In Cina e Asia – Il premier Li visita Wuhan

In Notizie Brevi by Sharon De Cet

Il premier Li Keqiang è diventato il primo leader a visitare Wuhan, la città epicentro dell’epidemia di polmonite virale che da fine dicembre tiene sotto scacco il paese. Secondo i media cinesi, Li – nominato nel weekend capo di un team speciale incaricato di supervisionare le operazioni di soccorso – ha visitato pazienti e personale medico dell’ospedale Jinyintan, incoraggiando e ringraziando lo staff sanitario per quanto fatto finora. Intanto, il Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie ha pubblicato un’immagine del nuovo ceppo di coronavirus, isolato da alcuni campioni prelevati dal mercato ittico da cui si ritiene sia partito il focolaio.  Il virus è stato rilevato in 35 dei 585 campioni raccolti: 33 tra quelli risultati positivi provenivano proprio dall’area dedicata alla vendita di animali selvatici, segno che i sospetti sull’origine della malattia sono fondati. [fonte: SCMP]

Mascherine e rimborsi dei biglietti del cinema: così il tech cinese risponde al coronavirus

Mentre il coronavirus continua ad espandersi in Cina, con un numero di vittime che ha già superato 50, le grandi aziende del tech cinese hanno annunciato una serie di misure per limitare il contagio durante le festività del Capodanno lunare. Secondo quanto riportato dal South China Morning Post, i più grandi e-tailer cinesi tra cui Taobao, Suning e JD.com hanno promesso di bloccare i prezzi degli articoli medici quali maschere per il viso e disinfettanti, con l’obiettivo di evitare un picco nei prezzi dovuto alla forte domanda del periodo del Capodanno lunare. Inoltre, Alibaba ha dichiarato che incrementerà la produzione di mascherine, fino a 16 milioni di unità entro la fine delle festività. Nuove politiche anti-contagio sono state adottare anche dalle maggiori piattaforme cinesi di ristorazione. È il caso di Meituan e Ele.me, che hanno creato team esclusivamente dedicati al controllo dei virus ed obbligato i propri fattorini a dotarsi di mascherina ed a sottoporsi ad esami medici per scongiurare il propagarsi del virus. Infine, per disincentivare il movimento e l’assembramento di persone nelle zone in cui l’epidemia si è manifestata più violentemente, le grandi aziende dell’intrattenimento Maoyan e Taopiaopiao hanno iniziato ad offrire rimborsi incondizionati per tutte le proiezioni cinematografiche previste a Wuhan e nelle zone limitrofe durante le festività del Capodanno lunare. [fonte: SCMP]

Taiwan: fronte unito contro l’esclusione dal piano antivirus dell’OMS

L’esclusione di Taiwan dalla riunione di emergenza sul coronavirus organizzata mercoledì scorso dall’Organizzazione Mondiale della Sanità ha scatenato le polemiche dei partiti taiwanesi, che per la prima volta hanno formato un fronte unito contro la Cina. Infatti, Taiwan non è membro dell’OMS a causa dell’obiezione della Cina, che considera l’isola una provincia cinese e dunque senza diritto di partecipare come entità separata ad ogni organizzazione internazionale. In seguito alla conferma dei primi tre casi di contagio sull’isola, la presidente di Taiwan Tsai Ing-wen ha invitato l’OMS a mettere da parte considerazioni politiche e concedere all’isola pieno accesso agli aggiornamenti riguardo al propagarsi virus. Anche il Kuomintang, principale partito di opposizione di Taiwan tradizionalmente più favorevole alla Cina continentale, ha espresso la sua rabbia sottolineando che la portata dell’epidemia è di una tale ampiezza che dovrebbe sfuggire da ogni questione territoriale. In risposta alle richieste taiwanesi, il ministero degli Esteri cinese ha dichiarato che il governo centrale continuerà ad informare i centri medici sull’isole riguardo allo sviluppo della malattia. Tuttavia, sebbene le autorità sanitarie taiwanesi abbiano confermato di aver messo in atto una collaborazione con la Cina per debellare il coronavirus, vi sono dubbi riguardo alla completezza dei dati ottenuti, specialmente a causa dell’impossibilità di compararli con le informazioni ufficiali fornite dall’OMS. [fonte: Reuters]

Anticipare le epidemie grazie all’intelligenza artificiale

Il 9 gennaio, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha notificato al pubblico il primo caso di coronavirus a Wuhan, ma un’azienda canadese aveva previsto l’arrivo di questo tipo di virus già il 31 dicembre 2019. Si chiama BlueDot, ed è una startup di Toronto che propone una piattaforma di monitoraggio della salute basata sull’intelligenza artificiale. Lanciato nel 2014, il progetto si basa sull’uso estensivo del machine learning per setacciare enormi database contenti notizie internazionali, dati di compagnie aeree e segnalazioni di epidemie di origine animale, al fine di elaborare dei risultati automatizzati che, una volta verificati da epidemiologi esperti, vengono riferiti ai clienti, sia nel settore pubblico che privato. L’obiettivo di BlueDot è quello di trovare e comunicare le informazioni più velocemente di quanto la malattia possa propagarsi e in dicembre aveva già correttamente i luoghi al di fuori della Cina continentale in cui si sarebbe propagato il virus di Wuhan – Bangkok, Seoul, Taipei, Tokyo. [fonte: Quartz]

Corea del Nord: si consolida il potere della famiglia Kim

Domenica scorsa, i media statali nordcoreani hanno immortalato Kim Kyong Hui accanto a suo nipote, il leader Kim Jong-un, durante le celebrazioni ufficiali per il nuovo anno lunare. L’influente zia del leader nordcoreano ha fatto la sua prima apparizione pubblica dopo sei anni dall’esecuzione di suo marito Jang Song Thaek, giustiziato nel 2013 da Kim Jong-un con l’accusa di alto tradimento. Secondo molti esperti il riavvicinamento tra il leader nordcoreano e sua zia rappresenterebbe un tentativo di rafforzare l’unità della famiglia al governo con l’obiettivo di irrigidire la posizione della Corea del Nord nei negoziati sul nucleare con gli Stati Uniti. Quest’ipotesi potrebbe essere ulteriormente corroborata dalla recente nomina di Ri Son Gwon, ex comandante della difesa con limitata esperienza diplomatica, come nuovo ministro degli affari Esteri. Infatti, l’investitura Ri Son-gwon arriva esattamente poco dopo che Pyongyang ha dichiarato la fine della moratoria sui missili balistici a lungo raggio e sui test nucleari in risposta al mancato rispetto della scadenza per la ripresa dei negoziati sul nucleare da parte di Washington. Infine, il fatto che Ri non abbia alcuna esperienza nel trattare questioni nucleari o funzionari statunitensi – ma che invece sia noto per il suo pugno di ferro nelle negoziazioni tra le due Coree – potrebbe indicare che nelle mire di Kim Jong-un ci sia un rimpasto politico più ampio, incentrato sulla consolidazione del potere regionale invece che sulla negoziazione con poteri internazionali [fonte: SCMP; Reuters]

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