China E-Files – Alibaba vs Tencent: quale è la migliore piattaforma per i retailers?

In China E-Files, Cina, Innovazione e Business by Redazione

Le indiscrezioni parlano dell’intenzione sia di Tencent che di Alibaba di acquisire una quota del 10% del gruppo Watson. Ma la longa mano dei big tech cinesi si estende anche all’Europa. Il gruppo di Pony Ma non ha nascosto l’interesse di investire in Metro, il colosso del mercato all’ingrosso tedesco, Tuttavia la stessa Alibaba ha ufficializzato che esiste una trattativa tra Metro e la compagnia di Hangzhou per una operazione analoga.

Sicuramente i casi Watson e Metro, sono un’eccezione. Ma a tutti gli effetti è in atto una vera “acquisition war” offline che vede le compagnie con base rispettivamente a Shenzhen e Hangzhou contrapporsi. La verità è che i due colossi del Dragone hanno alle spalle un diverso modo di fare business nel retail.

Entrambe le società hanno versato denaro in store fisici quali centri commerciali, negozi alimentari, supermercati e simili, ma gli stili e le modalità di investimento di entrambi i player sono assai diverse.

Alibaba ha preferito singole e mirate operazioni dove ha sborsato ingenti somme di denaro per avere un pacchetto di maggioranza all’interno della proprietà entrata nel mirino di Jack Ma. Al contrario Tencent ha optato principalmente per piccole, ma più numerose, iniezioni di denaro in cambio di partecipazioni di minoranza.

Per Alibaba, la spinta verso il settore del retail è un ingranaggio essenziale nella costruzione del suo impero. Dietro vi è l’ambizione di plasmare il futuro del commercio secondo il modello del colosso di Hangzhou. Ogni investimento o collaborazione permette di Alibaba per raggiungere più in profondità l’anima del consumatore cinese, proponendo così le proprie soluzione al fine di soddisfare i bisogni dei clienti. A tutto ciò deve essere aggiunto anche i servizi di AliCloud, Alipay, Taobao, Tmall di supply chain.

Alla luce di ciò, i rivenditori dei tradizionali brick and mortar store hanno iniziato a diffidare dell’ingerenza di Alibaba negli affari aziendali. Ecco quindi che la filosofia di una “soft acquisition” da parte di Tencent è sicuramente un’alternativa assai attraente per molti player.

Tencent ha fatto il primo passo nel mondo del retail del Dragone nel 2014, allorquando comprò una quota del 15% di JD.com, la seconda piattaforma e-commerce cinese. Una quota crescita al 20% durante l’IPO di JD.com. Una mossa win-win per entrambi, dove il portale e-commerce con sede a Pechino ha visto installata la sua finestra mini-program “Jingdong” sul portale WeChat stesso. Da allora, Tencent ha fatto una serie di investimenti retailers offline con la considerazione strategica di condizionare e contrastare il dominio di Alibaba.

Seguendo questa logica, gli investimenti Tencent posso essere visti come tit-for-tat, rispecchiando totalmente le acquisizioni o investimenti di Alibaba: da JD(Tencent) a Suning (Alibaba),da Yonghui(Tencent) a Hema (Alibaba), da Carrefour(Tencent) a RT Mart (Alibaba) e così via.

Recentemente, Tencent ha anche iniziato ad entrare nel mercato cinese del cloud computing, vera roccaforte di Alibaba dove il colosso di Hangzhou detiene il 45% del mercato. Ciò nonostante, nel 2018 il colosso di Shenzhen ha raddoppiato le entrate derivate da servizi cloud. I ricavi delle “altre attività” (vale a dire, pagamenti e cloud) hanno superato per la prima volta quelle derivate dei suoi social network. Un segnale più che positivo per la nuova strategia di Pony Ma, nata anche per contrastare l’eccessiva dipendenza di Tencent dalle entrate derivante dal settore del gaming online. Ad oggi la missione di Tencent è lo sviluppo e l’implementazione di soluzioni informatiche in tutti i settori convenzionali, come il retail offline.

Attraverso l’istituzione del Cloud and Smart Industry Business Group (CSIG),Tencent ha sviluppato pacchetti e strumenti ad hoc per rivenditori come Enterprise WeChat, mini-programmi, strumenti di pagamento, di analisi e business intelligence.

Eppure, nonostante questa nuova strategia sia vincente, ci vorrà del tempo prima che i commercianti adottano le offerte di Tencent. Da una parte vi è la oramai approvata e certificata qualità dei servizi di Alibaba, dall’altra questa “migrazione” verso servizi cloud è costosa, senza contare che i feedback ricevuti sui servizi di Tecnet sono ancora pochi.

Ecco quindi che la strategia di Tencent di diversificare il ventaglio di investimenti verso più retailers offline è da leggere come un’opportunità in più per estendere i suoi servizi all’interno dell’azienda dove il colosso di Shenzhen ha investito. Certo le piccole partecipazioni di Tencent non hanno lo stesso potere decisionale di Alibaba per obbligare ad utilizzare questi strumenti, ma sicuramente hanno un potere di persuasione non di poco.

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di Cifnews

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