È successo di nuovo. E per la nostra prima volta non potevamo fare finta di niente. Il golpe militare birmano è l’argomento del primo mini e-book tematico di China Files, uno dei contenuti riservati ai lettori che hanno deciso di supportare il nostro progetto. Iniziare questa avventura con quanto sta accadendo in Myanmar è quasi un obbligo, per la portata non solo interna ma anche regionale e internazionale degli eventi che si stanno succedendo, tra proteste e repressione, dalle prime ore dell’alba di Naypyidaw dello scorso 1° febbraio.

Che cosa trovate nelle circa 20 pagine che compongono questo dossier? Innanzitutto, proviamo a capire come si è arrivati al colpo di Stato, raccontandone la dinamica e le possibili ragioni che hanno convinto l’esercito a rompere il fragile equilibrio sul quale si reggeva il processo di transizione democratica cominciato un decennio fa. Un processo al centro del quale si stagliava Aung San Suu Kyi, la “lady” diventata un simbolo per il suo ruolo nelle proteste di fine anni Ottanta e per i lunghi anni trascorsi agli arresti domiciliari. Figura della quale cerchiamo di raccontare qualcosa di più. Abbiamo parlato con chi le proteste le sta facendo, raccogliendo voce, rivendicazioni, timori e speranze delle generazioni più giovani dei birmani che stanno riempiendo le strade in queste settimane.

Ma non si possono capire davvero gli ultimi avvenimenti se non si va un pochino più a fondo di alcuni aspetti di storia recente e meno recente del Myanmar. Una storia che danza pericolosamente, quantomeno nella narrazione spesso manichea dell’occidente, tra fiaba e distopia, tra redenzione e dannazione. La repressione dei rohingya, oltre ad aver causato numerose critiche internazionali a Suu Kyi, è solo una delle tante questioni interne birmane. Per questo proviamo a tracciare una mappa della variegata costellazione etnica del Paese, prima di dare la parola a Gun Wen, generale Kachin.

Intorno al Myanmar si concentrano numerosi interessi internazionali, a partire da quelli dei vicini asiatici. Non solo quelli della Cina, che raccontiamo nel dettaglio, ma anche quelli di India e Giappone. La competizione tra gli attori regionali coinvolge non solo aspetti commerciali, ma anche geopolitici che hanno a che fare con le ambizioni di Pechino (da alcuni sospettata, con ogni probabilità a torto, di aver avuto un ruolo nel golpe) e la competizione con Nuova Delhi.

Infine, esploriamo un altro aspetto importante: le risorse energetiche possedute dal Myanmar, in grado di giocare un ruolo di primo piano per lo sviluppo (?) futuro del Paese.

Buona lettura, ci rivediamo a inizio aprile con il secondo mini e-book tematico di China Files, mentre da sabato 6 marzo riceverete la prima puntata della newsletter di approfondimento settimanale.

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Il pezzo è un estratto delle prime pagine del mini e-book tematico: Myanmar. Si tratta del primo contenuto pubblicato da China Files interamente dedicato ad analizzare da più fronti un tema molto rilevante in questo momento.

In 26 pagine abbiamo fatto il punto della situazione del paese con approfondimenti che vanno a toccare politica interna, società, economia, ambiente e relazioni internazionali.

Ecco il sommario di questo primo numero:

IL GOLPE

  • Cronaca di un golpe annunciato / Di Lorenzo Lamperti
  • Aung San Suu Kyi e l’eterna lotta per la democrazia/ Di Gian Luca Atzori
  • La rivoluzione è della Generazione Z / Di Lucrezia Goldin

IL PAESE

  • La fiaba è finita, è tempo di distopia / Di Lorenzo Lamperti
  • La costellazione etnica di Burma / Di Sabrina Moles
  • Incontro con Gun Wen, generale Kachin / Di Gian Luca Atzori

GEOPOLITICA

  • Gli interessi asiatici nel Paese d’oro / Di Fabrizia Candido
  • Il sogno proibito di Pechino è la stabilità / Di Alessandra Colarizi

AMBIENTE

  • Il fattore ambientale ed energetico / Di Sabrina Moles

INFOGRAFICA

  • Dall’8888 al 22222/ Di Gian Luca Atzori

 

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