Ben 5 trilioni di dollari. A tanto ammonta il debito contratto dai paesi di tutto il mondo nei confronti della Cina. Una somma che rivela una crescita delle passività di dieci volte tra il 2000 e il 2017 e che equivale al 6% della produzione mondiale. Lo rivela uno studio del centro di ricerca tedesco Kiel Institute for the World Economy, secondo il quale la porzione dovuta dai paesi emergenti si attesta a quota 380 miliardi contro i 246 miliardi del Club di Parigi, il gruppo che riunisce le 22 nazioni più ricche del mondo. Ma i numeri potrebbero essere ben più elevati. Il report rivela infatti che circa il 50% dei prestiti viene erogato direttamente dalle banche cinesi alle aziende nazionali (anziché ai paesi partner) e pertanto sfugge ai calcoli di Fondo monetario internazionale e Banca Mondiale [fonte: Scmp]

Pechino ordina il recupero della plastica a fini agricoli 

La Cina promette di recuperare e riutilizzare i teli in plastica utilizzati a fini agricoli. A rivelarlo una nota emanata da diversi ministeri che promette il recupero dell’80% l’anno prossimo per arrivare al 100% entro il 2025. Non è affare da poco, giacché per la cosiddetta pacciamatura, che permette di proteggere il terreno e mantenerlo umido, la Cina utilizza circa 200,000 chilometri quadri di plastica, un’area grande come la Bielorussia [fonte: Reuters]

Kim è ufficialmente un “capo di stato”

Kim Jong-un è ufficialmente il capo di stato della Corea del Nord, e rappresentante del paese nel mondo. Lo ha confermato ieri il sito nordcoreano Naenara annunciando, come vociferato da mesi, che la nuova carica è stata inserita nella costituzione. Prima dell’emendamento, il titolo più prestigioso di Kim era quello di presidente della Commissione sugli Affari statali, mentre il ruolo di “rappresentante del paese” era ricoperto da Choe Ryong Hae, presidente del Presidium dell’Assemblea suprema del popolo. Secondo gli esperti, la “promozione” va letta alla luce del processo di normalizzazione intrapreso dal Regno Eremita e aiuterà il leader nordcoreano a condurre le negoziazioni con gli omologhi degli altri paesi da pari a pari [fonte: Bloomberg]

Filippine: l’Onu indaga sulla campagna antidroga

Il Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite ha votato a favore di una disamina delle migliaia di uccisioni extragiudiziali nell’ambito della guerra alla droga lanciata dal presidente Rodrigo Duterte. Guidata dall’Islanda, la risoluzione ha ottenuto l’appoggio di 18 paesi, mentre 14 si sono opposti e 15 astenuti. Il ministro degli Esteri filippino, Teodoro Locsin, ha denunciato l’iniziativa come una parodia dei diritti umani arrivata “direttamente per bocca della regina in Alice nel Paese delle Meraviglie”. Sebbene la risoluzione non richieda un’indagine ufficiale, l’Alto commissario per i diritti umani Michelle Bachelet sarà tenuta a redarre un rapporto comprensivo sugli oltre 6000 decessi registrati nel paese asiatico e a presentarlo ai 47 membri del Consiglio [fonte: Rappler]

Il Giappone si prepara alla Coppa del mondo di rugby

Nudi ma senza tatuaggi. In Giappone le regole da rispettare per immergersi in una delle numerose sorgenti di acqua calda, gli onsen, sono chiare. Nessun tatuaggio è ammesso. Troppo poco diffusa è la moda in Giappone e ancora troppo legata alla mafia giapponese, la yakuza, per sdoganarli. Ma con l’approssimarsi della coppa del mondo di rugby che si aprirà il 20 settembre nel paese e con le Olimpiadi l’anno seguente, si inizia a discutere se rilassare le regole, quantomeno per le masse di rugbisti e tifosi in arrivo. Molti gestori di onsen si sono detti d’accordo e inizia a circolare una mappa degli stabilimenti ‘tatoo friendly’ e di quelli che propongono degli stickers per coprire i tatuaggi [fonte: Guardian]

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