Mercoledì Xi Jinping sarà a Shenzhen per celebrare i 40 anni dall’istituzione della zona economica speciale. Secondo quanto confermato stamattina dalla stampa ufficiale, l’evento coinciderà con l’annuncio di nuovi dettagli sullo sullo sviluppo della Greater Bay Area, la megaregione iper-integrata nel delta del fiume delle Perle che Pechino spera di trasformare in un hub tecnologico di importanza mondiale. I festeggiamenti avranno verosimilmente un impatto importante anche su Hong Kong, inclusa nel megaprogetto. La leader locale Carrie Lam ha annunciato che presenzierà all’evento anche se non è previsto un faccia a faccia con Xi Jinping. Ma l’organizzazione improvvisa del viaggio costringerà la chief executive a posticipare il suo discorso annuale di indirizzo politico in attesa di avere ragguagli dal governo centrale sul futuro economico di Hong Kong. [fonte SCMP]

Per la ripresa economica Pechino punta sulle auto ecologiche

La Cina ha rilasciato i dettagli di un piano di sviluppo per l’industria dei veicoli ad energia verde, con l’obiettivo di rimettere in carreggiata mercato automobilistico cinese, duramente colpito da Covid-19. In una dichiarazione pubblicata venerdì, il governo ha annunciato che l’obiettivo sarà unificare il mercato interno, migliorare la concentrazione industriale ed affinare la competitività del mercato automobilistico cinese, attraverso la costruzione di un maggior numero di strutture di ricarica e stazioni di rifornimento per auto elettriche ed a idrogeno, nonché di estendere l’uso di veicoli ad energia rinnovabile da parte delle agenzie governative. Stando al piano, entro il prossimo anno, almeno l’80% di tutti i veicoli pubblici che operano in zone ad alto livello di inquinamento atmosferico – compresi autobus, taxi e autocarri municipali – saranno alimentati da energia pulita. Assieme a misure di lunga durata, Pechino ha inoltre attuato alcune riforme piú immediate, allentando le restrizioni agli acquisti di autoveicoli ecologici in diverse grandi città ed introducendo una serie di politiche fiscali preferenziali.  Shanghai e Tianjin fanno da aprifila, in quanto entrambe le città hanno già incrementato le loro quote annuali di immatricolazioni, rispettivamente di 40.000 e 35.000 unità, mentre Pechino ha stanziato ben 20.000 targhe extra riservate ai veicoli ad energia verde. Principale motore della ripresa economica della Cina dopo la crisi finanziaria globale del 2008, l’industria automobilistica cinese è in declino da diversi anni, con volumi di vendite in calo dell’8,2% nel 2019. Nel febbraio di quest’anno, con gran parte del paese bloccato a causa della crisi sanitaria, le vendite di auto sono diminuite di oltre il 79%. [fonte SCMP]

Covid: a Wuxi i dipendenti ferroviari aiutano gli anziani senza smartphone

L’epidemia di Covid-19 ha incrementato l’uso dello smartphone in Cina, paese già estremamente digitalizzato che ora dipende ancor di più dalla tecnologia e dai preziosissimi health code per gli spostamenti. L’obbligo di mostrare un QR code per prendere i trasporti pubblici ha generato non pochi problemi per gli anziani che non possiedono uno smartphone, escludendoli dai trasporti pubblici poiché incapaci di mostrare ai conducenti il codice colorato necessario per salire a bordo in sicurezza. Secondo fonti ufficiali, almeno un passeggero su otto che passa attraverso le stazioni ferroviarie o non possiede uno smartphone o non ha WeChat sul proprio telefono. Ciò si tradurrebbe in circa 2.000 persone a cui ogni giorno viene vietato l’accesso a bordo.Per rimediare al problema, la stazione di Wuxi ha creato un help desk dove il personale ed alcuni volontari aiuteranno le persone senza smartphone a registrarsi per ottenere i codici sanitari in formato cartaceo, permettendo così agli individui di viaggiare. Il post che annuncia la notizia ha ricevuto più di 197.000 ‘mi piace’ e l’hashtag correlato è stato l’argomento di tendenza principale su Weibo venerdì mattina, sollevando immediatamente il dibattito nazionale sull’accessibilità dello spazio pubblico alle persone sprovviste di telefonino, ed in particolar modo degli anziani. Infatti, a giugno di quest’anno, solo il 10,3% dei 940 milioni di utenti Internet cinesi aveva 60 anni o più, secondo il China Internet Network Information Center (CNNIC). [fonte SCMP]

Kirghizistan: riarrestato l’ex-presidente, le proteste spaventano Mosca

Continuano i tumulti in Kirghizistan, dove sabato scorso le forze di sicurezza hanno arrestato l’ex leader Almazbek Atambayev in un raid. L’ex presidente era stato liberato dal carcere dai suoi sostenitori durante le proteste contro il contestato esito parlamentare di domenica scorsa, che hanno innescato una crisi politica nel paese dell’Asia centrale. I disordini sono iniziati martedì dopo che i manifestanti sono scesi nelle strade della capitale Biskek prendendo d’assalto gli edifici governativi e chiedendo un nuovo voto e le dimissioni del presidente filo-russo Sooronbay Jeenbekov. Jeenbekov ha dichiarato che si dimetterà quando verrà formato un nuovo governo e sarà ripristinato lo stato di diritto, istituendo nel frattempo uno stato di emergenza, in risposta all’aggravarsi degli episodi di violenza legati alle manifestazioni post elettorali. Sabato scorso, il parlamento del Kirghizistan ha nominato il politico nazionalista Sadyr Zhaparov come nuovo primo ministro, dopo che il suo predecessore si è dimesso lasciando dietro di sé un vuoto di potere. Zhaparov è tra i numerosi politici di spicco che sono stati liberati questa settimana durante le proteste mentre stava scontando una pena detentiva con l’accusa di aver preso in ostaggio un funzionario governativo nel 2013. I sostenitori di Zhaparov hanno sfidato la polizia e le forze di sicurezza governative, che sono tornate in piazza per vegliare all’applicazione del divieto di assembramento imposto da Jeenbekov venerdì. I disordini a Biskek preoccupano il Cremlino, che ha sottolineato la necessità di stabilizzare la situazione prima che scivoli nel caos, senza tuttavia annunciare alcuna misura concreta. [fonte AFP]

Islamabad censura Tiktok

Dopo l’India, venerdì scorso anche l’Autorità Pachistana per le Telecomunicazioni (PTA) ha ufficialmente censurato TikTok, in seguito a reiterati reclami provenienti da diversi segmenti della società contro i “contenuti immorali e indecenti” presenti sull’applicazione di condivisione video. Secondo un portavoce della PTA, il blocco di TikTok è stato frutto della mancata osservazione dalla parte dell’app di mini-video delle leggi che regolano i contenuti multimediali, che prevedono la censura di ogni contenuto che non aderisca ai rigidi costumi conservatori del Pakistan.TikTok non è l’unica vittima delle regolamentazioni pachistane sui contenuti multimediali: nell’ultimo mese ben cinque applicazioni di incontri – tra cui Tinder e Grinder – sono state censurate in Pakistan per oltraggio alla morale pubblica.Le recenti proibizioni in materia di app hanno immediatamente sollevato l’indignazione delle organizzazioni di difesa dei diritti umani ed in particolare dell’ufficio regionale di Amnesty International, che attraverso l’hashtag #TikTokBan ha dichiarato che la campagna contro la volgarità lanciata dal governo del Pakistan è in realtà una vera e propria negazione del diritto di espressione. [fonte Nikkei]

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