Tre ex dirigenti della Tokyo Electric Power Co sono stati assolti dall’accusa di negligenza professionale per aver causato la morte e il ferimento di persone in relazione al disastro della centrale nucleare di Fukushima Daiichi, gravemente danneggiata dallo tsunami del 2011. I tre rischiavano cinque anni di carcere. L’ex presidente della Tepco Tsunehisa Katsumata e gli ex vice presidenti Ichiro Takekuro e Sakae Muto sono le uniche persone ad essere state accusate del disastro. Il caso di Fukushima si potrebbe dunque chiudere così tra lo sbigottimento e l’indignazione della popolazione locale [fonte: AFP]

Il riconoscimento facciale affascina il mondo intero

Che la Cina sia leader mondiale nel riconoscimento facciale e in altre nuove tecnologie di sorveglianza non è un mistero. A quanto pare però non è più la sola. Infatti, secondo un nuovo studio di Steven Feldstein, ex funzionario del Dipartimento di Stato durante l’amministrazione Obama e ricercatore del Carnegie Endowment for International Peace, sarebbero almeno 75 i paesi del mondo ad adottare l’IA per sorvegliare i cittadini, una cifra decisamente più alta di quanto precedentemente documentato. Molti dei progetti citati nel rapporto sono progetti di “smart city” in paesi come Stati Uniti, Brasile, Germania, Francia e Singapore. Ciò non solo invalida la credenza che i sistemi di sorveglianza basati sull’IA siano una prerogativa dei regimi autoritari, anzi, dimostra come i governi di tutto il mondo stiano puntando su queste tecnologie per controllare le proprie città. A testimonianza di ciò, il rapporto annovera tra i principali fornitori internazionali di tecnologie di sorveglianza non solo la ormai celeberrima Huawei, ma anche la cinese Hikvision, la giapponese NEC e le statunitensi IBM, Palantir e Cisco. Insomma, anche aspramente criticato, l’uso dell’IA per monitorare i cittadini sta conquistando un numero crescente di paesi. Questo potrebbe finalmente accendere l’ormai fondamentale dibattito sull’IA e il ruolo dei governi rispetto al suo uso nei confronti dei cittadini [fonte: WsJ]

Gli emuli cinesi di Greta al Summit sul clima

Tra gli emuli di Greta Thunberg sparsi per il mondo non potevano mancare quelli cinesi. Nonostante il paese sia il primo emettitore al mondo di gas serra, la Cina è stata tra i pochi a rimanere indifferente ai #fridayforfuture inaugurati dalla giovane ambientalista svedese, e diffusi a macchia d’olio in tutto il mondo. Ora però qualcosa si muove. Zhao Jiaxin e Howey Ou – il primo studente di ingegneria folgorato dal documentario sulla situazione dell’inquinamento nel paese “Under the Dome”, la seconda una sedicenne di Guilin protagonista di sit in solitari di protesta davanti alla sede del governo e che passa il tempo libero a piantare alberi – sono stati selezionarti dalle Nazioni Unite come giovani impegnati, aggiudicandosi la partecipazione al summit sul clima in apertura il 23 settembre all’Onu. Mosche bianche o segno che qualcosa sta cambiando, non tanto nella coscienza ambientalista quanto nella volontà di omologarsi al resto del mondo nelle modalità espressive? Difficile a dirsi. La notizia ha attirato diverse critiche in patria, in molti hanno infatti sostenuto che le manifestazioni per l’ambiente non hanno alcuna utilità e non sono adatte alle “particolari circostanze cinesi” che richiederebbero invece metodi meno forti” [fonte: Guardian]

A Shanghai i “robotaxi” trasportano i primi passeggeri

A Shanghai, il gruppo automobilistico cinese SAIC, la BMW e Didi Chuxing hanno ottenuto le prime licenze per testare una flotta di 50 “robotaxi” nel distretto di Jiading, dopo aver superato 24.000 km e 1.200 ore di test senza passeggeri e senza incidenti. Al momento, i veicoli possono trasportare solo merci o passeggeri volontari, il tutto senza scopo di lucro. Secondo quanto dichiarato dall’agenzia di stampa cinese Xinhua, il rilascio delle licenze rappresenta un segnale positivo per le aziende che sperano di monetizzare questa tecnologia in Cina. BMW, la prima casa automobilistica internazionale a ottenere questo tipo di autorizzazioni in Cina, ha affermato che le licenze consentiranno di dimostrare le applicazioni della tecnologie di guida autonoma nel rivoluzionare il trasporto urbano.  Le autorità municipali di Shanghai hanno comunicato che se la flotta opererà per sei mesi senza incidenti, ulteriori licenze potrebbero essere rilasciate. Nel frattempo, gli Stati Uniti continuano il loro ruolo di pionieri nel settore, con città come Phoenix, San Francisco, Detroit, Pittsburgh e Palo Alto già da tempo attive nel rilascio di licenze per il trasporto di passeggeri in veicoli automatizzati [fonte: FT]

Thailandia: muore il panda gigante Chuang Chuang

L’improvviso decesso, a soli 19 anni di Chuang Chuang, popolare esemplare di panda gigante ha causato tumulti sui social media cinesi.
Il panda, prestato nel 2003 alla Thailandia insieme alla sua compagna Lin Hui, aveva già manifestato scarsi interessi riproduttivi che avevano obbligato lo zoo di Chiang Mai a procedere con l’inseminazione artificiale. Secondo l’agenzia di stampa Xinhua, verrà presto indetta un’indagine per stabilire la causa del decesso, decisamente poco normale visto che la speranza di vita dei panda in cattività è di circa 30 anni. Alcuni utenti della piattaforma cinese Weibo hanno sollevato dubbi sulla capacità thailandese di occuparsi degli animali, richiedendo che anche che il rimanente esemplare, Lin Hui, fosse restituito alla Cina. Il panda è un importante simbolo per la Cina, che dagli anni ’50 presta gli animali ai paesi di tutto il mondo come mezzo per rafforzare i legami diplomatici. La cosiddetta “Panda Diplomacy” prevede prestiti per una durata di 10 anni e per un prezzo che si aggira attorno al milione di dollari per panda ogni anno. [fonte: BBC]

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