In Cina e Asia – Abbattere le emissioni con la finanza verde

In Notizie Brevi by Serena Console

La banca centrale cinese vuole introdurre un insieme di misure per la finanza verde. Il governatore della Banca popolare cinese (Pboc) Yi Gang, nel corso di una videoconferenza sulla tecnologia finanziaria che si è tenuta nella giornata di ieri, ha ribadito l’impegno della Cina per gli obiettivi ambientali, sottolineando la necessità di migliorare gli standard di finanza verde per sostenere l’obiettivo emissioni zero entro il 2060. Il numero uno dell’istituto bancario ritiene che la Cina debba accelerare la sua transizione verso una produzione e un consumo a basse emissioni di carbonio. Yi ha individuato alcuni traguardi da raggiungere nel lungo termine, come l’introduzione di requisiti obbligatori per gli istituti finanziari per divulgare informazioni relative all’ambiente, ma anche garantire agli investitori stranieri un accesso più semplice al mercato cinese della finanza verde. Le obbligazioni e i prestiti “verdi” potrebbero svolgere un ruolo importante nel finanziamento di energia a basse emissioni di carbonio. A giugno, le banche cinesi avevano concesso più di 11 trilioni di yuan (1,7 trilioni di dollari) in prestiti verdi, il massimo al mondo, e il suo stock di obbligazioni verdi ammontavano a 1.2 trilioni di yuan. [fonte SCMP]

Resi noti i dettagli dall’ accordo segreto tra Cina e Svizzera sui rimpatri

Lunedì scorso è scaduto un accordo segreto siglato tra Cina e Svizzera, che permetteva ai funzionari del governo cinese di indagare sui propri cittadini che si trovavano illegalmente in territorio svizzero. Firmato nel 2015, il contratto di riammissione – previsto dal diritto internazionale – ha consentito agli agenti cinesi di accedere nel Paese europeo a spese dei contribuenti svizzeri. A differenza di più di 50 accordi simili che la Svizzera ha firmato con altri Paesi, il testo dell’intesa siglata con Pechino non è mai stato pubblicato dal governo si è atteso fino allo scorso agosto per conoscerne i contenuti. Secondo il testo, ottenuto dal gruppo per la tutela dei diritti umani in Asia Safeguard Defenders, i funzionari cinesi potevano stare Svizzera per un periodo di due settimane, durante il quale la loro presenza non veniva resa ufficiale. Così, gli agenti potevano indagare e interrogare cittadini cinesi che si trovano in Svizzera illegalmente per farli rimpatriare in Cina con la collaborazione del Segretariato svizzero per la migrazione. Safeguard Defenders ha affermato che l’intesa ha attivato un sistema “insolito”, secondo cui i lavori e le pratiche degli agenti cinesi, coadiuvati da un gruppo di esperti del ministero della pubblica sicurezza (Mps), non venivano classificati in maniera ufficiale. Le misure contenute nell’accordo riguardavano richiedenti asilo la cui domanda è stata rifiutata e in generale persone senza i documenti in regola. Ma nel testo non c’era menzione della protezione riservata a persone a rischio di persecuzione nel loro paese d’origine, come i tibetani, gli uiguri e i cittadini di Hong Kong. L’intesa è stata estremamente favorevole per i cinesi ed è andata ben oltre i normali accordi di condivisione delle informazioni sulla migrazione e sui rimpatri. L’accordo, tenuto segreto persino al Parlamento svizzero e alla commissione per gli affari esteri, è stato difeso dal segretariato svizzero per la migrazione perché avrebbe limitato la migrazione illegale. [fonte Guardian]

Per la prima volta condannato uno scienziato cinese

La Cina ha incarcerato per la prima volta uno scienziato nominato in una delle sue due accademie nazionali d’élite. Li Ning, uno dei massimi esperti di biotecnologia ed ex membro dell’Accademia cinese di ingegneria (Cae), è stato condannato a 10 anni di carcere per il suo ruolo nell’appropriazione indebita di oltre 30 milioni di yuan (4,6 milioni di dollari) in finanziamenti per la ricerca durante il suo mandato. La sentenza segna la stretta governativa sulla corruzione che si è diffusa anche ai più alti livelli del mondo accademico. [fonte Caixin]

L’intelligenza artificiale fa battere i cuori solitari cinesi

Un chatbot basato sull’intelligenza artificiale sta ridefinendo le concezioni cinesi di romanticismo e relazioni sentimentali. Si tratta di Xiaoice ed è un software progettato per simulare una conversazione con un essere umano, sviluppato per la prima volta da un gruppo di ricercatori all’interno di Microsoft Asia-Pacifico nel 2014. Xiaoice ha la caratteristica di far sognare i giovani cuori solitari. A differenza dei normali assistenti virtuali, come Siri di Apple o Alexa di Amazon, Xiaoice appare come una diciottenne a cui piace indossare uniformi scolastiche in stile giapponese, ma anche flirtare, scherzare e persino fare sesso con i suoi partner umani. A rendere perfetta Xiaoice è il suo algoritmo, che cerca di adattarla al suo compagno per assecondare ogni sua esigenza. Questa eccitazione digitale, tuttavia, ha un obiettivo serio. Creando profonde connessioni emotive con i suoi utenti, Xiaoice spera di tenerli impegnati. Ciò aiuterà il suo algoritmo a diventare sempre più potente, il che a sua volta consentirà all’azienda di attrarre più utenti e contratti redditizi. E la formula sembra funzionare. Secondo i creatori di Xiaoice, il bot ha raggiunto oltre 600 milioni di utenti. A novembre, la società ha raccolto centinaia di milioni di yuan dagli investitori e attualmente sta promuovendo una nuova gamma di partner Ai personalizzabili. L’azienda sta inoltre utilizzando i suoi algoritmi per fornire analisi finanziarie, produzione di contenuti e assistenti virtuali per altre piattaforme, generando finora oltre 100 milioni di yuan (15 milioni di dollari) di entrate. Gli utenti che preferiscono passare la maggior parte del loro tempo con Xiaoice sono i cinesi, molto spesso coinvolti anche emotivamente. Una condizione allarmante: gli algoritmi e l’utilizzo di Ai mette a rischio la privacy degli utenti di Xiaoice. [fonte Sixth Tone]

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