Premessa

Il bozzolo è l’ultimo romanzo di Zhang Yueran, pubblicato nel giugno del 2016 dalla casa editrice Renmin daxue chubanshe e presentato alla Fiera del Libro di Shanghai. L’evento ha visto la partecipazione Han Han che ha celebrato l’opera e ha discusso con l’autrice di scrittura e della promozione della letteratura. Il libro, che giunge a ben dieci anni di distanza dall’ultimo romanzo, è stato inserito dalla rivista Asia weekly tra i dieci migliori romanzi del 2016 e Zhang Yueran è stata nominata “miglior scrittrice di romanzi” del 2017 alla 15esima edizione del “Premio della Letteratura e dei Media cinese”. Secondo il capo redattore della rivista Harvest Cheng Yongxin 程永新 (n. 1958), Il bozzolo è stato definito un romanzo in grado di far cambiare l’impressione che si è sempre avuta sugli scrittori nati negli anni Ottanta in quanto nuova riflessione sulla storia contemporanea che simboleggia il valore e la nuova direzione della scrittura balinghou. Difatti, il romanzo, delineando la posizione dei balinghou rispetto alla storia e descrivendo il rapporto che questi hanno con la generazione dei genitori che l’hanno vissuta, traccia la crescita, le scelte e la maturazione degli scrittori mettendo in evidenza, dal punto di vista stilistico e contenutistico, il modo in cui è cambiata la scrittura di Zhang Yueran nell’ultimo decennio. Di conseguenza, l’opera segna il definitivo passaggio della scrittrice alla scrittura matura e sociale in cui si lascia alle spalle lo stile letterario giovanile delle opere precedenti per cimentarsi in un discorso con la generazione del padre come autrice post Rivoluzione Culturale (1966-1976)

Per molti scrittori e critici quali: Yu Hua, Liang Wendao 梁文道 (n. 1970), Yang Qingxiang, Xu Zhiyuan 许知远 (n. 1976) e Zhi An 止庵 (n. 1959), Zhang Yueran riesce a rompere “la crisalide” di balinghou per rinascere farfalla. Il critico Li Jingze 李敬泽 (n. 1964) a proposito del romanzo scrive:

《茧》是 80 后共同的书,
Il bozzolo è un libro comunitario dei balinghou,
也是 80 后与父辈对话的书,
è anche un libro sul dialogo tra i balinghou e i loro genitori
更是 80 后可以向自己的孩子讲述的故事。
ma ancor più è una storia che i balinghou possono raccontare ai propri
figli.

3.1. La trama
Il romanzo racconta l’incontro, dopo diciotto anni di separazione, dei due amici d’infanzia Li Jiaqi 李佳栖 e Cheng Gong 程恭. Davanti il nonno morente di lei, i due ripercorrono insieme la loro storia, quella dei loro genitori e dei loro nonni fino ad affrontare il segreto che lega le loro famiglie. Un crimine commesso durante la Rivoluzione Culturale nell’università di medicina di Jinan. Nel 1967, due giovani dottori Li Jisheng 李冀生, il nonno di Jiaqi, e Wang Liangcheng 汪良成, dopo una sessione di critica che aveva visto coinvolto il vicedirettore dell’ospedale del campus Cheng Shouyi 程守义, il nonno di Cheng Gong, piantano un chiodo nella tempia della vittima. Accusato, Wang Liangcheng si suiciderà ammettendo implicitamente la sua colpevolezza mentre Jisheng porterà il segreto nella tomba. “L’incidente del chiodo” e il suo effettivo colpevole rimarranno un segreto che condizionerà per sempre il destino e le vite delle persone accanto alla vittima e ai colpevoli, passando di generazione in generazione fino a quella dei nipoti, i protagonisti, costretti ad affrontare, ognuno a loro modo, la scomoda verità sulle loro famiglie e venire a patti con la realtà degli eventi.

3.2. Genesi dell’opera
Il bozzolo necessita di ben dieci anni di lavoro. Dopo la pubblicazione del romanzo L’uccello della promessa e di altri tre racconti lunghi, Zhang Yueran rallenta il ritmo della sua produzione letteraria per avere tempo per riflettere più a fondo sulla crescita e sulla vita sebbene abbia già l’intenzione di scrivere Il bozzolo. La genesi dell’opera è ben spiegata nelle note alla fine del romanzo in cui Zhang Yueran rivela al lettore che, in realtà, la vicenda trattata nel libro non è un racconto originale bensì si tratta di una storia “rubata” al padre. Quest’ultimo, amante della letteratura, aveva rinunciato al suo lavoro redditizio come delivery man per iscriversi all’università e scrivere romanzi che, sfortunatamente, non era riuscito mai a far pubblicare.

