Huawei ha citato in giudizio il governo americano in riferimento alla Sezione 889 della National Defence Authorisation Act, che vieta alle agenzie federali di utilizzare apparecchiature dell’azienda cinese. Secondo il colosso di Shenzhen – in mancanza di prove concrete e di un giusto processo – la restrizione viola almeno tre disposizioni costituzionali, tra cui la “clausola sull’atto di disonore”. “La Sezione 889 … cita Huawei per nome, inserendola nella blacklist, danneggiando la sua reputazione, e negando qualsiasi possibilità di cancellare il suo nome e sfuggire alla sanzione”, ha spiegato il presidente di turno Guo Ping. Il caso sarà giudicato da un tribunale del Texas, dove Huawei ha il suo quartier generale americano. Intanto, nella giornata di mercoledì, la CFO dell’azienda Meng Wanzhou è apparsa davanti a una corte canadese nell’ambito del processo di estradizione richiesto dalle autorità statunitensi. La donna, agli arresti domiciliari, avrebbe cercato di coprire le attività di Huawei in Iran malgrado le sanzioni. Ma per la difesa si tratta di un caso politico. La scorsa settimana, gli avvocati di Meng hanno dichiarato di aver citato in giudizio il governo canadese, le autorità di di frontiera e la polizia federale, per aver trattenuto e interrogato per tre ore la donna in violazione dei suoi diritti costituzionali.

Hainan, un modello di civiltà ecologica

Nel 2030, Hainan dirà addio alle le auto a combustibile fossile, diventando la prima provincia ad annunciare una data precisa per l’interruzione delle vendite dei veicoli inquinanti. La politica prevede per cominciare la sostituzione del 100% delle auto governative, degli autobus pubblici e dei taxi con veicoli a nuova energia. Prescelta per diventare l’area di libero scambio più grande della Cina, l’isola è anche in corsa per diventare una zona pilota della “civiltà ecologica” di Xi Jinping. Proprio il mese scorso, il governo locale ha annunciato il divieto di produzione, vendita e utilizzo di tutti i materiali plastici non biodegradabili monouso entro il 2025.

E’ polemica sul controllo digitale nelle scuole cinesi

E’ bufera sulla scuola superiore Guangya, nel Guangdong, dove gli studenti hanno protestato contro l’introduzione di braccialetti in grado di tracciare la posizione, monitorarne il sonno e il rendimento in classe di chi li indossa. I braccialetti rientrano nella vasta gamma di dispositivi e sistemi elettronici acquistati dalla scuola per digitalizzare il suo campus. Ma negli ultimi tempi la vocazione tecnologica è diventata motivo di polemiche non solo alla Guangya. Oltre 10 istituti del Guangxi e del Guizhou hanno chiesto agli studenti di indossare divise munite di chip per la localizzazione, mentre ad Hangzhou la scuola superiore No. 11 ha installato telecamere di sorveglianza in grado di analizzare le espressioni facciali degli studenti per valutarne la concentrazione.

KFC promuove “lo spirito di Lei Feng”

KFC renderà omaggio a uno dei più celebri eroi comunisti. Il soldato modello Lei Feng ha ispirato l’apertura di un ristorante a tema nella città di Changsha, primo degli oltre 200 punti vendita che la catena americana vuole dedicare al compagno Lei nello Hunan, la provincia dove è nato Mao. Il personale “sarà incoraggiato a imparare dal ruolo modello”, ha fatto sapere KFC che ha ormai più di 5000 store in Cina.

In Corea del Nord riprendono i lavori ai siti missilistici

La Corea delle Nord ha ripreso i lavori di costruzione presso il sito missilistico di Sohae, dove in passato Pyongyang ha testato i propulsori per i suoi missili balistici intercontinentali. Le attività sarebbero riprese tra il 18 e il 22 febbraio, quindi mentre Kim si preparava ancora per il vertice di Hanoi. C’è chi ritiene che l’obiettivo fosse dare più enfasi alla proposta di chiudere per sempre il centro, che Pyongyang aveva cominciato a smantellare parzialmente la scorsa estate. Ma c’è anche chi crede sia la conferma della cattiva fede del giovane leader. Secondo i media sudcoreani, anche la struttura missilistica di Saneum-dong, vicino alla capitale, presenta i segni di operazioni in corso. Nella giornata di ieri il National Security Adviser, John Bolton, ha minacciato l’imposizione di nuove sanzioni contro il Nord in caso di mancata denuclearizzazione.

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