A partire dal mese scorso gli Stati Uniti hanno iniziato a stilare un elenco contenente i nomi di alcune aziende cinesi e russe che avrebbero dei presunti legami con le forze armate. Lo scopo è quello di bloccare le esportazioni di tecnologia USA verso queste società per “tutelare la sicurezza nazionale”. Il documento finale contiene 103 nomi, 14 in meno rispetto alla bozza iniziale. Non mancano nomi di grandi aziende come la Shanghai Aircraft Design and Research Institute, che progetta gli aerei COMAC, che cerca di rompere il duopolio di Boeing e Airbus nell’aviazione civile. La mossa arriva al tramonto dell’amministrazione Trump e in un anno intenso per Pechino, che sta spingendo per accelerare il processo di fusione civile-militare auspicato dal presidente Xi Jinping. La pubblicazione della lista impedirà ora alle aziende americane di avere rapporti con le controparti russe e cinesi, a meno che non ottengano una licenza speciale per vendere ai cosiddetti “utenti finali militari”, una definizione che ora viene allargata a tutte quelle entità coinvolte in qualsiasi processo che prevede il contatto con articoli militari. [Fonte: SCMP]

Un nuovo megaimpianto per i vaccini a mRNA in Cina

Pechino ha iniziato i lavori per la costruzione di un impianto che produrrà vaccini contro il Covid-19 utilizzando la tecnologia mRNA. Il vaccino, frutto del lavoro tra PLA Academy of Military Science, Walvax Biotechnology e Suzhou Abogen Biosciences, è ancora in fase sperimentale ma per la struttura di produzione il progetto è già stato avviato. Lo stabilimento aprirà tra otto mesi nella provincia dello Yunnan e prevede di produrre in un anno 120 milioni di dosi. Prepararsi già in questa fase alla produzione di massa è una pratica comune per le aziende farmaceutiche, così come la Sinovac aveva avviato i lavori per l’impianto del suo vaccino a marzo, ancora prima dei test della fase 1. La tecnologia mRNA che distingue questo vaccino è la stessa utilizzata dalla Pfizer-BionTech: l’immunizzazione viene avviata grazie alla risposta delle cellule umane che iniziano a produrre le proteine che imitano parte del virus, un tipo di processo che renderebbe i vaccini teoricamente più sicuri e veloci da produrre su larga scala. [Fonte: SCMP]

La Banca Mondiale denuncia pressioni sul personale per modificare il ranking di alcuni paesi

Secondo un annuncio della Banca Mondiale, alcuni manager dell’amministrazione avrebbero fatto pressioni sullo staff affinché manipolassero i dati nel rapporto sulla competitività delle imprese, cambiando lo status di paesi come Cina e Arabia Saudita. È quanto risulta dall’indagine avviata dall’ente stesso in merito a delle irregolarità circa le informazioni inserite nel rapporto annuale “Doing Business” tra gli anni 2017 e 2019. In seguito alle modifiche riportate, paesi come la Cina sono saliti di almeno sette posizioni rispetto al ranking preventivato, mentre altri sono scesi come nel caso dell’Arabia Saudita. Almeno 15 dipendenti hanno confermato di essersi trovati in situazioni di pressione per manipolare le informazioni durante la revisione dei dati contenuti nella bozza del rapporto: quello che emerge è una carenza di tutele e attenzione nei confronti del personale. Ora il rischio di incorrere in modifiche arbitrarie motivate da interessi politici preoccupa gli istituti internazionali che si occupano di stilare rapporti annuali di rilevanza internazionale: in questo senso la Banca Mondiale promette di rafforzare i controlli per “ridurre le opportunità di indebita influenza da parte degli stakeholder interni ed esterni”. [Fonte: WSJ]

