Dimentichiamo le “sheng nu”, 剩 女, letteralmente “donna avanzo”, termine utilizzato per indicare una donna celibe poco più che ventenne e oltre, e dimentichiamo lo stereotipo che descrive le donne cinesi come deboli.

Indipendenti, imprenditrici, studiose e viaggiatrici: queste sono donne cinesi di oggi. La società della Repubblica Popolare è cambiata molto negli ultimi 20 anni e mentre alcuni “buoni mariti” – come vengono chiamati i mariti di Shanghai – sono desiderosi di condividere le faccende quotidiane, le donne stanno guidando la rivoluzione per riconquistare il loro ruolo nella società.

Tra queste c’è Helen Feng, 冯海宁, cantante, produttrice musicale, VJ, tour manager. Conosciuta come la “Queen of Beijing Rock”, Helen rappresenta in pieno quel movimento “rosa” che sta scuotendo il mondo intero con una sola differenza: vive in Cina ed è fiera delle sue radici.

Figlia di una nuova generazione cinese, Helen Feng incarna sia la storia del suo paese che la freschezza della nuova gioventù creativa del Dragone. Nata a Pechino, è cresciuta tra Canada e Stati Uniti, ma si è trasferita da Los Angeles in Cina nei primi anni 2000, quando venne assunta come VJ per MTV China. Tra le novità portate in patria c’è lo skateboard, quando questa “tavola con le ruote veniva vista come qualcosa di strano e curioso”, ha dichiarato Helen.

Da allora, ha fondato molte popolari band indie-rock ed elettroniche con cui ha girato l’Europa – un traguardo raggiunto da ben poche band cinesi – vincendo alcuni dei più prestigiosi Chinese Music Awards.

Nel 2011, Helen Feng decide di avviare un proprio progetto solista dando vita ai Nova Heart.

Ed il successo è immediato. I Nova Heart in pochissimo tempo ottengono grande apprezzamento da parte del pubblico, cinese e non, diventando la prima band cinese a suonare al Glastonbury Festival nel Regno Unito.

Nel corso degli anni, gli interessi di Helen Feng non sono rimasti circoscritti alla musica, ma hanno inglobato anche materie quali la scienza, la tecnologia e la politica. La cantante si definisce femminista e rappresenta una nuova generazione di donne che si identificano con le proprie radici sentendosi parte di qualcosa che può motivare una grande quantità di cambiamenti nel paese: autentiche donne”Made in China”.

Chiamata anche”Blondie of China”, Helen Feng è il simbolo di questa nuova donna emergente. È in grado di riconoscere le contraddizioni del suo paese ma nutre ancora la speranza di un futuro più luminoso.

“Proprio quando pensi di essere pronto a rinunciare alla speranza che potrebbe essere meglio, succede qualcosa di inaspettato e ti tiene in sospeso per molto più tempo”, ha detto Helen a proposito della Cina.

Per quanto riguarda le sfide di genere, nonostante una società ancora fortemente tradizionale orientata all’uomo, in un’intervista Feng ha confessato di aver effettivamente trovato la Cina meno sessista degli Stati Uniti.

Oggi, sempre più studentesse conseguono diplomi di secondo livello. Su 7,3 milioni di laureati all’anno, più della metà sono ragazze, rispetto a 30 anni fa quando le donne laureate hanno raggiunto solo il 10%. Lo status delle donne è cambiato molto nel Dragone ed immaginare giovani laureande all’estero o donne al timone, o in ruoli chiave, di grandi aziende era impensabile qualche anno fa.

Secondo il governo cinese, le donne hanno aperto il 55% delle nuove società tecnologiche del paese. Secondo le statistiche la partecipazione femminile nel campo dell’hi-tech è tra le più alte in Asia.

Silicon Valley Bank ha voluto indagare sulla differenza di genere tra i centri tecnologici cinesi e statunitensi per valutare il ruolo delle donne nelle più alte sfere della gestione. Ciò che è emerso è che, per quanto riguarda i consigli di amministrazione, solo il 34% delle aziende americane ha dichiarato di avere almeno una donna tra i direttori, un numero che raggiunge il 61% per le società cinesi.

Inoltre, il numero di imprese cinesi che hanno programmi per l’uguaglianza di genere è superiore a quello degli Stati Uniti. Il governo cinese afferma che le donne hanno scoperto il 55% delle nuove attività legate a Internet e che oltre il 25% di tutti gli imprenditori sono donne.

Il risultato è che un numero record di donne in Cina studia all’università e una partecipazione femminile alla forza lavoro è tra le più alte in Asia, con il 70% delle donne che lavorano o cercano lavoro.

La popolazione più giovane ora si sente parte di qualcosa che può motivare una grande quantità di cambiamenti e la cantante con il suo contributo alla scena musicale cinese è l’emblema di questo sentimento.

“Sexy, provocante e sicura di sé, è forse più simile a una donna Jim Morrison, che sente costantemente i limiti dell’appropriatezza per spingerli leggermente oltre”, ha scritto Christen Cornell su Helen Feng.

Come racconta Alec Ash nel suo romanzo-reportage “Wish Lanterns: Young Lives in New China”: oltre 320 milioni di adolescenti e ventenni – più della popolazione degli Stati Uniti – stanno per cambiare la Cina. Sono nati dopo Mao in una nazione in ascesa e sono destinati a trasformare sia il loro paese che il mondo. Tra questa giovinezza rivoluzionaria, c’è la cantante di Nova Heart, Helen Feng, la nuova donna “Made in China”.

di Cifnews 雨果网

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