Dopo la visita di Xi Jinping a Wuhan, un altro segno rincuorante arriva con la ripresa delle attività economiche nella città epicentro dell’epidemia. Questa mattina il governo locale ha annunciato che alcune aziende potranno ripristinare la produzione immediatamente se coinvolti in operazioni necessarie alla quotidianità. Lo stesso potrà avvenire per le imprese fondamentali per “la catena industriale globale”, previa approvazione. Altre ricominceranno le attività solo dopo il 20 marzo. Regole simili valgono per le aree ad alto rischio dello Hubei se funzionali alla lotta al virus e alla fornitura di servizi pubblici, mentre le zone a medio-basso rischio saranno soggette a misure ancora più permissive. [fonte: AFP]

Covid-19: I tamponi li fa un robot

Un gruppo di ricercatori cinesi, guidato dal celebre pneumologo Zhong Nanshan, ha sviluppato un nuovo sistema robotizzato di campionamento dei tamponi della gola che si è dimostrato efficace al 95%. Progettato ovviamente con in mente Covid-19, la nuova apparecchiatura è costituita da un braccio robotico a forma di serpente, un endoscopio binoculare, un dispositivo di trasmissione wireless e un terminale di interazione uomo-computer. L’impiego del robot aiuterà a ridurre la possibilità di infezione tra il personale medico, alleviandone inoltre il carico di lavoro in un periodo già particolarmente stressante e intenso. Rimangono tuttavia da chiarire alcuni aspetti, come l’adattabilità su larga scala considerate le differenze anatomiche da persona a persona. [fonte: GT]

Alipay sfida WeChat con i miniprogram

Alipay, piattaforma di pagamento online lanciata del gruppo Alibaba, sfida WeChat con una serie di miniprogram in grado di erogare molteplici servizi, dagli acquisti immobiliari alle prenotazioni di ristoranti passando per la vendita dei biglietti del cinema. L’app – che punta ad attrarre 40 milioni di aziende – trae ispirazione dall’aumento esponenziale della domanda di servizi online registrato durante l’epidemia di Covid-19. La sperimentazione è già cominciata: Meicai, startup che normalmente collega agricoltori e ristoratori, ha utilizzato il mini programma per raggiungere direttamente i clienti al dettaglio. Con il risultato che in una settimana oltre 800.000 nuovi utenti provenienti da 80 città cinesi hanno usufruito del servizio per ordinare generi alimentari. Considerando che WeChat ha un vantaggio di tre anni nel settore, Alipay punta a diversificare le modalità di guadagno preferendo concentrarsi sulla fornitura di analitycs e finanziamenti. [fonte: Bloomberg]

Taiwan: le mascherine si fabbricano in carcere

Taiwan sta ricorrendo al lavoro carcerario per rinforzare le scorte di mascherine. Da tempo l’isola democratica impiega i detenuti in attività manuali per rimborsare le vittime e contribuire alle spese delle strutture detentive. In tempi di Covid-19, la prigione di Taipei a mobilitato i condannati per droga e reati da arma da fuoco nella fabbricazione di mascherine e protezioni. Le maschere – in parte consegnate al personale – vengono vendute per circa 83 centesimi di dollaro e parte del compenso va ai detenuti per le spese all’interno della prigione. Secondo un funzionario della prigione di Taipei, presso la struttura vengono ormai prodotte circa 1.000 maschere al giorno rispettto alle iniziali 450. Gli ordini sono ovviamente in aumento. Con appena 48 casi confermati e un decesso, la strategia di Taipei contro il coronavirus si è dimostrata finora tra le più efficienti. Secondo Jason Wang, professore associato di pediatria presso la Stanford Medicine ed esperto delle politiche di contenimento delle epidemie, la capacità di Taiwan di contenere il coronavirus è principalmente dovuta a una strategia di prevenzione ideato durante lo scoppio della Sars nel 2003. Ne parla su Formiche Stefano Pelaggi,  , docente presso l’Università di Roma La Sapienza. [fonte: AFP]

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