Le democrazie asiatiche unite davanti alle sfide dell’era post-Covid

Si è tenuto nella giornata di lunedì il simposio “Shared Values and Democracy in Asia” promosso da Giappone e India. All’evento hanno partecipato anche le figure di maggiore spicco nella politica dei due paesi, tra cui il primo ministro giapponese Yoshihide Suga e la controparte indiana Narendra Modi. L’evento, organizzato da Nikkei in collaborazione con il think tank Vivekananda International Foundation, è stata una occasione per riaffermare la centralità dei valori di democrazia e diversità nella regione. Suga ha affermato che “il Giappone continuerà a stare fianco a fianco con ogni paese e collaborerà con loro per sviluppare ulteriormente la democrazia in Asia”, mentre Modi ha evidenziato le criticità del momento presente invitando a un guardare a nuovi modelli di crescita globale in grado di “essere in armonia con ciò che ci circonda”. Tra gli altri interventi anche quello dell’ex-presidente dello Sri Lanka Maithripala Sirisena che ha chiesto maggiore collaborazione tra le democrazie asiatiche contro le crescenti disuguaglianze esacerbate dalla pandemia. Numerosi anche gli esperti che hanno tenuto dei panel sul problema dei conflitti nel sudest asiatico e l’aggravarsi delle politiche identitarie e di segregazione etnica. Non manca un momento dedicato alle Olimpiadi di Tokyo 2022, che secondo Suga saranno “la prova che l’umanità ha sconfitto il virus” e luogo di rispetto delle diversità. [Fonte: Nikkei]

Sesame street presenta due nuovi personaggi di etnia Rohingya

Il celebre programma per bambini Sesame Street ha rivelato l’identità dei due nuovi personaggi che entreranno a far parte dello show. Si tratta di due gemelli rohingya, Noor e Aziz Yasmin, che saranno i protagonisti di una serie di video educativi pensati per il pubblico di bambini rifugiati in Bangladesh. L’organizzazione no-profit dietro lo spettacolo, Sesame Workshop, ha affermato che il progetto nasce con l’intento di aiutare i bambini a superare il doppio trauma dell’emigrazione forzata e della pandemia fornendo un’immagine in cui si possano riconoscere, che parli la stessa lingua. Secondo i dati ONU, i bambini costituiscono più della metà dei circa 730 mila Rohingya fuggiti dal Myanmar dal 2017, la maggior parte ora esposta al rischio di traffico di esseri umani e matrimoni precoci a causa del crollo degli aiuti provocato dall’emergenza epidemica. In questo senso, l’educazione diventa l’arma più importante per sostenere la crescita personale dei bambini, aiutandoli a “rimanere in contatto con le proprie radici”, ha affermato una portavoce della ONG bangladese Brac, partner del progetto. [Fonte: The Guardian]

Le Filippine vogliono alzare l’età del consenso sessuale da 12 a 16 anni

Una nuova proposta di legge al vaglio delle autorità filippine potrebbe finalmente alzare l’età del consenso per rapporti sessuali a 16 anni anziché 12. La mossa è stata percepita come un primo passo nella direzione sperata dai gruppi di attivisti per i diritti dei minori. Secondo uno studio nazionale del 2015 infatti dimostra che un bambino su cinque tra i 13 e i 17 anni è vittima di violenza sessuale, ma diventa difficile perseguire gli stupratori proprio perché essi si appellano alla legge dichiarando che la vittima fosse consenziente. La pena prevista dalla bozza prevede l’ergastolo e secondo le ONG che operano sul territorio potrebbe fungere da deterrente contro l’abuso su minori. Ma bisogna fare di più per sconfiggere il fenomeno: “le Filippine sono uno dei maggiori paesi per gravidanze adolescenziali e manca un’educazione sessuale di base”, ha detto Carlos Conde della Human Rights Watch al South China Morning Post. Secondo altri assistenti sociali la legge rischia invece di rendere ancora più difficile rintracciare il fenomeno, radicato in una società dove bisogna cambiare il sistema e il modo di stigmatizzare le vittime, oltre alle leggi. [Fonte: SCMP]

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