Il primo romanzo, Storia di un chiodo, era basato su un fatto di cronaca nera a cui aveva assistito a quattordici anni che lo aveva impressionato molto. Figlio di dottori, il padre di Zhang Yueran viveva nel complesso ospedaliero dell’università di Jinan. Nell’edificio a fianco di quello della sua famiglia c’era un dottore che, dopo una sessione di critica, perse inspiegabilmente la capacità di parlare e muoversi, diventando un vegetale. Il colpevole non venne mai trovato. Ciò che spinse il padre a scrivere la storia fu l’alta probabilità che l’assassino vivesse nel suo stesso palazzo. Dopo i numerosi rifiuti degli editori, per via del tono troppo lugubre della storia, alla nascita della figlia aveva deciso di rinunciare a scrivere e dedicarsi all’insegnamento, dimenticando addirittura di aver scritto il romanzo Di conseguenza, la storia del chiodo, idea generatrice del libro, è una storia presa in prestito mentre il resto del romanzo è frutto della fantasia di Zhang Yueran. La scrittrice sente la necessità di dover scrivere questa storia. Tuttavia, il suo approccio alla trattazione del fatto di cronaca nera è diverso rispetto a quello del padre. L’autrice analizza le ipotetiche conseguenze e ripercussioni dell’evento storico nel presente. Ciò che ha affascinato Zhang Yueran, infatti, è l’ironia di come vittima e colpevole vivano insieme nello stesso complesso residenziale come anche i loro figli e i loro nipoti che potrebbero aver giocato assieme, esser diventati amici o addirittura essersi innamorati. La scrittrice ammette, inoltre, il suo bisogno di scrivere la storia anche per la vittima e per la sua famiglia, sebbene l’opera non possa cambiare la realtà e la tragicità degli eventi.

Con Il bozzolo, Zhang Yueran giunge alla consapevolezza che dopo la fase di ribellione adolescenziale, i balinghou possono scoprire di avere una relazione molto stretta con la generazione dei genitori e dei nonni e comprendere come gli eventi storici che non hanno vissuto possono avere ripercussioni sul loro presente. I loro effetti possono essere indiretti ma non indifferenti, possono essere invisibili ma sono fili rossi che avvolgono tutti loro, proprio come in un bozzolo. Sebbene abbia scritto il romanzo più per sé stessa, l’opera è significativa soprattutto per le generazioni future di giovani cinesi poiché testimonia la possibilità di ricostruire dalle rovine uno spirito piegato e devastato dagli eventi storici.

3.3. La struttura dell’opera
La struttura del romanzo è strettamente legata al contenuto dell’opera. Nella quarta di copertina, vi è una citazione di La rosa e l’anello di William M. Thackeray:

孩子,我所能给你的祝愿不过是些许不幸而已。

Tutto quello che posso augurarti figliolo, è solo un po’ di sfortuna.

La citazione imposta il leitmotiv dell’opera: la tragicità della vita. Amore e colpe ricadono sulle spalle delle generazioni che sono gli eredi della storia vissuta dai genitori e dai nonni. Zhang Yueran, parlando dei giovani protagonisti balinghou, afferma:

他们已经在历史、祖辈和父辈的故事里越陷越深,被紧紧地捆绑,几乎
不能动弹。面对他们的命运困局,我感到无能为力。
Erano intrappolati sempre più a fondo nelle trame della Storia, nella storia dei
loro nonni e dei loro padri. Erano legati così stretti da non potersi quasi
muovere. Mi sento impotente di fronte al loro destino.

Sebbene si tratti di un romanzo lungo, di ben oltre 400 pagine, è suddiviso in soli 5 capitoli privi di titolo. Il libro presenta una doppia narrazione in prima persona nella forma di un dialogo tra i due protagonisti. Ogni capitolo, infatti, è diviso in parti in cui si
alterna la narrazione dal punto di vista dei due protagonisti nella forma di un dialogo, in cui il destinatario è il “tu” (che potrebbe essere Jiaqi, Cheng Gong o il lettore) o di un monologo interiore. Ogni sezione è intitolata con il nome del protagonista che racconta la storia. Il lettore si trova di fronte un romanzo a due voci con due filoni narrativi diversi ma paralleli e complementari: la ricerca di Cheng Gong della verità sul nonno in stato vegetativo e la ricerca dell’amore del padre da parte di Jiaqi 11 che, nel complesso, costituiscono la ricerca identitaria di due balinghou. Di conseguenza, Cheng Gong completa con il suo punto di vista il racconto di Jiaqi. Questo tipo di struttura narrativa riesce a ridurre la distanza tra i personaggi e il lettore creando un’atmosfera di intimità, difficile da ottenere in una storia che ha come background la Rivoluzione Culturale, consentendo partecipazione e riflessione non solo sui fatti storici ma anche sul presente.
Zhang Yueran, in realtà, ha rivelato che il motivo per cui ha adottato la doppia narrazione con focalizzazione interna è dovuta al fallimento del tentativo iniziale di portare avanti una storia con punti di vista multipli, di cinque o sei personaggi. In seguito, la scrittrice ha optato per la narrazione a due voci dato che si era scoperta più interessata a descrivere i suoi contemporanei, Jiaqi e Cheng Gong, e al modo in cui il segreto influenza la loro crescita.

