Nonostante le recenti controversie che hanno visto l’app di ByteDance essere bannata in India, senza contare le pressioni di Trump sulla vendita da parte cinese delle operazioni negli States, TikTok sembra rispondere alle bordate congiunte giocando una delle sue carte migliori nel mazzo: l’enorme mole di utenti che l’ hanno resa la top one valuable app al mondo.

L’app ha infatti di recente inaugurato in grande stile il suo #TikTokFashionMonth con l’obiettivo di portare il settore della moda all’interno delle case di tutti gli utenti occidentali. Salvo novità, l’evento è per ora circoscritto interamente alla piattaforma di TikTok, mentre sembra essere esclusa Douyin, l’app gemella per il mercato cinese.

Si rafforza quindi quindi il sodalizio tra hi-tech e mondo della moda. Non di certo una novità in Cina, ma questa tendenza è andata via via a cementarsi anche oltre Muraglia a causa dello scoppio della pandemia che ha de facto cancellato ogni fashion show traghettandoli nel mondo del digitale. Una vera rivoluzione per un settore assai tradizionale e patinato come quello della moda. Le fashion week del 2020 hanno preso vita in modalità del tutto inusuali, portando i big del fashion system a rivalutare le strategie di presentazione dei propri prodotti. Ad iniziare il trend erano stati proprio i big tech cinesi qualche anno che, in tempi non sospetti, trasmettevano in livestreaming le sfilate. Era l’avvento del See Now Buy Now di Alibaba. Vedi qualcosa che ti piace? Ora puoi comprarlo con un click, questo il mantra del colosso di Hangzhou.

Una tendenza che si è poi allargata anche alle altre top platforms cinesi come Pinduoduo, Little Red Book, JD ed infine TikTok. Ed ora ByteDance tenta di esportare in maniera decisiva questo trend sfruttando appieno il suo appeal che la shot-video app cinese ha sul giovane pubblico occidentale.

Si sa che il mese di settembre è senza dubbio uno dei momenti più importanti per promuovere le nuove collezioni, ma lo scoppio di questa seconda ondata di Covid-19 che ha investito molteplici aree di mondo, al fine di garantire la sicurezza di pubblico e addetti ai lavori, si è deciso di traghettare online quasi tutti i fashion show.

“Con il lancio di TikTok Fashion Month ci soffermeremo sull’autenticità, sulla creatività e personalità della nostra community” ha dichiarato ai media CeCe Vu, fashion content parterships lead di Tik Tok. Fino all’8 ottobre, la piattaforma di short-video app ospiterà ogni settimana una serie di eventi ed iniziative in livestreaming, tra cui anche le sfilate e numerosi live dei tiktokers e modelli più in voga. Ed i brand, fiutando il potenziale, sono accorsi numerosi. Saint Laurent, JW Anderson, Louis Vuitton e Celine sono solo alcuni dei big name che hanno aderito sin da subito al progetto. Non solo, questi marchi metteranno a disposizione delle esclusive “capsule collection” disponibili esclusivamente su TikTok. Ecco quindi fare capolino l’e-commerce, il vero obiettivo di ByteDance.

“I video brevi sono diventati una forza importante nella scena social e digital cinese. Questa nuova forma di intrattenimento canalizzata in soli 15 secondi di video flash è già un’arma potente per l’e-commerce in Cina ed ora questo trend potrebbe essere vincente anche all’estero”, ha affermato Lu Zhenwang, amministratore delegato di Wanqing Consultancy.

Le grandi piattaforme e-commerce cinesi stanno già esportando con successo format come il livestreaming in mercati come il Sud-est asiatico, ma TikTok, forse anche giocando in anticipo, è stata la prima a voler entrare a gamba tesa nell’arena del fashion occidentale ponendo in fieri una piccola rivoluzione. Sicuramente questo sarà in qualche modo l’anno zero in Europa di questo trend. In effetti, brevi video e livestreaming hanno rivoluzionato la vendita al dettaglio online, fornendo un formato che include funzionalità di intrattenimento ed e-commerce.

Senza ombra di dubbio il tandem Douyin-TikTok sta acquisendo sempre maggiore rilievo all’interno della strategia di marketing digitale delle griffe europee. Puntando l’attenzione al versante cinese, a rompere il ghiaccio fu Dior che nel 2018 sbarcò su Douyin costruendosi così una solida base di circa 600 mila seguaci pubblicando il numero record di oltre 600 video e più di 35 hashtag. Seguì Prada, con meno di 200 video pubblicati e 248,4 mila follower. Doiyin è divenuto oramai in Cina un player importante nel settore del fashion. Non una sorpresa quindi che Gucci, Saint Laurent e Balenciaga, i principali marchi del gruppo Kering, abbiano anch’essi deciso di sbarcare sull’app.  Morgan Stanley in un report ha sottolineato cone “i cittadini cinesi dovrebbero rappresentare il 40-45% delle vendite di beni di lusso personali nel 2020. E nel ciclo 2020-25 dovrebbero rappresentare essenzialmente il 100% della crescita del settore, con i Millennials e la Generation Z a costituire la totalità dell’aumento complessivo della domanda nazionale nel periodo”.  Il futuro del fashion, anche alle nostre latitudini, sembrerebbe riconoscere l’importanza di TikTok per il loro business. Bisogna vedere come i social media occidentali, Instagram e Facebook per primi, sapranno rispondere. Due realtà che negli ultimi anni stanno “copiando” a mano bassa alcuni digital trend interamente Made in China.

Di Stefano Venza*

**Giornalista freelance con background in lingua e cultura cinese. Nuotatore professionista, nel tempo libero segue da vicino le vicende hi-tech del Dragone, viaggiando sempre a cavallo tra Oriente ed Occidente.