La notizia ha scosso non poco il colosso timonato da Jane Sun: Ctrip ha un competitor reale che porta il nome di Meituan. Secondo i dati ufficiali riportati da Trustdata, per la prima volta in assoluto Meituan ha superato il leader del settore del booking online cinese Ctrip per quanto riguarda le prenotazioni alberghiere. Meituan – Dianping, infatti, si è accaparrata il 45% del mercato contro il 22% di Ctrip. Nel marzo 2018 sempre Meituan ha registrato 22,7 milioni di pernottamenti online, contro gli 11 milioni di Ctrip. Nel secondo trimestre 2019, la piattaforma ha dichiarato di aver totalizzato 94 milioni di prenotazioni solo in strutture nella Repubblica Popolare, con un rialzo del 30% rispetto l’anno precedente.

Cifre importanti per un una startup che si è affacciata nel mondo turistico solo nel 2014. Che la leadership di Ctrip sia messa definitivamente in discussione? Forse no.

Nonostante i grandi numeri, nel quartiere generale di Ctrip a Shanghai sembra regnare la serenità. Analizzando a fondo le due app, infatti, è possibile scorgere profonde differenze, in primis la demografia degli utenti. Meituan è molto popolare nelle lower tier cities ed anche il panorama di strutture registrato presso Meituan è di media e bassa fascia.

Al contrario non solo Ctrip ha un portfolio più ampio, ma al tempo stesso attira, nel caso delle prenotazioni alberghiere, utenti provenienti prettamente dalle città di prima fascia come Pechino o Shanghai. Senza contare che all’interno del suo portale è possibile trovare anche alberghi di altri paesi. Insomma, Meituan punta sulla quantità, mentre Ctrip sulla qualità.

Secondo i dati ufficiali riportati da Trustdata, Meituan – Dianping, infatti, si è accaparrata il 45% del mercato contro il 22% di Ctrip.

Punto di vista confermato anche dagli operatori del settore. Simon Fei, direttore di un tour operator nel settore del lusso di base a Nanchino, afferma infatti che “sicuramente Meituan ha dalla sua i numeri, ma Ctrip ha molti più canali di guadagno ed utenti di fascia alta che garantiscono all’app una forte leadership nel mercato turistico cinese.”

Secondo Simon Fei infatti “penso sia difficile che anche in un futuro prossimo Ctrip possa essere superata da realtà come Meituan”. Secondo i dati di Trustdata, infatti, buona parte delle prenotazioni di Meituan viene effettuata da gente del posto. Come spiega Simon Fei “una larga fetta dei clienti di Meituan sono i cosiddetti ‘only one night customer’, ovvero persone che per un motivo o per l’altro, cercano un luogo economico dove passare una notte. Opzione che secondo il business core di Ctrip è fuori questione”.

In ultima analisi Ctrip detiene anche il portfolio di HHTravel, uno dei principali tour operator del Dragone. Ed ora il colosso del booking online punta all’estero.

Come spiegare quindi la concorrenza di app come Meituan al monopolio di Ctrip? Tutto nasce dalla volontà delle diverse piattaforme di creare delle cosiddette super-app come Tencent o Alibaba, permettendo così all’utente di accedere ad una vasta gamma di servizi. Nel caso di Meituan la piattaforma, oltre a servizi di delivery food o alla possibilità di acquistare biglietti del cinema, ha permesso da qualche anno di prenotare anche alberghi.

L’idea di fondo della startup di Pechino è che uno sportello unico possa offrire di tutto come ristoranti, divertimenti, soggiorni e shopping. In questo modo aumenterà l’interazione degli utenti che trascorrono tempo su una piattaforma come Meituan, rendendola il luogo ideale per tutte le loro esigenze.

Ctrip ha molti più canali di guadagno ed utenti di fascia alta che garantiscono all’app una forte leadership nel mercato turistico cinese.

A dire il vero anche Ctrip è una super-app a tutti gli effetti, ma con una strategia di business ben definita: tutto ruota intorno ai viaggi. La compagnia offre già una serie di servizi necessari per una vacanza: dai trasporti, come i biglietti aerei e dei treni ad alta velocità, alle prenotazioni alberghiere, dai pacchetti turistici agli ingressi per le attrazioni quali musei e parchi di divertimento. Gli utenti possono anche noleggiare auto o richiedere un autista per il trasferimento da e verso l’aeroporto.

Ctrip ritiene che questo ‘service end-to-end’, unito al servizio clienti 24 ore su 24, sia il vero punto di forza dell’azienda che salda di fatto la leadership dell’app.

Quando si effettua una prenotazione con Ctrip e, ad esempio, il volo è in ritardo, è accaduto che l’app dirotti il cliente verso un treno ad alta velocità con un biglietto sostitutivo gratuito. Inoltre si fa capo della responsabilità di informare in automatico l’albergo dell’eventuale ritardo del cliente. Insoimma, Ctrip offre un’assistenza clienti frutto di una task force di oltre 10 mila ingegneri informatici ancora inarrivabile per concorrenti come Meituan.  Anzi, secondo gli addetti al settore la vera sfida per Ctrip viene dal mercato esterno.

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Se l’app di base a Shanghai si è focalizzata per anni sui viaggiatori nella Cina continentale, dopo aver saldato la sua leadership, Ctrip ha sempre più posto l’accento sull’attrazione dei viaggiatori non cinesi sulla sua piattaforma raccogliendo utenti principalmente dalle aree della Greater China e del Sud-est asiatico.

Inoltre, la società con sede a Shanghai ha effettuato una serie di investimenti e acquisizioni negli ultimi anni, incluso l’acquisto del motore di ricerca di viaggi Skyscanner con sede nel Regno Unito e investimenti nella travel agency online indiana MakeMyTrip. Ctrip ha inoltre acquistato l’agenzia di viaggi online americana Trip.com rilanciandola come piattaforma per i suoi clienti internazionali.

A dire il vero, Ctrip deve ancora affrontare una sfida in salita per quanto riguarda l’espansione internazionale.

Sebbene a partire dal secondo trimestre del 2019, oltre il 10% del ricavo globale di Ctrip è stato frutto dalle sue piattaforme internazionali, molte sono le sfide. Se le app per gli acquisti di biglietti aerei ha registrato performance positive,  la piattaforma Trip.com fatica ancora a decollare. Il motivo è molto semplice: non è così nota ai consumatori stranieri. A livello internazionale piattaforme come Expedia o Booking detengono ancora il monopolio.

“Trip.com deve mettersi al passo con il sito principale di Ctrip. In questo momento probabilmente ha solo il 20% delle funzioni dell’app made “, ha detto Sun, Ceo della piattaforma. “Attualmente il sito è fruibile in 19 lingue e miriamo ad arrivare 34 lingue forse entro la fine del prossimo anno e aggiungere un team di assistenza negli Stati Uniti.”

In definitiva, la sfida per il dominio dell’industria dei viaggi in Cina è una battaglia che deve essere combattuta su due fronti. Se internamente al mercato cinese, Meituan ha sì maggiori prenotazioni, ma economiche, Ctrip mantiene ancora una posizione di forza dal momento che i suoi clienti provengono dalle first tier cities. Difficilmente Meituan proverà a diventare una realtà globale come Ctrip, ma come quest’ultima riuscirà ad imporsi all’estero e, al tempo stesso, offrire pacchetti turistici alle nuove famiglie del ceto medio delle lower tier del Dragone? Il rischio è che Ctrip si lasci sfuggire una nuova fetta di clienti rappresentata dalla emergente middle class cinese.

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Di Cifnews

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