Si è tenuta nella giornata di lunedì 14 settembre l’attesa videoconferenza tra il presidente cinese Xi Jinping e i vertici dell’Unione Europea Charles Michel (Consiglio Europeo), Ursula von der Leyen (Commissione Europea) e Angela Merkel (presidente di turno del Consiglio dell’Unione Europea). L’incontro ha permesso all’Unione Europea di sollevare le questioni cruciali nel rapporto bilaterale con la controparte cinese, in particolare nel campo del commercio e degli investimenti dove la Cina continua a mantenere un ruolo incerto nei negoziati, iniziati nel 2013. Il presidente Xi ha affermato che verrà raggiunto un accordo sugli investimenti entro la fine del 2020 e ha invitato l’Unione Europea a collaborare per costruire un rapporto stabile di cooperazione strategica per promuovere la coesistenza pacifica tra i soggetti coinvolti. Oltre alle pressioni sul tema della reciprocità nei rapporti economici tra UE e Cina, i vertici europei hanno chiesto al presidente cinese di assumere maggiore responsabilità nel contribuire al funzionamento del sistema di diritto internazionale, denunciando le preoccupazioni intorno alle questioni di Hong Kong, Tibet e Xinjiang. Durante la videoconferenza sono stati affrontati anche i temi del cambiamento climatico, la tutela della biodiversità, la pace nel Mar Cinese Meridionale e la cooperazione allo sviluppo del continente africano. L’incontro segue inoltre la ratificazione ufficiale dell’accordo bilaterale per la protezione di 100 indicazioni geografiche Europee in Cina e 100 indicazioni geografiche cinesi in Europa. [Fonte: Consiglio Europeo, RFI, ISPI]

L’ambasciatore USA in Cina lascerà Pechino

Questo fine settimana è arrivato l’annuncio improvviso che determina la fine della carriera dell’ambasciatore statunitense Terry Branstad in Cina, dove operava da tre anni. L’ambasciatore si era distinto per il lavoro di mediazione tra i due paesi nel contesto della guerra commerciale e aveva guadagnato particolare rispetto presso le autorità locali che lo descrivono come un “caro vecchio amico del popolo cinese”. Non sono mancati i momenti di tensione, come quando il Quotidiano del Popolo (il giornale ufficiale del Partito Comunista Cinese) aveva respinto un suo elaborato che difendeva l’approccio assertivo del presidente Trump nei confronti della Cina. Branstad ritornerà negli Stati Uniti già a inizio ottobre e l’assenza di notizie sul prossimo ambasciatore nella capitale potrebbe sollevare ulteriori preoccupazioni sullo stato delle relazioni tra Cina e USA. [Fonte: SCMP]

Oracle conferma la partnership con Tik Tok

Sembra giunta a un punto di svolta la vicenda che riguarda le operazioni della compagnia ByteDance negli Stati Uniti. Il colosso cinese proprietario della famosa app Tik Tok concederà l’utilizzo dell’algoritmo a un’azienda partner affinché possa continuare a operare su suolo statunitense. La notizia ufficiale è stata divulgata durante la giornata di lunedì, dopo che il presidente americano Donald Trump aveva ricevuto la proposta della partnership tra ByteDance e la Oracle Corporation nel fine settimana. L’accordo prevede molto probabilmente una joint venture con l’azienda americana senza necessità di conferme da parte delle autorità cinesi e promette la creazione di almeno 25 mila posti di lavoro negli USA. Niente accordo quindi con Microsoft: sarà un’altra azienda della Silicon Valley a gestire i dati degli utenti statunitensi, attualmente archiviati nel cloud della Alphabet Inc. a Singapore. [Fonte: Reuters, Reuters]

Il Kuomintang boicotta il forum sull’unificazione delle due Cine

Il principale partito di opposizione di Taiwan ha annunciato che non parteciperà al forum di quest’anno a Xiamen sul tema dell’unificazione nazionale. La ragione del boicottaggio dell’evento a pochi giorni dall’inizio è legata alle parole che il telegiornale sulla televisione nazionale ha utilizzato per parlare dell’arrivo della delegazione taiwanese. Il titolo del servizio annunciava “Lo Stretto di Taiwan è sull’orlo della guerra, quest’uomo (Wang Jin-pyng, ex-vicepresidente del KMT e capo della delegazione) viene a chiedere la pace (Qiuhe)”. L’utilizzo di quest’ultimo verbo è stata interpretata dal KMT come un insulto, oltre ad avere un impatto molto forte sull’opinione pubblica dell’isola. I media cinesi hanno cercato di confermare come il termine utilizzato fosse neutro e non cercasse di definire l’incontro un tentativo di “implorare la pace”: ciò nonostante questo incidente potrebbe erodere ancora di più la relazione tra la Cina e l’unica controparte politica che abbia mai mantenuto un dialogo diretto e continuativo oltre lo Stretto. Durante la scorsa settimana non sono mancati altri motivi di attrito, con la Cina che ha lanciato una serie di esercitazioni militari nei cieli intorno a Taiwan arrivando a oltrepassare i limiti della zona di identificazione di difesa aerea. [Fonte: StraitsTimes]

Yoshihide Suga sulla via per diventare il nuovo premier giapponese

Il segretario di gabinetto del Partito Liberal Democratico giapponese Yoshihide Suga, 71, è stato eletto lunedì 14 settembre per ricoprire il ruolo dell’ex-premier Shinzo Abe a capo del partito di maggioranza. La presidenza del LDP determina con quasi assoluta certezza la posizione di Primo Ministro del Giappone, che verrà annunciata ufficialmente nei prossimi giorni. Suga è sempre stato il braccio destro di Abe e condivide con l’ex-premier il pensiero politico conservatore pur dimostrando di essere un personaggio più moderato e meno controverso: tutti fattori che lo avevano reso da subito uno dei candidati più quotati. Di conseguenza, le decisioni del futuro Primo Ministro potrebbero rientrare in un’ottica di continuità con il predecessore, sia per quanto riguarda le riforme economiche che per la gestione della politica estera. Nonostante la poca esperienza nel campo delle relazioni internazionali, è molto probabile che Suga porterà avanti la competizione strategica con Cina e Corea del Sud,  al fine di mantenere gli equilibri regionali senza escludere gli Stati Uniti, dopo che la scorsa settimana aveva affermato  ” mantenendo come base l’alleanza con gli USA, è importante per il Giappone poter andare d’accordo con gli altri paesi asiatici”.  Yoshihide Suga farà le veci di Shinzo Abe, ritiratosi dalla carriera politica per motivi di salute, fino alla prossima elezione in settembre 2021. Tra le sfide che dovrà affrontare: la pandemia di covid-19, le crescenti tensioni tra USA e Cina sullo scacchiere asiatico e le elezioni statunitensi del prossimo 3 novembre. [Fonte: Nikkei]

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