La trasformazione digitale del retail cinese sembra non finire. Nel 2021 il Dragone sarà il primo paese al mondo dove le vendite online supereranno quelle degli store fisici. Secondo i dati di eMarketer, circa il 53% delle delle vendite al dettaglio in Cina proverrà da canali e-commerce, rispetto al 44,8% del 2020. Che in Cina l’e commerce sia un successo senza eguali in tutto il mondo, è un dato di fatto ed il Dragone è da tempo leader mondiale in questo settore. E pensare che sono nel 2018 la quota delle compravendite online era del 29.2%, un dato relativamente vicina ai risultati di quest’anno di Corea del Sud e Regno Unito. E la pandemia non ha rafforzato l’entusiasmo dell’e-commerce che negli anni, anziché raffreddarsi e stabilizzarsi, è cresciuta sempre di più

UN ECOSISTEMA INTERCONNESSO – Come è arrivata la Cina a questo punto? Guardando a dieci anni fa, era impensabile che Pechino riuscisse a toccare queste cifre. Eppure adesso l’e-commerce è riconosciuto a tutti gli effetti, anche dalla leadership, come un volano per i consumi ed un modello di business quanto tecnologico da esportare. Diversi i motivi che hanno reso possibile questa scalata dove le basi della storia dell’e-commerce cinese possono essere ricondotte al primo decennio degli anni 2000.  L’emergere di Alibaba, la piattaforma di e-commerce cinese rivoluzionaria ed oramai onnipresente è stato il trampolino di lancio per soverchiare un intero sistema di vendita. Facile da usare, Alibaba ha offerto sin da subito ai consumatori un accesso affidabile ad un enorme ventaglio di prodotti garantendo anche rapidità nelle consegne. Alibaba è stata sicuramente la prima, ma a seguire sono arrivate anche altre compagnie, come JD.com, divenute ora dei colossi a tutti gli effetti.

Fondamentale è stato anche l’introduzione di sistemi di pagamento digitali innovativi, come Alipay e WeChat Pay, che in termini di accessibilità, facilità d’uso e velocità sono oramai i campioni del comparto fintech cinese ed i cui sistemi sono stati integrati nelle opzioni di pagamento sia online che fisiche. Il tutto ha creato un ecosistema interconnesso supportato anche da una vera cultura dello shopping online, interamente basata sulla diffusione a macchia d’olio degli smartphone, decisamente a basso prezzo in Cina, e dalla progressiva digitalizzazione delle vite dei cinesi stessi. Tutto ciò ha generato un vero entusiasmo generale che, anno dopo anno, hanno portato la Cina ad essere il primo paese al mondo per vendite complessive online. Nonostante su questo dato gli Stati Uniti siano appena davanti alla Cina ($ 5.506 trilioni contro $ 5,130 trilioni nel 2020), quest’anno la Cina supererà gli Stati Uniti di quasi $2 trilioni nell’e-commerce.

COSA STA GUIDANDO LA CRESCITA DELL’E-COMMERCE ORA? Oggi, una nuova serie di fattori sono causa del recente boom che ha spinto l’e-commerce oltre la soglia del 50% di vendite. Il livestreaming e-commerce (nota anche come live-commerce) è quello più noto, ma tra i più interessanti e meno noti vi è la social commerce. Come si intuisce dal termine, questa nasce dalla fusione ed integrazione delle piattaforme di “social network” ed “e-commerce”, che hanno portato gli utenti a fare acquisti in un modo totalmente innovativo. Fra queste troviamo per esempio Little Red Book (Xiaohongshu) e Douyin.

Dati alla mano, la social commerce è cresciuta del 44,1% in Cina solo nello scorso anno e crescerà di un altro 35,5% nel 2021 per raggiungere una quota di mercato pari a $363,26 miliardi, una cifra cento volte superiore rispetto ai dati americani, dove la social commerce vale “solo” $ 36,09 miliardi. Anche le implementazioni di vendita nei Mini programmi di WeChat – la piattaforma di messaggistica onnipresente in Cina – hanno aiutato a diffondere la capillarità della social commerce in Cina. Solo sui canali Tencent, passano oltre $200 miliardi di questo “commercio sociale”.

Ed ora l’e-commerce è arrivata anche nelle aree rurali grazie a Pinduoduo, il terzo incomodo che in soli quattro anni è diventata la quarta piattaforma e-commerce più grande al mondo. Oggi Pinduoduo rivendica il 13.2% delle intere vendite e-commerce in Cina. Nata come piattaforma per gli acquisti di gruppo, Pinduoduo è stata abile ad imporsi nelle aree rurali della Cina e sbloccare l’enorme bacino di utenza. Ciò che rende particolare questa piattaforma è la sua unicità, anche su scala globale. Non vi è un paese che abbia una piattaforma che possa offrire un modello di business e di vendita simili.

Infine la pandemia, che di certo non può essere ignorata. Sebbene la Cina sia ripartita prima degli altri paesi, è comunque vero che il retail tradizionale ha risentito delle chiusure. Il lockdown insieme ad un progressivo scetticismo di fare acquisti nei luoghi chiusi, unito anche ad un incredibile miglioramento dell’offerta merceologica e dei modi di spedizione delle merci, non hanno fatto che accelerare e sostenere la crescita dell’e-commerce in Cina. Il risultato è che nel 2022 gli esperti ritengono che il settore del retail online crescerà in Cina dell’11,0% e che la sua quota della vendita al dettaglio totale raggiungerà il 55,6% con un valore economico che supereranno la soglia di $ 3 trilioni.

Di Stefano Venza*

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