Giappone – Le ministre ‘sbagliate’ di Shinzo Abe

In by Simone

Due ministre del governo giapponese, Yuko Obuchi e Midori Matsushima, si sono dimesse ieri dopo essere state accusate di violazioni delle leggi elettorali, scatenando una bufera sul governo di Shinzo Abe. Che, con le dimissioni immediate e le nuove nomine, è forse riuscito a contenere l’emergenza.
Due ministre del governo giapponese, Yuko Obuchi e Midori Matsushima, hanno rassegnato ieri, 20 ottobre, le proprie dimissioni sulla base di presunte violazioni delle leggi elettorali, scatenando una bufera sul governo e sul Partito liberaldemocratico (Pld) guidati da Shinzo Abe. 

Come annunciato dal governo, sempre ieri sono arrivate a tempo di record le nuove nomine. Al vertice del Ministero per l’Economia, il Commercio e l’Industria (METI) arriva il 63enne presidente del Consiglio per la ricerca sulle politiche del Pld Yoichi Miyazawa. Al dicastero della giustizia invece arriva un’altra donna: Yoko Kamikawa, già ministro per le Politiche sociali e le Pari opportunità nel primo governo Abe (2007).

A inizio settembre, Obuchi e Matsushima erano state scelte proprio dal primo ministro per incentivare, a partire dalla politica, il coinvolgimento delle donne nella società. Neanche due mesi più tardi si sono rivelate le donne “sbagliate”.

A incastrare Obuchi, ministra per il Commercio e l’Industria, sarebbero stati biglietti per spettacoli teatrali e pranzi. Durante la campagna elettorale del 2012, stando a quanto rivelato da un’inchiesta dell’Asahi Shimbun, il comitato elettorale dell’allora candidata parlamentare avrebbe speso più di quanto incassato con i contributi versati dai sostenitori coinvolti in un viaggio di sostegno a Tokyo. Il 17 ottobre è partita un’interrogazione parlamentare per presunte donazioni illecite.

Obuchi, 40 anni, figlia di un ex primo ministro e descritta da alcuni commentatori la “principessa” della politica giapponese, una predestinata con connessioni di prim’ordine, doveva essere il volto più “fresco” della nuova compagine governativa. “Non voglio che le politiche economiche ed energetiche del governo si fermino a causa dei miei problemi personali”, ha spiegato in conferenza stampa.

Nominata nel ruolo chiave di ministro responsabile anche delle centrali nucleari del paese, al momento spente, nei piani di Abe Obuchi era infatti il volto giusto per annunciare ai cittadini giapponesi il ritorno al nucleare. Diverse critiche erano state sollevate però sull’esperienza e sulle effettive competenze della parlamentare.

Anche per Matsushima i problemi sono arrivati alla scoperta di sospette donazioni al suo elettorato. Questa volta sotto forma di ventagli. In circa tre anni l’ormai ex ministro della Giustizia avrebbe distribuito gratuitamente ventaglietti con la sua immagine e il suo programma politico, per un valore dell’equivalente in yen di 12mila euro.

Secondo la legge elettorale giapponese, però, chi si presenta alle elezioni non può donare ai suoi elettori nulla che abbia valore monetario. Insieme a una denuncia da parte dei parlamentari del Partito democratico (Pdg), il principale partito d’opposizione, venerdì scorso è arrivata la richiesta di dimissioni. “Matsushima occupa la posizione di ministro della giustizia, che presiede all’intero sistema giudiziario" – ha dichiarato in aula Renho, parlamentare del Pdg ed ex ministro – “Noi la riteniamo non adatta a ricoprire questo ruolo”.

Ci sarebbero in realtà problemi anche per altre due neo-ministre: Eriko Yamatani, incaricata della questione dei rapimenti di cittadini giapponesi in Corea del Nord, ritratta nel 2009 insieme al leader di un gruppo dell’estrema destra razzista giapponese; e Sanae Takaichi, ministro degli Interni e da oggi viceministro ad interim del Commercio e dell’Industria, sulla quale pendono accuse di legami con il Partito nazionalsocialista dei lavoratori, formazione extraparlamentare d’ispirazione neonazista.

Il rischio di ripercussioni sulla tenuta del governo c’è, ma le dimissioni immediate di Obuchi e Matsushima hanno aiutato a contenere l’emergenza. “Il primo ministro si ritiene responsabile della nomina [delle due ministre]. Al contempo, il governo farà di tutto per eleggere al più presto [dei sostituti]”, ha dichiarato alla stampa il capo portavoce del governo Yoshihide Suga.

Tuttavia, a meno di ulteriori scossoni dall’opposizione, Abe gode di un tasso di popolarità ancora relativamente alto (48 per cento, secondo gli ultimi dati del Mainichi Shimbun) e di una maggioranza schiacciante in Parlamento. Il giusto mix per arrivare integro alle elezioni del 2016.

[Scritto per il Fatto quotidiano online; foto credit: time.com]