La focalizzazione interna risulta una scelta vincente nell’intenti di affascinare il lettore dato che crea molta suspanse. La conoscenza dei fatti da parte dei narratori è limitata e necessità della narrazione della controparte per completare il quadro della storia. Ad esempio, la cicatrice di Peixuan 沛萱 è descritta dalla cugina Jiaqi nel primo capitolo ma come si sia procurata quella ferita è svelato da Cheng Gong solo nel terzo capitolo. Ad eccezione delle parti iniziali del primo capitolo e del capitolo finale, ambientato nel presente, il resto del romanzo può essere considerato un lungo flashback in cui la storia della Cina è riassunta nelle emozioni individuali e nella memoria dolosa delle vicende delle due famiglie in cui non si possono distinguere le vittime dai carnefici.

很多年以后, 我们长大了,好像终于走出了那场大雾,看清了眼前的
世界,其 实没有,我们不过是把雾穿在了身上,结成了一个个茧.

Sono passati molti anni, siamo cresciuti. Ci sembra di essere riusciti finalmente
ad uscire dalla nebbia e di vedere finalmente con chiarezza il mondo che ci sta
davanti agli occhi. Ma in realtà non è così. Ci siamo ammantati con questa
nebbia che è diventato il bozzolo di ciascuno di noi.

Tre generazioni e tre famiglie che non riescono a fuggire dalla maledizione del chiodo, simbolo della Storia. Molti potrebbero pensare che Il bozzolo sia un romanzo storico. Il libro, in realtà, descrive la realtà presente e ha un inizio in medias res in una notte d’inverno del 2008. Allo scopo di spiegare l’origine del presente dei due protagonisti, Zhang Yueran considera il loro passato non il semplice background della vicenda ma una parte inevitabile delle loro vite. Di conseguenza, il tempo della narrazione non è lineare bensì ciclico. L’inizio della narrazione coincide con la fine della storia:

下午见面的时候,我能感觉到有东西横亘在我们之间,那个秘密,也许
你早知道了吧。它可能已经在漫长的时光里消 融,渗入生命的肌理。
但我相信它仍旧存在着,并且你也像我一样,无法对它视而不见 。就
让我们谈一谈好吗,第一次,也是最后一次,把关于这个秘密的一切,
都留在今晚 。
Quando ti ho visto questo pomeriggio, ho sentito qualcosa fra di noi, quel
segreto, di cui forse eri già a conoscenza. Potrebbe essersi dissolto già da lungo
tempo ed essere penetrato nelle trame della vita. Ma sono convinta che esista
ancora, non importa in quale forma e tu, come me, non puoi far finta in nessun
modo che non esista. Parliamone, per la prima e l’ultima volta. Questa sera ci
lasciamo tutto alle spalle.

Con l’allusione ad un oscuro passato incentrato su di un segreto, Zhang Yueran imposta il perfetto inizio e il perfetto finale di una storia, un addio in cui i protagonisti hanno di fronte il loro passato e alle spalle un futuro ignoto. La connessione tra presente e passato, necessaria per la riflessione storica sulla Rivoluzione Culturale, è costruita da Zhang Yueran con l’aiuto della storia del chiodo. Per mezzo di essa, la scrittrice instaura un canale tra passato e presente e ha la possibilità di poter trattare un periodo storico che non ha vissuto. Inoltre, il chiodo è metafora del passato stesso che come un chiodo può ferire e gravare sul presente, causando cicatrici
difficili da sanare. Il romanzo ha un finale aperto che risulta profondamente significativo perché da spazio a infinite possibilità di sviluppo. I due protagonisti si trovano letteralmente ai piedi di un bivio: potrebbero vivere assieme coronando finalmente il loro amore oppure, incapaci di superare i loro problemi potrebbero separarsi per non rivedersi mai più. La vicenda in sé può essere considerata un lascito dei balinghou alle generazioni future: una storia che i nuovi giovani possono continuare e, a loro volta, raccontare ai propri figli.

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*Olimpia Ciccotelli (ociccotelli@gmail.com), abruzzese, si è laureata in Lingue e Civiltà dell’Asia e dell’Africa mediterranea (curriculum Cina) presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia. È traduttrice freelance dal cinese e appassionata di letteratura, in particolare modo di quella contemporanea cinese e giapponese.

** Questa tesi è stata discussa presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia nell’anno accedemico 2018 con il titolo originale “Zhang Yueran vent’anni dopo: proposta di traduzione di un passo scelto del romanzo Jian 茧”. Relatrice: prof.ssa Nicoletta Pesaro