SINOLOGIE – Chen Duxiu: patriottismo e coscienza

In by Simone

Comprendere e analizzare uno dei personaggi più importanti della storia cinese, come Chen Duxiu è un’impresa molto complessa. Oltre ad alcune opere di stampo accademico, non abbiamo molti riferimenti. La tesi Il pensiero di Chen Duxiu: liberalismo, democrazia e marxismo a confronto si propone di far conoscere il pensiero di Chen Duxiu nel periodo compreso tra il 1914 e il 1921.
Prestiamo attenzione soprattutto alla sua evoluzione da cosmopolita e occidentalista, a marxista. La comprensione del suo pensiero avviene tramite il confronto con altri personaggi, che furono di essenziale importanza per la sua formazione, come Li Dazhao, Hu Shi e i delegati del Comintern. Chen fu un attivista, un rivoluzionario, un sovversivo che cercò di costituire una Cina nuova.

Egli influenzò soprattutto i giovani, che pose sempre al centro delle sue discussioni, affinché loro diventassero attivi politicamente e socialmente nell’aiutare a creare una nuova società. Inoltre fu artefice della rivoluzione letteraria, della lotta anti-confuciana e in seguito fondatore del partito comunista cinese.

Chen Duxiu nacque nel 1879, nel pieno della crisi dell’impero Qing e in un periodo di profonda trasformazione non solo politica e culturale. I dibattiti che propose diventarono in poco tempo, un punto di riferimento essenziale per diverse generazioni di studenti. Lo sfondo storico in cui ci troviamo è quello della Prima guerra mondiale, del Movimento del 4 maggio, dell’avvento del marxismo, della fondazione del Partito comunista cinese nel 1921.

Egli affronta il periodo precedente al 1915, con un’insolita sfiducia e delusione. Il collasso dell’impero non produsse il tanto atteso cambiamento, ma quasi accentuò quella crisi inevitabile iniziata dalla prima guerra dell’oppio. Tutto ciò portò un clima di angoscia e disillusione, che paralizzò molti intellettuali tra i quali lo stesso Chen Duxiu.

È proprio in quest’atmosfera, che Chen scrisse Patriottismo e coscienza, considerando lo Stato ingiusto e indegno dell’amore del popolo. Tempestiva fu la risposta di Li Dazhao, con l’articolo Pessimismo e coscienza. Egli infatti considerava la coscienza come una trasformazione reale, ossia la capacità di diventare soggetto attivo di una nuova politica dello Stato.

Grazie all’ influenza di Li Dazhao, Chen ritrovò il suo spirito di attivista politico e culturale nel 1915 che lo portò a fondare la rivista Xin qingnian, attorno alla quale si svilupparono le idee illuminanti del Movimento nuova cultura. Essa svolse un ruolo fondamentale per il Movimento nuova cultura e il Movimento del 4 maggio, poiché permise ai giovani intellettuali di prendere coscienza di un nuovo coraggio.

La rivista aveva l’obiettivo di assumere il peso della drammatica crisi di transizione che stava vivendo la Cina per una rinascita nazionale. Fu proprio in questi anni, che si consolidò il rapporto con molti collaboratori alla rivista, oltre a Li Dazhao anche con Hu Shi. Il dibattito con quest’ultimo sulla riforma della letteratura iniziò nel 1917.

Hu proponeva l’uso di espressioni in baihua, l’abbandono del classicismo, del ritmo, dell’imitazione dei modelli antichi e soprattutto di «parlare per voler dire qualcosa». Il baihua rappresentava una forma di “democratizzazione” e di avvicinamento alla cultura pragmatica occidentale, poiché la lingua classica, il wenyan non era accessibile a tutto il popolo e rappresentava la staticità della cultura confuciana.

Chen pubblicò l’articolo, Sulla rivoluzione letteraria, incitando a rovesciare la letteratura “aristocratica”, “classica”, e “oscurantista”. Successivamente gli orrori provocati dalla Prima guerra mondiale, portarono Chen Duxiu a perdere la fiducia nell’Occidente. Egli iniziò a vagliare una serie di alternative socialiste arrivate in Cina tra il 1918 e il 1919.

La rapida diffusione del socialismo fu dovuta ad una serie di fattori come la rivoluzione bolscevica, che dimostrò la possibilità di un cambiamento radicale in un contesto di sottosviluppo. Il prestigio dei soviet russi era cresciuto, soprattutto dopo la dichiarazione Karakhan. Inoltre durante il Movimento del 4 maggio, emerse una nuova coscienza politica, costituita dal proletariato urbano.

Chen fu influenzato nella sua adesione al marxismo anche dalla figura di Li Dazhao, che fu il primo a riconoscere l’importanza della rivoluzione bolscevica, con l’articolo La vittoria del bolscevismo. Inoltre fondamentale fu l’influenza del delegato del Comintern, Voitinsky, che lo aiutò a creare il primo nucleo comunista a Shanghai, dove si trovava Chen nel 1920. I rappresentanti del Comintern, assisterono Chen per riorganizzare il partito.

Chen e gli altri politici riuscivano ancora a resistere ai tentativi iniziali del Comintern di dominare il Partito. Chen inizialmente coinvolse i giovani radicali, interessati a riformare la società. La grande personalità di Chen influenzò anche Mao Zedong, che arrivò a definirlo “stella splendente”. Mao stesso affermò l’importanza, che rivestì Chen nella sua formazione, anche se successivamente se ne distaccò.

Chen Duxiu è una delle personalità più interessanti, ma anche più contradditorie e influenzabili. Egli è un personaggio da scoprire, un attivista inarrestabile, propenso al cambiamento, e continuamente alla ricerca di soluzioni pratiche per risolvere i problemi della Cina. È proprio il suo spirito eclettico che lo rende coerente nelle sue scelte.

La sua evoluzione è il risultato stesso della sua continua ricerca. Ecco perché un’analisi approfondita permette di comprendere come in realtà Chen Duxiu fu una personalità pragmatica, attenta a risolvere le questioni, in cui si trovava coinvolto, in modo pratico e veloce. Chen Duxiu nel corso di pochi anni, attraversò diverse fasi e si affacciò a nuove dottrine. Egli non fu mai un convinto sostenitore di una sola teoria, che portò avanti fino alla morte.

Contrariamente a molti altri personaggi adottò le idee che sembravano più utili per la sua causa in quel momento. Apparentemente Chen non aveva un’opinione precisa e per questo fu una personalità molto influenzabile e spesso criticata. Lui stesso diceva «Un uomo soddisfatto di sé, impedisce a se stesso di evolversi».

*Marta Goffredo Goffredo.marta[@]gmail.com è nata a Roma il 25 settembre 1991. Ha studiato Lingue e Mediazione Linguistico-culturale presso l’Università degli studi di Roma Tre, dove si è laureata nel marzo 2014. Nel 2012 ha vissuto a Manchester, dove ha svolto il ruolo di tutor insegnando italiano. Dal 2014 è iscritta al corso di laurea magistrale in Lingue Moderne per la Comunicazione Internazionale presso l’Università degli studi di Roma Tre.

** Questa tesi è stata discussa presso l’Università degli studi Roma Tre. Relatore: prof. Mauro Crocenzi.

[La foto di copertina è di Federica Festagallo]