Velocità nella consegna, e prodotti ben costruiti che corrispondano ai gusti cinesi, questo vogliono i consumatori del dragone.  Ma tra la gratificazione immediata e la necessità di “localizzare” le campagne di comunicazione e i prodotti stessi, come l’affaire D&G ha insegnato, un’ altra carta vincente per vendere in Cina sembra essere la scarsità.

La carta delle limited editions, infatti, funziona molto bene. Meno esemplari ci sono in circolazione, più un oggetto diventa desiderabile e acquista valore. Più difficile è raggiungerlo, maggiore sarà la soddisfazione nel possederlo. Semplici tecniche di marketing che fanno leva su meccanismi psicologici elementari, che da che hanno sempre funzionato in tutto il mondo. La Cina fa la differenza per via dei numeri che muove e perché un mercato così fluttuante, è ancora molto ricettivo a questo genere di proposte.

A dimostrarlo sono i successi delle più recenti limited editions lanciate nel paese. Dal modello Huawei creato in soli 5000 esemplari per celebrare i 30 anni di KFC in Cina e andato a ruba, alle 100 Mini Cooper modello Countryman in colore limitato (turchese) vendute dalla KOL Becki Li sul suo canale We chat nel giro di 5 minuti. Ci sono poi brand del lusso come Dior, che si sono spinte oltre, combinando limited editions e canali social. L’edizione limitata della borsa Lady Dior (prezzo 28,000 yan) disegnata esclusivamente per il giorno di San Valentino cinese, é andata esaurita il primo giorno su We Chat.

E non è solo questione di marketing, alla personalizzazione di un prodotto (la possibilità di arricchirlo con dettagli personali che lo rendano unico), i consumatori cinesi preferiscono la legge della scarsità. Pochi e belli.