A poche ore dall’annuncio di nuove sanzioni americane contro i colossi tecnologici cinesi ritenuti complici nella repressione delle etnie minoritarie islamiche, il Xinjiang torna al centro del braccio di ferro tra Cina e Stati Uniti. Nella giornata di ieri il dipartimento di Stato americano ha annunciato che negherà il rilascio del visto a tutti quei funzionari cinesi – e ai loro familiari – implicati nelle violazione dei diritti umani nei confronti di “uiguri, kazaki, kirghisi e tutti i membri delle minoranze musulmane”. La misura è stata autorizzata attraverso l’Immigration and Nationality Act che permette di precludere l’accesso al paese quando si prospettano “conseguenze di politica estera potenzialmente negative”. L’annuncio non specifica l’identità dei soggetti sottoposti al divieto. Secondo Bloomberg, l’obiettivo di Washington è quello di riuscire a coordinare una risposta corale insieme a Unione europea e paesi musulmani, come suggerito dai numerosi colloqui a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni unite. La manovra a tenaglia di dipartimento del Commercio e dipartimento di Stato sancisce una svolta strategica da parte dell’amministrazione Trump, finora impegnata a combattere la Cina sul terreno della sicurezza nazionale. Secondo Sophie Richardson di HRW, è la prima volta dal massacro di piazza Tian’anmen che la violazione dei diritti umani diventa motivo di sanzioni americane [fonte: Bloomberg]

Il confine tra business e difesa si assottiglia

Secondo il Csis, il piano di integrazione tra il comparto civile e quello militare rilanciato con l’arrivo di Xi Jinping ha portato alla creazione di fondi statali a livello nazionale e locale (42 in tutto) per un valore complessivo di 73 miliardi di dollari, pari al 40% del budget annuale destinato alla difesa. Trattasi di stime prudenti calcolate sulla base di fonti accessibili al pubblico che non comprendono tutte le province cinesi. Stando al report, il contributo maggiore proviene dal Jilin, la regione del nord-est compresa nella cosiddetta “cintura di ruggine”. La partecipazione del settore privato alla crescita militare rappresenta uno dei punti chiave della riforma dell’esercito avviata da Xi ed è tra i fattori ad aver dirottato le preoccupazioni di Washington verso i colossi cinesi del tech cinesi, Huawei in primis. [fonte: CSIS]

Sempre più cinesi viaggiano da single

Come sempre, la Golden Week fornisce interessanti spunti per comprendere la direzione in cui evolve la società cinese. Quest’anno la settimana di vacanza – che ogni anno coincide con la festa per la fondazione della Rpc – ha confermato un trend in crescita da tempo. Sono sempre di più i cinesi a preferire i viaggi da single, sia di gruppo che in solitaria. Secondo Ctrip, a settembre, il numero di viaggiatori soli ad aver scelto tour organizzati è aumentato del 40% rispetto allo scorso anno, con un 10% in più verso l’estero. Una crescita trainata soprattutto dalle donne. Immersioni, campeggio, escursionismo e ciclismo sono le attività più popolari tra chi opta per partire senza compagnia. Per comprendere le potenzialità del mercato basta considerare che oggi in Cina si contano oltre 240 milioni di single, più della popolazione di Russia e Regno Unito messe insieme. [fonte: China Daily]

Il pazzo mercato delle sneakers in Cina

E’ un mercato che vale oggi 1 miliardo di dollari e ha registrato tassi di crescita annuali del 35% dal 2015. Stiamo parlando del business del reselling di sneakers di marca in edizione limitata. Una passione, quella per Nike e Adidas in edizione speciale, nata sulla scia della popolarità dello street fashion e convogliata dal commercio online. Il gioco é il seguente, Nike o Adidas, promuovono un’edizione limitata di un paio di sneakers, i cosiddetti reseller se le li aggiudicano, dopo file e attese interminabili nei negozi e li rivendono su siti specializzati per il doppio del prezzo agli appassionati (gli sneakerheads). Il mercato è così caldo da aver iniziato ad attrarre investitori professionali che, abbandonati ambiti come quello dei bitcoin, entrano nel business delle sneakers, facendo temere una bolla. [fonte: Sixth Tone]

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