafforza le forze costiere: una possibile invasione di Taiwan?

L’Esercito Popolare di Liberazione avrebbe ulteriormente aggiornato le sue basi missilistiche, schierando nell’area adiacente allo Stretto il suo missile ipersonico più avanzato, il DF-17. Il DF-17, che ha una portata massima di 2.500 km, ha fatto la sua prima apparizione pubblica alla parata del 1 ° ottobre dello scorso anno – in occasione del 70° anniversario della fondazione della Repubblica Popolare Cinese – e sembra ora aggiungersi all’arsenale di armamenti dispiegati nelle basi cinesi sulle coste delle province di Fujian e Zhejiang. Infatti, già da alcuni anni Pechino sta mettendo a punto una modernizzazione delle proprie forze costiere, che ha raggiunto un primo picco durante la presidenza del predecessore di Tsai, Chen Shui-bian. Ora, i legami tra Pechino e Taipei sono nuovamente messi a dura prova dal riavvicinamento dell’isola agli Stati Uniti, sfociato nella firma di una serie di accordi economici e militari che comprendno la vendita di missili Patriot e un aggiornamento dei suoi jet F-16 Viper grazie al contributo statunitense. Secondo quanto affermato da alcuni analisti, la dimensione di alcune basi missilistiche cinesi sulla costa orientale e meridionale sarebbe addirittura raddoppiata negli ultimi anni, suggerendo che Pechino starebbe intensificando i preparativi per una guerra contro Taiwan. A testimoniarlo ci sarebbero anche le reiterate serie di esercitazioni della marina e dell’aeronautica cinese attorno a Taiwan, tra cui un’esercitazione di invasione su larga scala condotta lo scorso fine settimana e numerose dimostrazioni aeree, che hanno visto quasi 40 combattenti attraversare la linea mediana nello Stretto di Taiwan in un solo giorno. Alcune scaramucce vi sono state anche nello spazio aereo conteso, dove giovedì scorso un aereo civile noleggiato dall’esercito di Taiwan è stato ammonito dai controllori del traffico aereo di Hong Kong, che hanno vietato al velivolo di entrare nello spazio aereo delle isole Dongsha – situate nel Mar Cinese Meridionale ed appartenenti allo spazio aereo di Hong Kong – poiché “attività pericolose” erano in corso nell’area. In seguito all’incidente, la Taiwan Civil Areonautics Administration ha incolpato le autorità di Hong Kong di aver negato illegalmente l’ingresso al volo taiwanese, piuttosto che emettere un “avviso agli aviatori” in anticipo, come di consuetudine. L’episodio ha immediatamente sollevato le inquietudini della classe politica taiwanese, preoccupata che la Cina possa iniziare a richiedere sistematicamente notifiche sui voli militari taiwanesi nel Mar Cinese Meridionale in modo da favorire il controllo della zona da parte di Pechino. Oltre alle Dongsha, Taiwan amministra altre isole nel Mar Cinese Meridionale: oltre a Kinmen e all’arcipelago delle Matsu (nell’area dello Stretto), Taipei controlla anche Taiping, l’isola più vasta delle Nansha (Spratly). [fonte SCMP;CNA]

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