Sunday Morning – Fishmans

In by Gabriele Battaglia

Questa domenica facciamo un tuffo indietro nel Giappone anni ’90. Gli anni dell’esplosione della bolla economica, dell’inizio della stagnazione economica, dell’insicurezza diffusa. È in questo contesto storico-culturale che si può situare l’attività artistica dei Fishmans, una delle più importanti band della scena alternativa giapponese, in grado di unire atmosfere oniriche a sperimentazioni dub-rock. 

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I Fishmans iniziano la propria attività artistica alla fine degli anni ’80 con le prime uscite nei live house di Tokyo. I componenti originari sono tre: il bassista e voce Shinji Sato, il batterista Kin’ichi Motegi e il chitarrista Kensuke Ojima. Alla formazione originale si aggiungono il bassista Yuzuru Kashiwabara e il tastierista Hakase. Nel 1991 esce il loro primo album Chappie, Don’t Cry. I Fishmans suonano un reggae ritmato su basi dub con inserti pop e ska e si guadagnano visibilità nella scena musicale indipendente giapponese. 
È solo nel 1996, con il loro quinto album da studio, in seguito all’uscita dal gruppo di Kashiwabara e Hakase e all’ingresso di Zak agli effetti elettronici, che i Fishmans fanno il salto di qualità: Kuchu Camp è un mix di dub, rock sperimentale, space rock e musica ambient, a cui ben si adatta il cantato "androgino" di Sato. Da Kuchu Camp è tratto "Nightcruising", il singolo più conosciuto della band. Nel 1997 esce l’ultimo album della band Uchu Nippon Setagaya, da cui è tratto "Walking in the Rythm", proposto qui in versione live. La morte di Shinji Sato per attacco cardiaco nel 1999 è l’ultimo atto della storia dei Fishmans, i cui membri rimasti continuano a suonare soprattutto live con il contributo di altri artisti come UA, Asa-Chang, Hanaregumi e altri.

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