Mentre l’economia cinese rallenta e il debito corporate aumenta, gli analisti mettono in guardia dal settore che più di tutti rischia di pesare sulla vita dei cittadini cinesi: il mercato immobiliare.
Per contenere l’impennata dei prezzi delle case, da alcuni anni Pechino sta cercando di regolamentare il real estate, rincarando il costo dei mutui e sponsorizzando gli affitti. Con il risultato che oggi le vendite sono in calo del 44% e, secondo Gan Li, professore della Southwestern University of Finance and Economics di Chengdu, 65 milioni di appartamenti risultano al momento vuoti. Nell’ultimo decennio, il settore immobiliare ha svolto un ruolo fondamentale nella creazione di posti di lavoro, aumentando gli investimenti e generando liquidità per i governi locali, tanto che circa il 25% del prodotto interno lordo della Cina è creato dal settore. Proprio di recente la svalutazione dei prezzi del mattone ha ispirato proteste popolari nel sud del paese. Secondo una ricerca della Renimn University, l’immobiliare rappresenta in media l’80% del patrimonio delle famiglie cinesi e c’è chi sta vedendo volatilizzarsi gli investimenti di una vita. Le proizioni per il 2019 non sono incoraggianti: si parla di una probabile contrazione del 5% a livello nazionale.

Cina, la robotica nei servizi è il “new normal”

Il mercato cinese dei robot di servizio ha ormai raggiunto un valore pari a 1,84 miliardi di dollari. Lo rivela un articolo del 21st Century Business Herald, secondo il quale il settore ha registrato un aumento su base annua quasi del 44%, superiore al tasso di variazione medio globale. Diversi settori tradizionali si stanno rivolgendo all’automazione per aumentare l’efficienza e ridurre i costi del lavoro. Tra questi svettando il comparto medico e quello dell’istruzione, ma anche la ristorazione fa passi da gigante. Aggiungendosi agli esperimenti di Alibaba e Haidilao, il rivenditore online cinese JD ha aperto il suo primo ristorante “JD X future” a Tianjin lo scorso novembre e prevede di aprirne altri 1.000 entro il 2020. Ma è sopratutto il rapido invecchiamento della popolazione a trainare la domanda di robot di servizio nell’assistenza. Secondo ResearchInChina, il mercato interno continuerà ad espandersi del 20% annuo nei prossimo futuro, raggiungendo un valore complessivo di 4,9 miliardi nel 2022.

La democratica Taiwan finanzia il regime di Ortega

Nella sua strenua resistenza contro l’assimilazione cinese, Taiwan si è più volte appellata alla comunità internazionale chiedendo sostegno nella difesa dei diritti democratici minacciati dal regime comunista. Lo stesso attivismo tuttavia non si riscontra in politica estera. Secondo Reuters, Taipei ha elargito un prestito da 100 milioni di dollari al Nicaragua, sanzionato e criticato a livello internazionale per la dura repressione delle proteste popolari in cui hanno perso al vita oltre 300 persone. A dicembre, 3 milioni di dollari erano stati elargiti direttamente alla polizia nazionale responsabile del massacro. Il motivo è intuibile. Il paese dell’America Centrale è uno degli ultimi 16 alleati su cui Taipei può ancora contare dopo le innumerevoli defezioni a vantaggio della Cina.

Kim si circonda di sodali più giovani e fedeli

Il countdown verso il secondo summit tra Kim Jong-un e Donald Trump, in Corea del Nord, è stato scandito da purghe e rimpasti politici. Secondo fonti sudcoreane ed esperti internazionali, diserzioni e accuse di spionaggio hanno innescato un ricambio ai vertici ministeriali che è costato il posto a diverse figure legate ai precedenti leader nordcoreani a vantaggio di una classe politica più giovane e presumibilmente più fedele a Kim. E’ in questo contesto che va letta la sostituzione del viceministro degli esteri Choe Son Hui con l’ex ambasciatore in spagna Kim Hyok Chol in qualità di responsabile per i colloqui con Washington. Ma il caso più eclatante sembra aver coinvolto l’ex viceministro degli Esteri Han Song Ryol, secondo diverse fonti accusato di condurre attività di spionaggio per conto di Washington e probabilmente internato in un campo di lavoro. Stando all’ex viceambasciatore a Londra, sono almeno 10 i diplomatici fatti giustiziare da Kim e rimpiazzati da funzionari più giovani.

Seul contro le rifatte del K-pop

Lo sdegno dei fan di K-pop sta costringendo il governo sudcoreano a ritrattare le lineeguida annunciate giorni per combattere l’omologazione del settore, dominato da star strarifatte tutte uguali e dalle doti canore discutibili.  Nelle linee guida, i funzionari del ministero per l’Uguaglianza di Genere e della Famiglia hanno suggerito che gli spettacoli televisivi dovessero evitare la presenza di artisti “con aspetto estremamente simile” nello stesso programma. La controversa decisione – che l’opinione pubblica ha paragonato alla censura sotto la dittatura anni ’80 – ha scopi educativi. Secondo un sondaggio di Gallup Korea, una donna sudcoreana su tre si è sottoposta a interventi di chirurgia estetica tra i 19 e i 29 anni per rispecchiare gli standard estetici incarnati dalle star del K-pop.

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