In Cina e Asia – «Confessione» in tv anche per l’attivista svedese

In by Gabriele Battaglia

Peter Dahlin, attivista svedese arrestato i primi di gennaio a Pechino, ha «confessato» in diretta su Cctv di aver ricevuto compensi attraverso uno strano giro di fatture: continua il giro di vite controverso delle autorità cinesi contro chi si batte per i diritti umani nel paese. Reuters rilancia il rischio dell’esplosione della famigerata bolla immobiliare cinese, con 13 milioni di case invendute nelle città di terza e quarta fascia. Manifestazioni in Myanmar a sostegno di due ragazze di etnia kachin violentate, secondo le accuse, dai soldati dell’esercito birmano. In India laxmi, sfigurata dall’acido, presterà il suo volto alla moda, per sensibilizzare la popolazione su un fenomeno tragico di portata mondiale. La nostra rassegna del mattino.Confessione in tv anche per stranieri

Confessa in onda sulla tv di stato cinese Cctv di non aver verificato personalmente tutti i casi e di essersi pagato attraverso uno strano giro di ricevute, il 35enne svedese Peter Jesper Dahlin arrestato il 3 gennaio scorso mentre si recava all’aeroporto di Pechino per prendere un volo per la Thailandia. Le autorità lo avevano formalmente incriminato il giorno seguente «sul sospetto di minacciare la sicurezza dello stato».

Niente si sa della sua collega e compagna di vita cinese, che è scomparsa il suo stesso giorno. Dahlin vive in Cina dal 2007 ed è il cofondatore del Chinese Urgent Action Working Group, un’associazione che si dice «dedicata a promuovere i diritti umani nella cornice delle leggi esistenti della Repubblica popolare». Secondo molti il suo arresto è da leggere all’interno del giro di vite su attivisti e legali che stanno compiendo le autorità cinesi.

Xi Jinping in Medio Oriente

È cominciato in Arabia Saudita il viaggio del presidente che lo porterà anche in Egitto e Iran. La sfida è quella di stringere ulteriormente i rapporti economici e assicurarsi le scorte di greggio in un panorama che vede sempre più instabilità politica nella regione mediorientale.

L’idea è quella di portare la pace attraverso gli investimenti nell’area Mena (Middle East, North Africa) che sono garantiti dal progetto Via della Seta. Sul piatto anche un accordo tra l’agenzia di Stampa Xinhua e il governo egiziano.

Bolla immobiliare in arrivo in Cina?

Per un’economia che rallenta, l’incremento dei prezzi del 7,7 per cento nel settore immobiliare dovrebbe essere una buona notizia. Ma il dato diffuso dall’Ufficio nazionale di statistica, secondo Reuters, maschera i 13 milioni di case invendute nelle città di terza e quarta fascia. Vero che a Shenzhen i prezzi si sono alzati del 47 per cento, a Shanghai del 15 e a Pechino dell’8. Ma i dati non prendono in considerazione le città più piccole che nei piani della leadership dovrebbero diventare trainanti per il progetto di urbanizzazione.

Myanmar per le donne kachin

Centinaia di persone si sarebbero recate nella capitale Naypyidaw per partecipare a una cerimonia in memoria di due ragazze violentate e uccise un anno fa. Recentemente, un rapporto stilato dalle organizzazioni della minoranza etnica kachin ha accusato le autorità birmane di aver ignorato la violenza sessuale.

La due ragazze in questione, di 20 e 21 anni, sono state violate in un piccolo centro al nord del paese. Le ragazze lavoravano per un’organizzazione cristiana. Il paese è a maggioranza buddhista. Secondo la popolazione locale gli stupratori erano soldati birmani, ma l’esercito ha negato ogni coinvolgimento.

Laxmi in passerella in India sfigurata dall’acido

Laxmi, sopravvisuta a un attaco con l’acido, presterà il suo volto per la campagna pubblicitaria del marchio di moda Viva N Diva che spera di coinvolgere più donne che hanno subito questa ignominia anche per sensibilizzare l’opinione pubblica al problema. Nel mondo si stimano 1500 casi di attacco con l’acido ogni anno, di questi almeno mille avvengono in India. Un numero che potrebbe essere anche superiore perché in molti casi le donne hanno paura o vergogna a denunciare.

L’anno scorso il governo indiano ha stabilito che le donne vittime di questo tipo di attacchi devono ricevere assistenza medica gratuita e una compensazione di 300mila rupie.

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