Nel 2015 il Governo Cinese, con il Ministero dell’Educazione e dello Sport e la Chinese Football Association, aveva dettato le linee guida della riforma calcistica, con l’istituzione di 20.000 scuole calcio entro il 2020 e 50.000 nel 2025, a partire dagli istituti primari.

Secondo il Ministero dell’Educazione, come riportato su Xinhua News, ogni provincia istituirà programmi calcistici per un numero di asili che varierà da 50 a 200: “I programmi pilota hanno lo scopo di coltivare l’interesse nel calcio per i bambini e creare un’atmosfera favorevole per la crescita della cultura sportiva. Verranno proposte varie attività per i bambini per un primo approccio con il pallone”. L’obiettivo per i prossimi anni è di arrivare a 10.000 asili in tutto il paese che offrano programmi di formazione calcistica.

La riforma è necessaria per la creazione di una cultura calcistica, attualmente molto labile in Cina anche al quarto anno della riforma governativa. Come ho avuto modo di constatare da un anno a questa parte, non esiste nel paese asiatico un ambiente di calcio da strada, ovvero un contesto nel quale i bambini giocano a calcio in spazi aperti liberi, quali parchi, cortili dei complessi residenziali o piazzali, questo per varie motivazioni, la cui principale riguarda il fatto che i genitori ancora non vedono la pratica calcistica come qualcosa di utile per i bambini, così come lo sport in generale, in quanto investono molte risorse nell’educazione.

La volontà di introdurre pratiche calcistiche e sportive negli asili è sicuramente qualcosa di utile, dato che, secondo quanto riportato dallo studio della Health Research at the University of Birmingham  un bambino su cinque risulta essere sovrappeso. La ricercatrice Bai Li ha dichiarato: “I bambini una volta uscivano fuori per giocare, ora se ne stanno di fronte a computer e TV, inoltre ci sono molte catene di fast food in Cina che stanno diventando sempre più popolari”. Anche la dipendenza da internet e videogames è un problema conclamato in Cina, con oltre venti milioni di adolescenti che hanno seguito processi di riabilitazione.

Seguendo il pensiero confuciano, se si vuole programmare per 100 anni bisogna partire dai bambini. Al momento attuale e nei prossimi anni la nazionale maggiore cinese e anche quelle giovanili faranno ancora molta fatica a raggiungere gli obiettivi prefissati, con le Olimpiadi di Tokyo 2020 e la Coppa del Mondo del 2022 sembrano essere irraggiungibili, ma è al futuro e al lungo termine che le autorità sportive cinesi devono guardare, senza avere fretta di raggiungere risultati con le controverse riforme che hanno riguardato il mondo del professionismo negli ultimi anni.

di Calcio8Cina

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