Quale modo migliore di celebrare un anno dall’esplosione delle proteste se non con una carica della polizia? E’ successo ieri ad Hong Kong, dove migliaia di persone si sono riversate nelle strade per celebrare l’anniversario nonostante il divieto municipale. Quando la folla ha iniziato a intonare cori vicino a Chater Garden, le autorità sono piombate perquisendo, arrestando sospetti e cercando di disperdere i manifestanti con delle cariche che, in breve tempo, hanno ricreato la percezione del clima di scontro di un anno fa. Esattamente il 9 giugno 2019, una manifestazione di centinaia di migliaia di dimostranti dava infatti vita ad una rivolta che ancora oggi infiamma le strade del Porto Profumato. La volontà della Cina di promulgare nuove leggi in materia di sicurezza e giustizia consentirebbe al governo cinese di giudicare i cittadini di Hong Kong, di fatto centralizzando maggiormente i poteri nelle mani del Partito e accelerando il processo avviato da Deng Xiaoping nel 1997, il quale portò l’isola al di fuori della sovranità britannica per passare gradualmente – in 50 anni- sotto il controllo cinese. [fonte: SMPC, smpc]

La diplomazia tra Ue e Cina riparte, ma in diretta streaming

La chiamata online tra Josep Borrell e Wang Yi è durata circa tre ore. 180 minuti in cui la diplomazia europea e cinese sono tornate a confrontarsi faccia a faccia e senza peli sulla lingua. Martedì l’Alto Rappresentante agli Affari Esteri Ue aveva ribadito l’esigenza di lavorare “in maniera costruttiva” con il governo di Pechino, nonostante una “rivalità sistemica”. Durante il confronto il ministro degli esteri cinese Wang Yi ha invece sottolineato come le due potenze non siano “sistematicamente rivali”, quanto “partner strategici”. A tal proposito entrambe le parti hanno acconsentito a “mostrare maggiore spirito costruttivo e flessibilità nella definizione delle questioni in sospeso previste per l’agenda 2025”. Borrell ha affermato che il meeting è stato “aperto e sincero”, l’Ue ha richiesto maggiore tolleranza con Hong Kong e maggiori liberalizzazioni del mercato e degli appalti pubblici, con particolare riferimento alla costruzione delle nuove infrastrutture 5G. [fonte: SCMP, fmprc]

Wuhan: immagini satellitari suggeriscono che il virus sia esploso ad Agosto

Secondo nuovi studi condotti dall’Harvard Medical School, il virus potrebbe essere esploso a Wuhan già dalla fine di agosto 2019. Gli studiosi hanno analizzato le immagini dal satellite relative ai posti auto dei 5 principali ospedali di Wuhan, per poi compararli con le ricerche degli utenti su Baidu legate alle malattie infettive. Rispetto all’anno precedente, è stato registrato un aumento sia nel volume di posti auto occupati e sia nel numero di ricerche sul tema. Secondo lo studio condotto da John Brownstein del Boston Children Hospital, la crescita si è verificata “a partire da fine agosto per poi raggiungere il picco a dicembre”. Comparando i parcheggi occupati tra il mese di Ottobre nel 2018 e nel 2019, si registra un aumento nei cinque ospedali che varia tra il 67% e il 90%, mentre tra le ricerche più effettuate in quei mesi ci sarebbero i termini “diarrea e tosse”. La ricerca ha infatti mostrato come si sia verificato un aumento vertiginoso di casi legati a complicanze gastrointestinali, rendendo questo sintomo un importante marker del virus. [fonte: CNN]

5G: Dopo averla esclusa dal mercato, gli Usa sono costretti a rivolgersi a Huawei

Hanno arrestato in Canada la loro direttrice finanziaria, hanno escluso la compagnia dal mercato 5G americano e poi hanno cercato di influenzare altri paesi perché facessero altrettanto. Questa volta, tuttavia, la bilancia del conflitto commerciale e tecnologico volge a favore dell’azienda cinese. Secondo l’analisi diretta da Deepak Syal e condotta da due studi di ricerca (GreyB Services e Amplified AI), circa 8 su 10 delle invenzioni e tecnologie maggiormente connesse allo standard 5G sono state brevettate da Huawei, Samsung Electronics Co., LG Electronics Inc., Nokia Oyj, Ericsson AB and Qualcomm Inc. Questo significa che nonostante Huawei non possa operare con nuove strutture 5G in suolo americano, gli Usa saranno comunque costretti a rivolgersi a lei per poter utilizzare alcune tecnologie. “Anche se dovessero assumere altre aziende per costruire le infrastrutture” dichiara Syal “dovranno comunque pagare l’azienda cinese per il contributo intellettuale allo sviluppo dell’idea”. [fonte: Al Jazeera]

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