Già quotato sulla borsa di New York, il colosso dell’e-commerce ha scelto la piazza asiatica vicino casa per una quotazione secondaria, resa possibile da un cambio delle politiche sulla complicata struttura di governance che offre ai fondatori e dirigenti dell’azienda un controllo maggiore rispetto agli altri azionisti. Il debutto, avvenuto questa mattina alle 9:30 ora locale, ha visto Alibaba rastrellare 11,3 miliardi di dollari, che saliranno a 12,9 miliardi con l’esercizio di un’opzione di over allotment, di sovrallocazione. Le azioni sono state scambiate a 188,10 HK $ a mezzogiorno ora locale, con un premio del 6,9 per cento rispetto al prezzo di offerta di 176  HK $. Si tratta non solo del collocamento azionario iniziale maggiore in quasi dieci anni sulla piazza della città, ma anche dell’operazione record su scala globale dall’inizio dell’anno. L’IPO di Alibaba ha infatti stracciato gli 8,1 miliardi ottenuti da Uber a New York e i 5 miliardi strappati dalle attività asiatiche di InBev, sempre a Hong Kong. La quotazione consentirà agli investitori cinesi di “partecipare alla crescita di Alibaba”, dà nuovo lustro all’ex colonia britannica finita in recessione dopo mesi di proteste antigovernative, ma tiene anche conto del clima teso sull’altra sponda del Pacifico. Ovvero del pericolo che la guerra commerciale con Washington degeneri in una guerra finanziaria [fonte: SCMP, Il Sole 24 ore]

I supergrattacieli e lo spettro della recessione

Alla fine di ottobre, China Construction Third Engineering Bureau ha sospeso i lavori per la costruzione di quello che sarebbe dovuto diventare uno dei grattacieli più alti di Cina. Il progetto che prevedeva la realizzazione di un edificio di 475 metri nella città di Wuhan, è stato fermato a causa dell’insolvenza del committente, il gigante dell’immobiliare Greenland Group. Per Yan Yuejin, analista di E-house China Research and Development Institution, i “super grattacieli incompiuti sono un tipico segno di recessione economica”. Sono stati per anni finanziati con gli incassi dalla vendita di uffici e appartamenti lussuosi, ma con il raffreddamento del mercato immobiliare gli sviluppatori sono a corto di fondi. Secondo dati del FT, sono circa una dozzina i supergrattacieli – ovvero quelli più alti di 300 m – la cui costruzione negli ultimi anni è stata rinviata o ritardata. Tra questi svetta il Zhongnan Center, nella città di Suzhou, cominciato nel 2015 e poi interrotto. Con un’altezza prevista di 729 m, se completato, diventerebbe il secondo edificio più alto del mondo ma i lavori sono stati bloccati poco dopo l’inizio della costruzione nel 2015. [fonte: FT]

Indagata Ong americana

Asia Catalyst è diventata la prima Ong americana a venire formalmente indagata per aver violato una controversa legge che regola le organizzazioni non governative straniere (la Overseas NGO Law). Secondo quanto comunicato ieri dal ministero degli Esteri cinese, il Dipartimento di pubblica sicurezza di Pechino ha già concluso il caso e si prepara a comminare sanzioni amministrative non specificate ma “aperte e lecite”. Mentre il dicastero colloca la presunta infrazione nel marzo 2018, secondo i dati del Ministero della pubblica sicurezza, Asia Catalyst aveva effettivamente richiesto e ottenuto le autorizzazioni per condurre “attività temporanee”, dal luglio 2018 al marzo 2019, in riferimento a un progetto di sostegno ai malati di HIV/AIDS nella città di Guangzhou. Ma la documentazione era stata poi ritirata senza notifica dal database del ministero e il progetto non è mai partito. L’unico altro caso noto in cui è stata esercitata la Overseas NGO Law riguarda la detenzione amministrativa di un residente di Hong Kong accusato di aver organizzato a Shenzhen attività senza previo consenso. [fonte: Supchina]

Giappone: droni sottomarini per cercare le terre rare

Il Giappone potrebbe presto diventare il primo paese a utilizzare droni nel rilevamento di giacimenti di terre rare nei fondali marini. Le perlustrazioni, finanziate dal governo nipponico, si terranno il prossimo anno e faranno uso di un vettore progettato dall’americano Woods Hole Oceanographic Institution. Costo stimato dell’equipaggiamento: 1 miliardo di yen (9,2 milioni di dollari). Le indagini subacquee saranno in grado di coprire un’area più ampia del fondo oceanico rispetto ai metodi di campionamento convenzionali effettuati dalle navi di superficie. Già sottoposto a embargo al tempo delle dispute marittime, Tokyo punta ad affrancarsi dalla dipendenza cinese, oggi pari al 60% delle forniture nazionali. E le acque intorno all’isola Minami-Torishima potrebbero rivelarsi un vero e proprio tesoro. [fonte: NIKKEI]

La Corea del Sud lancia squadra anti-porno

La Korea Communications Standards Commission (KCSC) ha istituito un’unità per debellare il fenomeno dei “molka”, i video realizzati con telecamere spia in posti come bagni pubblici e camere d’albergo, talvolta condivisi condivisi su Youtube e altre piattaforme online. Le riprese, di cui sono vittima perlopiù le donne, spesso vengono effettuate in situazioni intime da partner rancorosi dopo una storia d’amore finita male. Sta di fatto che l’entità del problema è tale da aver spinto in strada decine di migliaia di donne in segno di protesta. La task force, che conta 16 membri, opererà h24 per rimuovere i contenuti compromettenti dal web attraverso hashtags e segnalazioni delle dirette interessate. Lo scorso anno, quasi 5.500 persone sono state arrestate per reati legati ai molka, un 22% in più rispetto al 2016. Nel 97% dei casi erano uomini. [fonte: CNA]

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