Nel paese del 5G sta per arrivare anche il car sharing a guida autonoma. Non è fantascienza, ma l’ultima trovata tecnologica del Dragone. I pendolari di alcune grandi città, potranno infatti presto salire su una macchina interamente a guida intelligente. A ‘pilotare’ la ricerca in questo settore due dei principali colossi del tech cinese: Alibaba e Baidu.

Il gigante e-commerce con sede ad Hanghzou, ha di recente lanciato la sua start-up AutoX, facente parte della galassia della super-app AutoNavi, meglio nota come Gaode, 高德, in cinese. Da lunedì gli utenti che prenotano una corsa su questa applicazione possono scegliere se richiedere una macchina normale con autista o un robotaxi a guida autonoma gestito da AutoX. Per ora i clienti potranno solo inserire una preferenza, infatti sarà l’algoritmo dell’app a determinare quale veicolo mandare in base al primo orario di arrivo della vettura. Insomma, il tempo è denaro ed è meglio non spenderlo.

“La perfetta combinazione della nuova flotta autonoma con quella ‘tradizionale’ è un passo cruciale per l’adozione e la commercializzazione della tecnologia a guida autonoma”, ha dichiarato lunedì il fondatore e amministratore delegato di AutoX, Xiao Jianxiong. Per ora AutoX è fruibile sono nel distretto di Jiading a Shanghai. Xiao è convinto che il servizio dei veicoli a guida autonoma sarà in crescita, ma per ora l’utilizzo deve essere “geolocalizzato e circoscritto ad aree ristrette poiché gli studi e le dimensioni della flotta richiedono tempo per la crescita”, ha dichiarato Xiao. Alibaba crede fortemente in questo business. Basti pensare che AutoX ha da poco inaugurato un centro di oltre 80mila metri quadrati che di fatto sarà la base operativa dell’app nella città. Per ora il centro di Shangua di AutoX è il più grande centro operativo di robotaxi in Asia e il più grande hub per i big data delle auto a guida autonoma in Cina. La struttura ospita 100 robotaxi e da Hangzhou fanno sapere che il servizio sarà implementato al più presto.

Alibaba ha tuttavia un competitor, Baidu con la sua startup Apollo. Il colosso hi-tech di base a Pechino è di fatto il vero apripista del settore. Negli ultimi anni il motore di ricerca cinese ha investito somme enormi di denaro, tanto che lo stesso fondatore Robin Li ha dovuto tenere a bada alcuni malumori degli azionisti che denunciavano un concreto taglio dei profitti causato proprio dalla “ossessione del progetto robotaxi”.

Per ora Baidu è presente in molte first tier cinesi ed entro il 2021 comprerà ben 400 città. A marzo il governo di Chongqing ha autorizzato Baidu a mettere su strada una prima flotta di veicoli autonomi, mentre la settimana scorsa la città di Changsha, capoluogo dello Hunan, è diventata a tutti gli effetti la prima compagnia a veicoli autonomi in Cina.

Come lancio inaugurale, Baidu ha offerto corse gratuite agli utenti. La compagnia in una conferenza stampa ha dichiarato che tutti gli utenti potranno prenotare una macchina utilizzando l’app di Baidu Maps e come nel caso di AutoX, anche l’utilizzo di Apollo sarà circoscritto in alcune aree della città.

Spontaneo quindi chiedersi se siamo davanti ad una gara tra Baidu e Alibaba per il primato del settore. Presto a dirlo, ma per ora il gigante dell’informatica di Pechino ha molti chilometri di vantaggio. La flotta di Apollo ha alle spalle oltre 3 milioni di chilometri di test effettuati solo nel dicembre 2019. Oltre a Chongqing e Changsha, l’app è presente a Pechino, Wuhan, Hangzhou e Changchun. Baidu è inoltre pronta a collaborare con Didi Chuxing e le altre app di car sharing collegate a Baidu Maps, per espandere i propri servizi di robotaxi e di recente  Robin Li ha fatto sapere che la sua azienda si prepara a coprire ben 400 città nel 2021. Per una volta, sembra che sia Alibaba ad inseguire.

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Di Cifnews*

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